Improvvisamente siamo al Barbican Centre nella City di Londra.

la proiezione al Barbican, sold out fino all’ultimo posto


davanti al Barbican

l’agente Ragazzi, Luca Ragazzi

con Carolina Stupina, promotrice della proiezioni e a sinistra, Desideria Rayner, la nostra montatrice.
Oggetto: Sono venuto al Barbican Centre lo scorso mercoledi'
Ciao Gustav e Luca,
sono venuto a vedere il vostro film al Barbican Centre mercoledi' scorso.
Mi chiamo Daniele, sono toscano ma abito a Londra da sette anni.
Il vostro film mi ha aperto gli occhi sulla gravita’ della situazione italiana.
La mia famiglia e' cattolica praticante ma alla toscana, ovvero piu' laica e meno bigotta di come mi sembravano quelle famiglie del family day.
Io sono addirittura cresciuto nell'azione cattolica dove ho incontrato molti amici che come me sono poi cresciuti e hanno capito che quello che la chiesa dice per fortuna non rispecchia per niente la verita' delle cose.
Tutto questo preambolo per dirvi che anche io forse sono cresciuto in una” bolla” di amici e familiari (cattolici e/o comunisti!) che mi hanno amato per quello che sono, più o meno come dice Luca ad un certo punto del film.
E allora questa omofobia che ho visto mi ha fatto davvero paura. Perche' certo non mi aspettavo che la generazione dei miei genitori
fosse pro-coppie di fatto, ma vedere giovani che la pensano come loro mi fa orrore e spavento. Nemmeno la piu' bigotta delle persone che frequentavo nella
mia adolescenza cattolica sarebbe mai andato al family day! E certo all’inizio non e’ certo stato facile nemmeno per me accettarmi per quello che ero.
Un altro punto del film che mi ha fatto davvero paura e’ quando fate vedere un botta e risposta tra la Binetti e Grillini dove lui cita il DSMIII e lei, un membro dell’allora parlamento italiano, risponde che nella storia le idee cambiano e che probabilmente in futuro si tornera’ a pensare di nuovo che gli omossessuali non siano normali. E se cio’ accadesse per davvero’? L’Italia e’ gia in viaggio verso il suo orribile passato..e i corsi e ricorsi storici esistono. E se allora questo valesse anche per noi? Se la maggioranza delle persone occidentali, la scienza , la psicologia cambiassero di nuovo la loro opinione sull’omosessualita’?. La psicologia e la scienza sono frutto della storia, del tessuto sociale di un periodo e nemmeno loro putroppo (per fortuna?) sono la verita’. E’ davvero possible quindi tornare indietro? Io voglio sperare di no. Voglio sperare che i gay ormai non accetterebbero piu’ una condizione di subalternanza
Verso la fine del comizio al Barbican si inizio’ a parlare degli italiani all’estero. Io non sono scappato dalla Toscana e da Firenze (dove ho fatto l’universita’) perche’ mi sentivo discriminato ne tanto meno perseguitato. Poi pero’ vivendo a Londra ho capito che in realta’ le cose in Italia sono diverse. Mi ci ero solo abituato. Abituato ai media (che per fortuna non erano indecenti come ora, ma gia iniziavano..), ai politici, alla chiesa, che parlano dell’omosessualita’ con una volgarita’ e brutalita’ che ora con gli occhi di uno che sta all’estero mi fanno rabbrividire e arrabbiare. Si’ perche’ io a 31 anni non sono disposto a dialogare con chi non mi rispetta come persona umana. Con chi pensa che sia legittimo discriminarmi giuridicamente e non esita a dirlmelo in faccia. Con chi non pensa che l’amore tra due uomini non sia amore, nemmeno quando e’ palese. E non ho voglia di dimostrare niente e nessuno perche’ essere normali non e’ poi cosi’ interessante no? Forse e’ questo uno dei maggiori motive per cui abito qua è perche’ quello che in Italia e’ normale qua e’ considerato razzismo (o omofobia vera e propria nel nostro caso), xenofobia, mafia, fascismo, campanilismo e cosi’ via…
Allo stesso tempo pero’ sento in me una crescente ansia di capire da dove provenga l’omofobia. Ed e’ per questo che sto facendo una ricerca per la mia tesi in psicologia sull’omofobia nella scuola secondaria qua a Londra. Perche’ e’ il quel periodo che maggiormente si soffre. Che ci si sente isolati. E’ in quel periodo che la societa’ fa pressione sui giovani affinche’ si omologhino alla mascolinita’ ed eteronormativita’ per isolare tutti quelli che non ne possono far parte e che Simone deBouvoir definisce “l’altro”. Da adulti siamo capaci a difenderci ma e a 16 anni che si ha paura di tutto. Ed e’ allora che si ha maggiormente bisogno di aiuto.
Concludo ringranziandovi per il bel film e augurandovi di riuscire a mantenere l’ironia nella lotta contro l’ignoranza
Daniele
