Nella capitale europea siamo ospiti del festival glbt PINKSCREENS.

la proiezione è al CINEMA NOVA, e già 30 minuti prima dell’inizio c’è una lunga fila.

e la sala è piena!

il dibattito con Christophe

C’erano tanti ragazzi e ragazze che lavorano per l’unione europea o la commissione. Ecco una mail che ci è arrivata.
Buongiorno,
Ieri sera ho avuto il piacere di essere presente alla proiezione bruxellese del vostro "Suddenly, last winter".
Volevo ringraziarvi per la gran bella esperienza e condividere una semplice riflessione.
Il vostro film mi è sembrato estremamente italiano. Italiana è la visione alternativa ed originale della realtà, la critica spietata costruita semplicemente con i propri discorsi dell'avversario, l'ironia pungente, l'equilibrio accurato tra ingegno e messaggio. Italiano è il coraggio quasi spensierato che avete esibito in qualche momento del film. E italiana è senz'altro la vostra solarità: ci avete fatto ridere sinceramente mentre, paradossalmente, raccontavate fatti che presi nominalmente sarebbero stati piuttosto per piangere.
Le triste, tristissime persone che avete documentato nelle loro manovre, farneticazioni, paure? Direi che, ad oggi, stanno in Italia, la occupano, la governano, cercano di controllarla. Ma non hanno nulla di specificatamente italiano; infatti potrebbero essere benissimo scambiati con le loro controparti russe, zimbabweani o iraniani. Della loro non italianità parla troppo chiaramente il loro feroce disprezzo verso altri cittadini italiani.
Non "sono" affatto l'Italia. L'Italia, semmai, siete voi -una piccola schegga del caleidoscopio complesso, chiaro-. All'Italia certamente fate onore voi, mentre loro la deturpano. E non vi sia dubbio, con questo vostro lavoro avete aperto una piccola incrinatura nella loro superbia narcissista, nella loro fantasia di controllo eterno. Chissà dove porterà.
Tanti complimenti e auguri. Cordialmente,
Dr Fernando...
Il giorno dopo abbiamo scoperto le bellezze e la vivacità di questa città. Qui siamo alla Biennale di Bruxelles


e qui nel museo “Beaux Arts”

con Jacques-Louis David e Marat assassiné

e Jan Fabre
