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di Alessandro Vaccaro
Schermata Improvvisamente
di






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Improvvisamente l'inverno scorso
Un film e un libro di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, con la voce narrante di Veronica Pivetti


Un documentario premiato in tutto il mondo, ma che non è stato facile vedere proiettato in Italia. 
Premiato a Sidney, a Seoul, in Uruguay e in Israele, a Cordova, a Toronto, in tanti altri Paesi, ma soprattutto vincitore di una menzione speciale alla Berlinale del 2008, ora, grazie alla pubblicazione in dvd è possibile farlo approdare anche nelle case degli italiani.

L'idea di questa inchiesta, spiritosa e divertente, sempre molto contenuta e ironica, nasce quando nel 1007 Luca e Gustav, una coppia che sta felicemente insieme da otto anni, decidono di capire meglio la proposta di legge sui DiCo presentata dall'allora Governo Prodi. E così li vediamo attivissimi intervistatori dei più svariato personaggi.
Politici, cittadini comuni, personalità autorevoli e prestigiose, laici e religiosi: in tanti sono stati intervistati con garbo e intelligenza dai due autori.  


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Gustav e Luca hanno anche seguito i lavori del Parlamento, quelli della Commissione parlamentare, il salotto buono di Bruno Vespa, le manifestazioni che sono sorte proprio per affermare che "la famiglia tradizionale, quella composta da un uomo e una donna" non si tocca! Come se i DiCo volessero cancellarla, come se l'estensione di alcuni diritti fondamentali mandasse in frantumi il sistema...
Hanno anche voluto 
cercare di dialogare (inutilmente) con alcuni esponenti dell'estrema destra che sono insorti contro l'ipotesi di quella legge. Insomma alla fine stremati hanno però cercato di mostrare anche quella parte di Paese più vicina a posizioni che in Europa sono considerate assolutamente "normali", cioè l'estensione dei diritti non significa certo un danno per chi ne ha sempre goduto.

Ma questa ipotesi di legge (mai andata in porto) ha anche creato all'interno dell'allora maggioranza delle divergenze: il settore teodem del nascente Partito Democratico si è infatti posto contro le scelte di Barbara Polastrini e di Rosy Bindi (che pur cattolica aveva però una visione laica del suo ruolo nel Governo) autrici del progetto di legge.
Che cosa colpisce positivamente in questo film? proprio la serenità con cui il difficile tema è trattato. Ma il film ci fa anche riflettere: i tanti tragici casi di omofobia degli ultimi mesi non sono del tutto isolati, sono solo l'aspetto estremo di un sentire diffuso, direi anzi, sempre più condiviso.

Il libro che accompagna il dvd rappresenta un commento e un completamento del film. Si parla della costruzione dell'opera, grande spazio è data all'esaltante esperienza alla Berlinale, ma anche delle immense difficoltà incontrate con la distribuzione e la scelta di fare un tour attraverso l'Italia presentando il film laddove era stato richiesto: e gli inviti sono stati davvero tanti! 

L'omofobia, si diceva, è un male diffuso in Italia. Così era importante parlare del 17 maggio, la giornata (non molti lo ricordano) contro l'omofobia ed elencare gli episodi criminali compiuti contro persone considerate colpevoli del solo fatto di essere omosessuali. Viene poi narrata la trasferta americana dei due ragazzi, gli incontri interessanti e la partecipazione a due festival.
Viaggi attraverso l'Europa, viaggi in Italia. La Chiesa, il Papa e dichiarazioni che sicuramente non aiutano la costruzione di un'idea di diritti uguali per tutti i cittadini, al di là delle preferenze sessuali dei singoli.


Insomma, il successo internazionale rincuora, la situazione italiana deprime...
Un film e un libro che bisognerebbe vedere e leggere per capire meglio, attraverso l'ironia e la simpatia dei due autori-registi, la situazione talvolta drammatica di chi vive la propria omosessualità in modo sincero e coerente.


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Gustav Hofer, Luca Ragazzi - Improvvisamente l'inverno scorso
143 pag., € 19,80 + DVD - Ponte alle Grazie
ISBN 978-88-6220-024-0

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AFI Dallas coverage: Suddenly, Last Winter review


March 27, 4:01 PM · Add a Comment

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Suddenly, Last Winter poster.

In Suddenly, Last Winter, real life-partners Luca and Gustav turn the cameras on themselves as they struggle to find a place for their relationship in modern Italy. The two co-directors financed the entire 80 minute film by themselves, but you certainly wouldn't know it to look at this film. Quirky, meaningful, at times disheartening and at other sweet, this film blends the rarely mixed genres of personal and political documentary.  
While these different documentary methods are not often blended, co-director Gustav Hofer explained that the subject warranted this approach,” I think the private in a way is always political. Lawmakers decide on issues which regard our everyday life.” As an attempt to pass a law that would grant same sex couples the right to marry fails and a wave of homophobia occurs in Italy, Luca and Gustav realize that while they have always felt accepted, they have been living in somewhat of a fantasy world, having surrounded themselves with supportive friends for years. 
Though tackling difficult subjects like intolerance and prejudice,
Suddenly, Last Winter portrays the often hard road that same sex couples must face with humor and playfulness. A voice over imitating the narrator of a children’s story lends an air of optimism to much of the film. As the narrator comments “not so far away, our heroes are wondering what’s for lunch” Luca and Gustav poke their heads out of the windows of their apartment and wave to the camera on the street below. Towards the beginning of the film, the filmmakers use small plastic toys and simple handmade backgrounds to demonstrate the implications of the proposed laws concerning marriage on same sex couples,
“In our kitchen we started to build the set for the stop motion animation. Our green towel became the green field, Luca drew the interiors and exteriors, we made our "casting" (which puppet for which point of the law). It became a very effective way to explain something very theoretical.”
Certainly the film contains disparaging moments as the two interview protesters on the street who tell them that homosexuality is unnatural and wrong or when the couple argues because Luca has grown tired of videotaping protests against gay marriage. While the implications of these laws and the discrimination the couple face are still treated with gravity, this playful attitude keeps this film from becoming didactic, heavy-handed or bogged down in despair.


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CINEMAINDIPENDENTE.IT
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intervista a LISBONA



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Improvvisamente l'inverno scorso
di Vincenzo Avagliano

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Fortunatamente in Italia l’immaginario gay oggi non è più in gran parte riconducibile a quello melodrammatico descritto dalla Tatangelo (all’ultimo festival di Sanremo, targato 2008, non 40 anni fa!). Tutta la televisione italiana e, in gran parte, anche il cinema, sembrano non saper più fare a meno di un tocco glamour gay-friendly. Anche nella vita quotidiana, essere gay in Italia sembra oggi essere molto facile, soprattutto se vivi in grandi città come Napoli, Roma o Milano. Hai i tuoi amici, anche eterosessuali, i tuoi locali, i tuoi ristoranti, le tue palestre, l’agenzia di viaggi pronta a spedirti in paradisiache comunità gaie, insomma ti sembra di essere circondato da una bolla di grande tolleranza (che brutta parola!), e che tutto il mondo che ruota intorno a te ritenga assolutamente normale (altra bruttissima parola) che tu sia gay, che viva col tuo compagno, che patisca le stesse gioie e le stesse preoccupazioni di tutti. In realtà se ti arrischi ad andare alla scoperta di quello che c’è oltre quella bolla protettiva e a rivendicare ciò che a tutti è dato per il solo fatto di essere uomini e donne, cittadini di uno Stato per il quale lavorano e pagano le tasse, quelle bolle rassicuranti si trasformano in muraglie con lame affilate, pronte a sbarrarti la strada e a farti sentire quella diversità che finora non avevi avvertito.
Lo sanno bene Luca Ragazzi e Gustav Hofer autori e registi del documentario
Improvvisamente l’inverno scorso, di produzione indipendente, selezionato nella sezione Panorama dello scorso Festival di Berlino, menzione speciale della giuria "Manfred Salzgeber", dedicata a lungometraggi o documentari particolarmente innovativi.
Il titolo è un omaggio e un riferimento al film di Joseph L. Manckiewicz del 1959,
Improvvisamente l'estate scorsa, tratto dalla piece di Tennesse Williams e sceneggiato da Gore Vidal, con le splendide interpretazioni di Liz Taylor, Katherine Hepburn e Montgomery Clift, in cui la censura americana ridusse sullo sfondo la tematica omosessuale che era invece centrale nell’originale. Con grande sagacia, Luca e Gustav, coppia che sta insieme da otto anni, riprendono il titolo del film americano per raccontare, attraverso la loro storia, quello che gli è successo improvvisamente l’inverno scorso, quando un’ondata inaspettata di omofobia ha sconvolto la loro quotidianità: a febbraio del 2007, infatti, dopo mesi di discussioni, il governo Prodi – come da programma - ha presentato una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali, intitolata DiCo, che si riferisce ai diritti e doveri dei conviventi. Questa legge, che avrebbe dato all’Italia la possibilità di mettersi al passo con tutti gli altri Stati europei, ad eccezione della Grecia e dell’Austria, riconoscendo e tutelando quella che oggi è una realtà consolidata della nostra società, è fallita miseramente per l’incapacità della nostra classe politica di superare le barriere ideologiche, e a causa dell’opposizione delle gerarchie vaticane che hanno condannato la legge come immorale. L’Italia si è divisa tra chi era a favore e chi no, in una contrapposizione tra guelfi e ghibellini ormai antistorica; una vera e propria offensiva mediatica: le manifestazioni pro e contro DiCo hanno creato un clima di tensione nel Paese, dando vita a manifestazioni di intolleranza e di omofobia fino ad allora impensabili. Luca e Gustav, costretti ad uscire dal loro microcosmo, hanno deciso di iniziare un viaggio in quest’Italia a loro sconosciuta fino ad allora, un’Italia dove i gay possono essere considerati ancora dei diversi, dei malati, assimilabili, in casi estremi, ai pedofili.
I due registi hanno seguito la discussione generale della legge al Senato, hanno intervistato i politici (poveri noi!) di destra e sinistra, hanno seguito le manifestazioni dei ciellini, quelle inquietanti dei seguaci della Militia Christi e di Forza Nuova, il Family Day e il Gay Pride mostrando un’Italia che a molti può risultare sconosciuta, ma che pure esiste, sospesa tra il grottesco e il drammatico. Quello che ne viene fuori è un documentario, con la splendida e quanto mai azzeccata voce narrante di Veronica Pivetti, che ha la forza della filmografia adulta, che non si riduce a una piatta rappresentazione degli eventi, ma si intreccia alla storia d’amore di Luca e Gustav, fino al geniale matrimonio finale. Nonostante l’offensiva mediatica con toni da crociata, la cifra e la forza del documentario sono l’ironia con cui i registi vivono il tutto e, soprattutto, la fresca ingenuità con cui si accostano a persone e situazioni così lontane da loro; soprattutto Gustav, ogni volta, è come se ci riprovasse, come se non perdesse la speranza di ricevere in risposta ai suoi “perché?” delle argomentazioni valide.
Questo film, pur nella semplicità dei mezzi con cui è stato realizzato, ha tuttavia la capacità di fare ciò che il cinema dovrebbe riuscire a fare sempre: emozionare e nello stesso tempo far riflettere. Proprio per questo sorprende che dopo tutto il caos mediatico del C
aos Calmo morettiano, questo film, che pure a Berlino c’è stato e ha ricevuto anche una menzione speciale, sia praticamente passato inosservato in tv, a parte qualche sporadica eccezione sul satellite. E soprattutto sorprende che dopo la proiezione berlinese si siano fatti avanti distributori stranieri, ma nessun italiano. Luca e Gustav, tuttavia, non si sono persi d’animo e hanno iniziato un tour in tutta Italia dove il loro documentario verrà proiettato in circoli culturali e festival; lo scorso 14 marzo c’è stata l’anteprima nazionale a Roma, in una sala gremita e con oltre un centinaio di persone che non sono riuscite ad entrare. E’ auspicabile nel frattempo che qualcuno se ne accorga e porti questo film dov’è giusto che stia, nelle sale, per aiutare a far conoscere l’Italia non solo agli stranieri, ma anche agli italiani, come ha scritto il critico de L’Unità Alberto Crespi. In bocca al lupo davvero a questa parte di cinema italiano che sa leggere e riflettere sul nostro presente.


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12 GIUGNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Improvvisamente l'inverno scorso
di redazione Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico, unica parlamentare dichiaratamente lesbica della XVI Legislatura, ha le idee molto chiare sui diritti civili: occorre innanzitutto abbattere le barriere ideologiche, per rendere più serena la discussione sul tema, che riguarda milioni di cittadini italiani. Per questo, l’on. Concia ha organizzato per tutti i parlamentari la proiezione del film-documentario “Improvvisamente l’inverno scorso” di Gustav Hofer e Luca Ragazzi: il film - premiato al Festival di Berlino nel 2007 – narra la storia degli autori (che vivono in coppia da otto anni), la loro quotidianità e l’esperienza da loro vissuta lo scorso anno, quando il nostro Parlamento affrontò il tema delle unioni civili. 
A Febbraio 2007, infatti, dopo mesi di discussioni, il governo Prodi – come da programma - presentò una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. Da lì partì un’offensiva mediatica e politica di proporzioni inusitate. Il paese si divise tra chi era a favore dei Di.Co. (il nome del disegno di legge) e chi no, raggiungendo livelli parossistici di intolleranza. Il film riprende  le opinioni della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra in occasione di varie manifestazioni e - contemporaneamente - segue la discussione generale al Senato: con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche spesso strumentali.   L’On. Concia ha inviato a tutti i parlamentari, di tutti i colori politici, una lettera in cui si dice “profondamente convinta che la sola arma contro il pregiudizio sia la conoscenza, non solo cognitiva ma anche empatica”. La stessa parlamentare del PD definisce l’iniziativa “insolita”, che – però – rappresenta il modo in cui intende affrontare il lavoro affinché il Parlamento riconosca i diritti civili a chi in Italia non li ha. Secondo la parlamentare, alla prima legislatura, dopo anni di lavoro prima nel PCI e nei DS ed oggi nel PD, “il mondo della politica affronta troppo spesso in modo sbagliato il tema dell’omosessualità, non sempre per colpa, ma per distanza o per non conoscenza dell’argomento”.
L’appuntamento, dunque, è per il 12 giugno 2008, alle  ore 17, presso la Camera dei Deputati, Sala delle Colonne: sarà il primo passo di una serie di iniziative che l’On. Concia sta preparando, per far sì che i parlamentari “abbiano uno strumento di sapere, che può aiutare tutti noi a rendere il Parlamento più vicino ai sogni e ai bisogni dei cittadini che rappresentiamo”.
Nel corso della serata verrà presentato il libro di Delia Maccarello “QUANDO SI AMA SI DEVE PARTIRE”, edizioni Oscar Mondatori.


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El Parlamento italiano se rinde ante un documental homosexual | soitu.es


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page35_3 Gustav Hofer & Luca Ragazzi’s Suddenly, Last Winter (Improvvisamente l’inverno scorso) 20th Annual Newfest: The New York Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Film Festival 34th Street Theater 312 W 34th St. at 8th Ave June 5-15, 2008 Reviewed by Frank J. Avella Let’s play a little game. It’s called what country, what year? The capital city elected a fascist mayor. The media is controlled by the state. Gays and lesbians have absolutely no civil rights. So you’re, perhaps, guessing Germany in the late thirties/early forties. No and no. Let’s continue… The population is anywhere from 95% to 97% Catholic, depending on the source. The government is heavily influenced by the Vatican. Okay, now you’re saying Italy in the late thirties/early forties. You’re half correct. Let’s give it one more go, shall we? Homophobia is on the rise, mainly because the current Pope and his Papal underlings are promoting mandatory heterosexuality. "The union of love, based on matrimony between a man and a woman, which makes up the family, represents a good for all society that can not be substituted by, confused with, or compared to other types of unions." Herr Benedict, the ruby-slipper wearing Pontiff himself, spoke these words on May 16, 2008, the day after a California court ruled in favor of gay marriages. So you now realize that all of the above is happening TODAY in Italy. And how frightening is that? I know it’s not that difficult to believe that Pope Benedict is promoting intolerance, after all this is the same person who deliberately covered up the sex abuse scandal. What is shocking is just how many Italians are allowing such obvious religious propaganda to permeate their judgment. Brave Italian journalists Gustav Hofer & Luca Ragazzi, who also happen to be partners for the last eight years, have made an important and incisive documentary on the current state (or non-state, as the case shamefully is as of late) of rights for gay and lesbians in Italy. The result is the courageous and compelling, Suddenly, Last Summer. There seemed to be hope for a civil union law in Italy. Two years ago a law was presented concerning same-sex partnerships. A heated national debate ensued throughout Italy and soon turned terribly homophobic, in large part due to the Vatican’s unwavering anti-gay pressure. In February of 2007, the Center-left government of Prime Minister Romano Prodi fell. The reason, it turned out, had everything to do with a missing vote from Senator Giulio Andreotti, a member of Parliament, closely associated with the Vatican. Andreotti confessed that he “could not sustain a government that tries to pass a law for gay and lesbian couples.” An agitated Gustav convinced an apprehensive Luca to parlay their anger and outrage into action, via filmmaking. The duo took their camera and, literally, took to the streets and to the House of Parliament. Gustav and Luca made the wise decision to cast themselves in the film, giving it a periodic comical tone. And since the subject matter is anything but funny, it comes as a nice relief. Luca’s incredulous reactions to the sheer stupidity of many of the statements made by government officials, religious leaders and street zealots are hilarious. In street interviews with Romans, almost all of them are opposed to civil rights for gays and lesbians using the family values argument. Many are also opposed to any type of same sex relationships because “it goes against nature” and “God doesn’t want that,” as one Italian woman firmly puts it—as if she just got off the phone with the Almighty. An elderly clergyman vehemently proclaims: “one must never question the Holy Roman Church because it’s the center of the world…the Church, you obey.” The film discusses how the Vatican fuels the homophobia by stating that homosexuality is on the same level of abomination as incest and pedophilia. Except for Islamic countries, this type of gay hatred is unheard of in civilized nations. But with Vatican City literally in their back yard, Italy has become a festering cauldron of Church-led brainwashing against tolerance and for hatred and alienation. With the Berlusconi regime in power again, the Vatican is getting exactly what they want when it comes to their mental gay-bashing. Italian citizens are following blindly as good Catholics are taught to do from a very young age (speaking from experience here!) Consequently, violence towards Italian gays is on the rise. But the fight continues—as it must. And Gustav and Luca are leading the way. Earlier this month Berlusconi met with Pope Benedict for forty minutes and proclaimed that a priority of his government is “"the sacredness of the human person and of the family." He defended the Vatican’s interfering in domestic Italian affairs and punctuated it with: "We are on the side of the church and we believe in the values of our Christian tradition." It’s a scary time in Italy, not just for gays and lesbians, but also for those who cherish basic freedoms. Bravi to Gustav Hofer & Luca Ragazzi for having the balls to expose the travesties going on in their country. One final note: Distributors in Italy are afraid to touch the film so the directors are doing a tour and showing it themselves throughout the country. They are also traveling the world showing the film wherever they can. It would behoove a savvy U.S. company to pick this gem up and release it to as wide an audience as possible. As cozy as we sometimes feel here in the U.S., we should remind ourselves of the last eight years and the erosion of so many of the rights we always assumed would protect us. page35_4 “Suddenly, Last Winter” - U.S. Premiere @ QDOC! (Portland, 5/29) What: The U.S. Premiere of Suddenly, Last Winter When: Opening Night - Thursday May 29, 2008, 8pm Where: Clinton Street Theater, 2522 SE Clinton St. Cost: $8 general/ $6 student senior/ $20 with opening night party Tickets available at: www.queerdocfest.org If you’re looking for a film that is simultaneously romantic, fiercely political, comically absurd, totally fresh and deliciously Italian, Suddenly, Last Winter fits the bill. A couple for eight years, Gustav Hofer and Luca Ragazzi lead a seemingly charmed life. Good-looking and metrosexually sophisticated, Gustav is a TV reporter and Luca a film critic. When the conservative Berlusconi government fell to a center-left coalition in 2006, Gustav and Luca were optimistic that domestic partnership legislation, common in the EU, would finally be enacted, and it seemed like a fun idea for the two to collaborate on a documentary about how the change would play out. But all hell broke loose. Far-right politicians and the Vatican unleashed a furious resistance to any change. Gustav and Luca found themselves shocked by the virulent homophobia that they were faced with. As they fearlessly plunge into right-wing protests and directly confront and film anti-gay opposition, stress builds within their relationship as they react differently to so much overt hostility. But the sweetness of their partnership, their humor, and the vitality of the pro-domestic partnership movement enables them to tell what is at times a very frustrating story with a whimsical touch and a great sense of irony. Suddenly, Last Winter is directed by Gustav Hofer. Repubblica.it http://xl.repubblica.it/dettaglio/66661 page35_5 Improvvisamente l'inverno scorso Dico d'autore. Un documentario, vincitore a Berlino, firmato da una coppia omosessuale che racconta e fa raccontare dai testimoni lo sconcerto provato e subito dalla mancata realizzazione della legge sulle unioni civili delle coppie gay In questo strano mondo, in questo strano paese, succede che nascano cose diverse, inaspettate sorprese, proprio in momenti che appaiono particolarmente bui. Per esempio il documentario sui Dico, Improvvisamente l'inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, menzione speciale della giuria "Manfred Salzgeber" al Festival di Berlino che comincia la asua tournéè da Roma venerdì 14 marzo all'Apollo 11 La storia sentimentale e politica, sociale e personale di Luca e Gustav, una coppia unita da otto anni, che brindano all'avvento del centrosinistra a cui affidano le loro speranze matrimoniali, guardano il loro desiderio infrangersi e sgretolarsi al sole italico, e con ironia e intelligenza, in attesa di una legge che si allontana sempre più, usano una macchina da presa per raccontare tutto questo. Nel febbraio del 2007, il governo Prodi, seguendo le direttive dell'Unione Europea e il suo programma elettorale, presenta il disegno di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali, detto DiCo, che suscita reazioni inaspettate e sproporzionate. Un documentario che segue la gente per le strade, testimonianze di passanti, associazioni religiose, politici di destra e di sinistra, da Rocco Buttiglione a Paola Binetti da Barbara Pollastrini a Franco Grillini e Cesare Salvi. Il risultato è un'immagine poco edificante e alquanto contraddittoria del Belpaese. In cui ancora oggi i gay sono cantati dal palco di Sanremo come una specie protetta da WWF. IL TOUR DEL FILM Il film, che coraggiosamente svela il dietro le quinte del vuoto legislativo sulle unioni di fatto e si incunea nei pensieri degli italiani a tal proposito, comincerà poco dopo la proiezione romana un vero e proprio tour pre elettorale in tutta Italia, dal Nord al Sud dello stivale, toccando circa 20 città. page35_6http://www.cinemaitaliano.info/improvvisamentelinvernoscorso page35_7 http://blogs.telegraph.co.uk/arts/reellife/february08/berlinalebestandworst.htm Improvvisamente l'inverno scorso (Suddenly Last Winter) - An endearingly budget documentary about the fight for gay civil partnerships in Italy, directed by and starring Luca and Gustav, the most charming gay couple you could ever hope to meet. page35_8 http://european-films.net/content/view/825/1/

A member of the Teddy jury revealed that this year's jury was indeed more impressed by the documentaries rather than the fiction films, and while the subject of this year’s queer documentaries in Berlin might have a clearly felt urgency and be highly topical, it is equally true that most of the documentaries impressed because of their content, often leaving form by the wayside. "There is nothing really cinematic about this year’s crop of documentaries," concurs Davide Oberto, one of the programmers of the Turin GLBT film festival who attended the Berlin Film Festival, "most of them would be equally impressive on TV, which is not exactly a compliment".  There are two documentaries that did stand out for their formal qualities: the aforementioned Das andere Istanbul and the Italian documentary Improvvisamente l’inverno scorso (Suddenly, Last Winter) from and about real-life couple Gustav Hofer and Luca Ragazzi. The former, the graduation work from director Döndü Kilic, is perhaps the least revelatory and compelling in terms of content (gays rights in Istanbul find themselves somewhere between East and West, reflecting the city’s geographical position) and the documentary has a tendency to ramble (a prolonged wedding sequence adds to the running time but nothing to the film itself). But while there may not be truly shocking material such as in Be Like Others or A Jihad for Love, Kilic does occasionally show a flair for striking images that include well-framed static shots of the city and some poetic shots including the silhouette of a single belly-dancing male at the waterside against the setting sun.

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Gustav Hofer and Luca Ragazzi, directors of 'Improvvisamente l'inverno scorso'. Portrait by Fabrizio Maltese.

In the context of the clear trend of films documenting homosexuality and Islam, the Italian Improvvisamente l’inverno scorso may seem like the odd one out, but though it does not talk about Islam, it does discuss, among other things, the unhealthy bearing of the Vatican on Italian gay rights and family politics (Italy is theoretically a secular state). But the religious content is only a small part of the film’s ambitions: Improvvisamente l’inverno scorso aims (and succeeds) to show how a cocooned gay couple of eight years living in a Western country have been lured into a false sense of security, with homophobia and hatred barely concealed under a thin veneer of apparent tolerance.

What sets the discovery in motion is the discussion of gay rights in Italy on a political level that occurred last winter. In an imaginative manner that includes voice-over, rudimentary stop-motion animation and acted sequences of domestic bliss that toy with gay stereotypes, Hofer and Ragazzi have pieced together a portrait of a society that seems not only intolerant but, in some instances actually spiteful of gay rights. With self-irony and humour that never feels too calculated to please, the documentary also paints a vivid picture of the jungle of Italian policy-making that is comprehensible even for those who could barely find the country on a map. That it does so in a personal manner that can only be described as a mixture of post-Big Brother and post-Michael Moore documentary filmmaking does in no way diminish neither the inventiveness nor the candidness of its makers. Clearly, the cohabitation of homosexuality, religion and politics are an area worth exploring and if Berlin is anything to go by, then non-fiction filmmakers have got a head start on their fiction filmmaking brethren. Rendez-vous in Berlin next year for some fiction films that tackle the same subject?

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Improvvisamente l'inverno scorso: recensione
pubblicato: venerdì 04 aprile 2008 da Gabriele C. in: Recensioni Documentario Italiano Berlinale
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Improvvisamente l’inverno scorso (Italia / Germania, 2008) di Gustav Hofer e Luca Ragazzi.
Sostenetelo come potete. Andate a vedere
Improvvisamente l’inverno scorso, cercatelo, aspettatelo, ma non siate pigri e se vi capita vicino non esitate ad andare in sala. Di documentari come questo in Italia ce n’è bisogno, per vari motivi. In primis, quello ormai noto della qualità.
Assieme ai recenti
Vogliamo anche le rose e Biùtiful cauntri, il documentario di Gustav Hofer e Luca Ragazzi è la dimostrazione che una via per vedere belle cose prodotte nel nostro paese c’è, eccome. I due autori lo hanno capito, e per raccontarsi e per raccontare un’allarmante situazione di disagio hanno scelto giustamente questo genere diretto.
Gustav e Luca sono due giornalisti che lavorano nell’ambito della cultura, specialmente in quello dell’arte e del cinema. Si amano da 8 anni e con la legge sui Dico potrebbero finalmente essere una coppia riconosciuta dallo Stato. Alla vittoria del centro-sinistra nelle elezioni del 2006 la speranza si fa sempre più forte, ma la disillusione è dietro l’angolo…


“Né insabbiare né accelerare”: quante volte si sente pronunciare questa ridicola frase durante tutto il film, pronunciata da politici che hanno in mente tutto meno la legge sui Dico? Improvvisamente l’inverno scorso ripercorre la strada che da quella primavera ad oggi conduce alla soluzione della legge: ripercorre quindi tappe che finiscono nel nulla.
Un documentario di denuncia, certo, se si vuole politico: i due autori non nascondono le proprie preferenze, soprattutto di fronte ad un’Italia berlusconiana che non li rispetta e addirittura li rifiuta. Ed è anche vero che il film ha una propria ragionata costruzione, in cui le offese e le situazioni da lasciare a bocca aperta si fanno sempre più pesanti da digerire, ma il tutto è gestito con intelligenza ed ironia.
Che dire poi del finale? E’ bene non rivelare nulla, ma è solo la ciliegina sulla torta di un lavoro che è necessario e brillante. E soprattutto coraggioso: Gustav e Luca, oltre a girare per i Gay Pride, per le manifestazioni in piazza del mondo laico et similia, hanno il bisogno di andare direttamente dai manifestanti del Family Day, dai neo-fascisti, da chi li odia per sentire in prima persona il perché di tanto astio.
Le risposte che si sentono negli 80, meravigliosi minuti di
Improvvisamente l’inverno scorso sono tante e fanno rizzare i capelli. E l’ignoranza non viene soltanto dalla gente comune, ma soprattutto dai politici prima citati (vedere l’incredibile Binetti). Standing ovation e applausi a non finire per due ragazzi che, all’opera prima, hanno saputo coniugare arte e sociale in maniera impeccabile.
Voto Gabriele: 10
Per maggiori informazioni, e per sapere quando il film sarà nella vostra città, visitate i seguenti siti:

page35_10 http://www.gay.it/channel/cinema/24318/Gustav-e-Luca--Improvvisamente--in-tour-per-l-Italia.html di Roberto Schinardi Giovedì 13 Marzo 2008

GUSTAV E LUCA 'IMPROVVISAMENTE' IN TOUR PER L'ITALIA




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Il loro documentario sui diritti delle coppie di fatto ha riscosso un clamoroso successo all'ultimo Festival del Cinema di Berlino. Ma i distributori latitano e loro partono in tour. Prima che si voti

Ricevi sul tuo cellulare le news di Gay.it: invia un SMS con scritto GNEWS al 482224.


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Il loro documentario ‘Improvvisamente l’inverno scorso’, apprezzato reportage misto a riflessione domestica sul naufragio dei DiCo, a Berlino ha fatto il botto, accontentando pubblico e critica. E loro due, Gustav Hofer e Luca Ragazzi, documentarista e presentatore televisivo altoatesino il primo, critico cinematografico romano il secondo, sono davvero una coppia ‘doc’ anche nella vita: fidanzamento blindato da otto anni, colorato appartamento in comune al Pigneto, e tutto lo scoramento di chi non vede riconosciuto alcun diritto giuridico alla propria convivenza ‘more uxorio’. E visto che i distributori italiani non si muovono, sono loro stessi a partire in tour per presentare il loro film in giro per l’Italia. Siete in partenza per un tour in giro per i cinema della penisola. Come è nata questa iniziativa?Gustav Hofer: Dopo Berlino abbiamo aspettato due settimane in attesa di una distribuzione commerciale ma non l’abbiamo ancora trovata. Ci siamo resi conto di quanto sia importante che il film

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venga visto prima delle elezioni: durante il festival Berlino, ma in realtà già prima, ci sono arrivate un sacco di proposte da cinema e circoli d’essai, così abbiamo messo insieme tutti questi contatti. Facciamo una sorta di tour preelettorale: è come se l’argomento dell’omosessualità fosse diventato una specie di tabù durante la campagna politica. Saremo noi a presentare il tema delle unioni di fatto. Saremo in una ventina di città, iniziamo domani al cinema Apollo di Roma. A Berlino, il film è stato accolto molto positivamente sia dal pubblico che dalla critica e avete sfiorato il Teddy Bear finendo nella terzina dei premiabili. Che sensazioni avete provato?G. H.: È stato l’unico film italiano che ha avuto riconoscimenti (menzione speciale al Manfred Salzgeber Award, n.d.r.). Fino al

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giorno della proiezione non abbiamo capito quello che stava succedendo. Il giorno della prima è stato bellissimo, è arrivata mia madre con le mie sorelle, abbiamo invitato i nostri amici. Quando siamo entrati al cinema è stato davvero emozionante: la sala era stracolma con gente seduta sugli scalini! Il pubblico ha riso nei punti giusti, ci sono stati anche applausi a scena aperta. Che percezioni hai avuto soprattutto da parte degli stranieri sulla questione gay italiana?G. H.: Nessuno si aspettava questa presenza così forte del Vaticano nella politica interna italiana, secondo me non erano così consapevoli delle ingerenze di  vescovi e cardinali. Né erano a conoscenza di come, in Italia, questa omofobia sia stata strumentalizzata dai media. Avete qualche contatto internazionale per la vendita del film?

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G. H.: Dobbiamo decidere tra un paio di offerte e siamo propensi per una società berlinese. Il vostro è un progetto assolutamente indipendente. Non sarebbe utile unire le forze per portare avanti un movimento al fine di promuovere il cinema gay italiano?G. H.: Il nostro non è un film gay ma sui diritti, omosessuali ma anche eterosessuali. Non credo nell’importanza di creare un ghetto: il mercato è quello che è, si rischia di essere messi nel cassetto come ‘registi gay’. Tu, Luca, sei alla tua prima esperienza cinematografica. Com’è stato lavorare col proprio compagno? Luca Ragazzi: È stato tutto merito suo, mi ha quasi obbligato, mettendo persino la videocamera nascosta. Dopo aver visto le 35 ore di girato gli ho detto che non gli avrei mai dato il consenso. Invece poi, grazie anche all’occhio esterno della montatrice Desideria Reyner, sono stato rassicurato: mi sono affidato a lei e ho capito che quello era l’unico modo per raccontare la mia vita, volevo che il privato diventasse politico. E il successo berlinese come l’hai vissuto?L. R.: Da una parte c’è stata l’ebbrezza, la soddisfazione, ma dall’altra è stata un’esperienza frastornante. Essendo giornalista, di solito sono io che faccio le domande e a Berlino è successo il contrario. Ma è stato anche molto educativo da questo lato. Nel film vi mettete in gioco come coppia, come ha influito nel vostro privato?

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Questa esperienza ci ha rafforzato, per realizzare il film ci abbiamo messo nove mesi, è stato un po’ come fare un figlio! State insieme da più di otto anni, quali consigli ti senti di dare per far sì che una coppia duri? L. R.: È un lavoro a cui dedicarti ogni giorno, non bisogna dare nulla per scontato. Credo che il problema di molte coppie etero stia nel fatto che nel momento in cui si sposano danno tutto per scontato. Noi dobbiamo vigilare costantemente, resistere alle duemila tentazioni che ci sono nell’ambiente gay. Le elezioni politiche sono di nuovo alle porte e la situazione per i gay non è certo migliorata. G. H.: Durante questo tour porteremo la videocamera, sarà interessante uscire da Roma e vedere la reazione della gente nelle varie parti d’Italia. C’è un grande vuoto politico riempito dalla Chiesa. Ma onestamente ho difficoltà a trovare un partito o a dare il mio voto. Chi aveva parlato di laicità come Boselli ha proposto a Mastella di entrare nel suo partito. Anche il partito democratico ha posto un grande velo sull’argomento gay. Ci sono comunque politici quali la Pollastrini, molto più sensibili. Resta la Sinistra Arcobaleno ma anche lì non mi sembra che stiano facendo una battaglia chiara per le coppie di fatto. L. R.: Noi cerchiamo di non farci strumentalizzare, abbiamo una coscienza politica ma non saremmo capaci di fare politica. Siamo stati contattati da una lista ma abbiamo rifiutato. Il nostro film è un po’ una bomba ad orologeria, non ne esce bene nessuno. È stato una sorta di vaso di Pandora che ha tirato fuori tutto il marcio, il movimento di antipolitica che già conoscevamo. Auspico che capiti qualcosa di catartico, non più anziani politici babbioni ma giovani. L’astensionismo, però, è triste. Come cittadino devi sempre essere vigile. E l’idea di fare un seguito del documentario?

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L. R.: Fare un seguito non mi piace, ci sembra una forzatura. Faremo comunque un videodiario da mettere sul blog. Fare a tavolino un film perché ti dicono di farlo mi fa un po’ paura. Che circuitazione avrà ‘Improvvisamente l’inverno scorso’ all’interno dei festival anche internazionali? L. R.: Non saremo al Festival Gay di Torino ma lo presenteremo il 7 aprile presso l’associazione Documè. All’estero andremo a Toronto, Varsavia, Göteborg e altrove. Pensavamo di fare un festival gay e uno non gay, alternati G. H.: Pensa che gli organizzatori del festival di Giacarta, nella musulmana Indonesia, ci hanno anticipato che i documentari sono un genere difficile per il loro pubblico. Abbiamo proposto di cucinare la pasta per tutti gli spettatori alla fine della proiezione!

page35_18 http://www.international.rai.it/tuttocinema/mostra.php?id=6961 Da Berlino Improvvisamente l'inverno scorso. Ha suscitato molto interesse al Festival di Berlino  "Improvvisamente l'inverno scorso", il  documentario di Gustav Hofer e Luca Ragazzi che ricostruisce le rivendicazioni dei Dico in Italia. Giovani, con un buon lavoro, una casa in comune, innamorati da nove anni, Gustav e Luca sono una vera coppia, o meglio sono una delle tante declinazioni della famiglia nell'Italia di oggi. Eppure nel nostro paese, la loro omosessualità li rende agli occhi della società poco più che conoscenti, impedendogli il riconoscimento di diritti fondamentali che altri paesi hanno già ottenuto. Partendo dalla loro esperienza personale Gustav Hofer e Luca Ragazzi, professione giornalisti, hanno realizzato questo documentario, perfetto per raccontare l'Italia di oggi all’estero. page35_19 http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?chan=41&i=5102&wrd=improvvisamente+l`inverno+scorso+non+e`+cambiato+niente   Al festival di Berlino il documentario low budget di una coppia di italiani racconta il Belpaese ai tempi del Dico: l`omofobia dilagante e le discussioni in Senato, il Family Day e il Gay Pride. Ma in Italia ancora non hanno ancora una distribuzione

Dopo la menzione speciale nella sezione PANORAMA al festival di Berlino a "questo documentario umano e personale sulla battaglia importante e continua di persone che si amano e stanno insieme , dimostrandoci che quando la politica diventa personale noi dovremmo perseverare e attingere alla nostra ironia per andare avanti", continua il viaggio di "Improvvisamente l'inverno scorso", il documentario di Gustav e Luca sul naufragio dei Dico in Italia. La coppia girerà infatti tutta Italia portando in tour il documentario per farlo conoscere al grande pubblico e toccando circa 20 città: nonostante il successo ottenuto a Berlino infatti, il film ancora non ha trovato una distibuzione. La prima data è prevista venerdì 14 marzo a Roma presso l'aula magna dell'associazione culturale Apollo 11, di Via Conteverde 51, all'Esquilino - Piazza Vittorio. L'ingresso sarà gratuito ed alla serata prenderanno parte anche Veronica Pivetti, voce recitante del film e l’On. Franco Grillini. Sono state invitate anche la Ministra Barbara Pollastrini per le pari opportunità, che ha sostenuto moralmente il film, e l’On. Vladimir Luxuria. Tra le date già in programma il 20 marzo Bari, 25 marzo a Trieste, il 26 a Pordenone, il 27 a Udine, il 28 a Lecco, il 3 aprile a Padova, il 5 a Campobasso, il 7 a Torino, 8 aprile a Mantova, 9 a Reggio Emilia, 10 a Bergamo, 16 e 20 a Bolzano. In più "Improvvisamente l’inverno scorso" sarà proiettato a Napoli, Catania, Palermo, Milano, Brescia, Firenze (solo le date sono ancora da definire). Per l'elenco completo vi rimandiamo alsito di Gustav e Luca >>>
IMPROVVISAMENTE L`INVERNO SCORSO NON E` CAMBIATO NIENTE


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7 FEBBRAIO 2008
Gustav Hofer è di Bolzano, ha studiato a Vienna e Londra, dal 2001 lavora a Roma per una televisione francotedesca.Luca Ragazzi è romano, laureato in lettere, è giornalista e fotografo.Da 8 anni Gustav e Luca sono fidanzati e, come tutte le coppie gay (ma non solo), avevano esultato alla notizia chenel febbraio scorso il governo Prodiaveva presentato unaproposta di legge per le unioni civili estesa agli omosessuali.
Poi,
improvvisamente l'inverno scorso, sono stati travolti dall'ondata di omofobia che la possibilità di regolarizzare le unioni gay ha provocato in Italia. Luca e Gustav hanno reagito armandosi di una telecamera digitale in alta definizione, un budget casalingo di 5.000 euro, l'amichevole collaborazione di tecnici del montaggio e del suono professionisti,la voce narrante di Veronica Pivetti e la voglia di raccontare in prima personacosa è successo in Italia dal febbraio 2007 in poi. Hanno intervistatoRocco Bottiglione,Paola Binetti ,Barbara Pollastrini,Franco Grillini,Cesare Salvi. E quelli di Militia Christi. Partecipato al Family Day e al Gay Pride. Documentato le estenuanti discussioni in Senato e il clima di omofobia in cui l'Italia è piombata. Improvvisamente.
"Questo documentario è nato da un’autentica necessità - hanno dichiarato i due registi - quella di voler
dare testimonianza del nostro disagio di coppia e di cittadini italianidi fronte alla massiccia campagna omofobica creata ed alimentata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso inverno in occasione della presentazione del progetto di legge DiCo. Abbiamo dovutodolorosamente constatare che sino ad allora avevamo vissuto in una zona protetta, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti coloro che vedono (ancora!) nell’omosessualità una minaccia se non una malattia. Evitando di proporci come vittime del sistema ma anzi,utilizzando l’ironia come strumento di indagine, sicuri che il presupposto di ogni rapporto sia sempre quello di conoscere e rispettare le ragioni dell’altro, ci siamo armati di coraggio e siamo usciti dal nostro mondo protetto,pronti a rischiare sia come persone che come coppia".
Oggi è ai nastri di partenza
il festival di Berlino eil 12 febbraio, nella sezione Panorama, ci sarà l'anteprima mondialedi "Improvvisamente l'inverno scorso". Una cassa di risonanza internazionale che mostrerà chiaramente come il nostro sia l'unico paese in Europa, insieme a Grecia e Austria, anon avere una legge che regolamenti le unioni di fatto. L'unico paese non ancora uniformato alle direttive europee. Un paese in cui una parte delle persone intervistate in merito aiDico ha risposto indicandole come una scorciatoia verso la pedofilia e l'incesto. Il paese della Binetti e di Buttiglione. Il paese che scende in piazza per ilFamily Day. In cui un esponente diMilitia Christi dichiara: "Io non ho niente contro i gay, anzi, sono pronto ad aiutarli, a curarli".
DAL SITO DEL FILM DI LUCA E GUSTAV: UN IMPRESSIONANTE ELENCO DEGLI EPISODI DI OMOFOBIA CHE SI SONO SUCCEDUTI DAL MAGGIO 2006 AL MAGGIO 2007 >>> Il paese che non ha ancora offerto una distribuzione al documentario di Luca e Gustav. Anche se il senatoreCesare Salvi, presidente della Commissione Giustizia della Camera, ospite in data 16 gennaio 2008 da Pierluigi Diaco, si è impegnato "ad organizzare anche qui in Italia una proiezione del film".Magari in che razza di paese viviamo lo capiscono anche in Italia, oltre che a Berlino.

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http://www.gaytoday.it/Editoriale_arch.asp?id=92
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La distribuzione dei documentari, soprattutto quelli scomodi, si sa che in Italia ha vita difficile. Addirittura "

Redacted" diBrian De Palma (in realtà una via di mezzo tra fiction e documentario), che tanti applausi aveva ricevuto a Venezia, non avrà una distribuzione nella sale italiane, ma passerà direttamente su Sky. Possiamo dunque immaginare i problemi e i no categorici che avranno incontrato i registiGustav Hofer eLuca Ragazzi del film "Improvvisamente l'inverno scorso", presentato con successo alFestival di Berlino nella sezione "Panorama", che ha ricevuto la menzione speciale della giuria "Manfred Salzgeber", dedicato a lungometraggi innovativi. Il film segue i due registi, in coppia da otto anni, che vengono investiti (insieme a milioni di altri omosessuali) da un'ondata di omofobia quando il governo decide nel febbraio 2007 di presentare il disegno di legge sui DiCo. Molte le interviste a gente comune, parlamentari, di destra e di sinistra, e associazioni religiose. Ma se Maometto non va alla montagna... E i due registi coraggiosamente hanno allora scelto di portare il loro film in un vero e proprio tour nelle principali città italiane. Premiere a Romavenerdì 14 Marzo ore 21 all'Apollo 11 c/o Itis Galilei - Via Conteverde, 51 (Piazza Vittorio). A seguire le date certe sono:20 Marzo Bari, 25 Marzo Trieste, 26 Marzo Pordenone, 27 Marzo Udine, 28 Marzo Lecco, 3 Aprile Padova, 5 Aprile Campobasso, 7 Aprile Torino, 8 Aprile Mantova, 9 Aprile Reggio Emilia, 10 Aprile Bergamo, 16 e 20 Aprile Bolzano. Ma altre se ne vanno aggiungendo giorno dopo giorno. Per ulteriori informazioni potete visitare ilsito del film. Venerdì sera

page35_24 http://news.cinecitta.com/people/intervista.asp?id=5528
LUCA RAGAZZI E GUSTAV HOFER: ITALIA OMOFOBA La tragicommedia dei Dico sfida Madonna [di Michela Greco] page35_25 Con testardaggine e un pizzico di ingenuità, facendo tutto da soli con la loro telecamera digitale e un budget di appena 4mila euro, "per non rinunciare all'assoluta indipendenza autoriale", Gustav Hofer e Luca Ragazzi - corrispondente culturale del canale tv franco-tedesco 'Arte' il primo, critico cinematografico il secondo - hanno dato alla luce un film-caso che ha dato una piccola scossa alla Berlinale, che ieri ha accolto Improvvisamente l'inverno scorso come una scoperta. Ottanta minuti di film, accompagnati dalla voce narrante di Veronica Pivetti, in cui i due, solida coppia gay improvvisatasi autrice e interprete della pellicola, svelano un impietoso ritratto dell'Italia omofoba, partendo dal dibattito parlamentare sulle coppie di fatto. Presentato nella sezione Panorama, il film propone le testimonianze di esponenti politici come Paola Binetti, Rocco Buttiglione, Barbara Pollastrini, Vladimir Luxuria, Cesare Salvi e Franco Grillini, ma anche le immagini del Family Day e delle manifestazioni degli estremisti di destra e della Militia Christi. Quando vi è venuta l'idea di girare questo film? E perché? Improvvisamente l'inverno scorso è nato dall'esigenza di capire cosa stava succedendo e cosa sarebbe successo in Italia quando si è aperto il dibattito politico sui Dico e le coppie di fatto. Non potevamo sapere, quando abbiamo iniziato, che ci saremmo immersi in un'Italia percorsa da un'omofobia violenta, tra l'altro fomentata dai media. Ci siamo sentiti indignati come giornalisti e cittadini, e attaccati in quanto coppia gay. Nel film abbiamo raccontato questo, fino al triste epilogo finale in cui la legge è stata affossata.   La vostra è una docu-fiction dolceamara. Si ride e, page35_26 purtroppo, si piange.  E' sicuramente un documentario sui generis, con diversi inserti di fiction di cui siamo protagonisti, visto che la storia è molto autobiografica. Alle testimonianze di personaggi politici e alle riprese di manifestazioni di piazza, abbiamo affiancato la nostra lettura mattutina della rassegna stampa e la nostra vita privata, per mostrare come sia cambiata in seguito all'esplosione di questo dibattito. Alla fine il film è tragicomico e si inscrive nella tradizione della commedia all'italiana, che fa ridere e piangere allo stesso tempo. Ci sono delle scene che, purtroppo per noi e per il nostro paese, sono un vero pugno nello stomaco. Ma saremmo molto contenti se Improvvisamente l'inverno scorso contribuisse a riaprire il dibattito sui Dico.   Il film è completamente autoprodotto. Non avete cercato un sostegno produttivo, o non l'avete trovato? Ora possiamo dire che lo abbiamo realizzato con una certa ingenuità. Volevamo un'assoluta indipendenza autoriale e per questo non abbiamo nemmeno cercato dei finanziatori e abbiamo fatto tutto da soli, con la nostra telecamera digitale e un budget di appena 4mila euro. Paradossalmente stiamo spendendo di più ora per far fronte alla complicata macchina berlinese, per preparare i materiali promozionali e presentarlo agli addetti ai lavori. Alla proiezione per i giornalisti la platea ha riso molto e ne siamo contenti, perché abbiamo affrontato l'argomento con ironia: l'unica arma che avevamo per sopravvivere a questa situazione.   Che cosa avete scoperto girandolo? L'elemento più significativo che emerge dal film è che tutta la classe politica, fatta eccezione per il ministro Barbara Pollastrini, che ci ha sempre difeso e sostenuto, ha rivelato l'atteggiamento tipico delle persone vacue e inconcludenti. Parlano e poi non fanno mai nulla. Il più "divertente" è stato Rocco Buttiglione, che ha tirato fuori un'improbabile statistica secondo cui le coppie di fatto praticamente non esistono. E poi ha dichiarato la storica frase "niente figli, niente famiglia". Non pensando di colpire, ad esempio, anche le coppie sterili...   Perché il titolo Improvvisamente l'inverno scorso? E' un rimando a Improvvisamente l'estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz che fece scandalo, negli anni '50, per le tematiche omosessuali. Lo abbiamo omaggiato per il nostro amore per il cinema di quegli anni, ma anche per la lettura calzante che quel film dà sull'argomento. E poi è tutto davvero successo "improvvisamente l'inverno scorso". La proposta di legge sulle coppie di fatto è proprio di un anno fa, l'8 febbraio 2007. In quel momento si sono risvegliati un fanatismo religioso, un fondamentalismo e un'intolleranza incredibili su questi temi.   Che destino avrà questo film? Lo vedremo nelle sale italiane? Da quando siamo stati selezionati a Berlino, dove, con nostra grande gioia concorriamo addirittura contro Madonna, abbiamo suscitato l'interesse di molti distributori di diverse parti del mondo, ma decideremo con cautela perché tutti ci chiedono i diritti in esclusiva mondiale e noi vorremmo invece scegliere la distribuzione giusta per l'Italia: un problema che in realtà dobbiamo ancora affrontare, anche se abbiamo avuto delle richieste. Per ora ci piacerebbe di più viaggiare per festival. Sappiamo già che presenteremo il film al Festival di Cordoba e poi al Tek Festival di Roma page35_27 http://www.nonsolocinema.com/nsc_articolo.php3?id_article=9128 page35_28 Panorama "IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO" DI GUSTAVE HOFER E LUCA RAGAZZI I gay? Malati e sofferenti Articolo di Nicola Cupperi Pubblicato venerdì 15 febbraio 2008 - NSC anno IV n. 10 Gustav e Luca sono due ragazzi che convivono da anni; la loro relazione, infatti, va avanti da nove anni (auguri a loro). Vivono a Roma, entrambi sono giornalisti, Gustav nel campo dell’arte, Luca in quello del cinema.

Stando insieme da così tanto tempo i due si chiedono quando in Italia riuscirà finalmente a vedere la luce una legge che regolarizzi le coppie di fatto. Quando, nel 2006, sale al governo il centro sinistra, i due ragazzi esultano: nel programma della coalizione vincente è prevista la creazione di una legge sulle unioni civili. Gustav decide così di coinvolgere Luca nella realizzazione di un documentario che testimoni la discussione della legge, che raccolga e diffonda le opinioni della gente in proposito, e che, i due sperano, abbia il lieto fine da tempo atteso. Ovviamente, purtroppo, tutti sappiamo com’è andata a finire. Il governo cade, e i due registi si ritrovano a dover assistere a un circo mediatico impressionante di commenti più o meno autorevoli sulla priorità, la giustizia, la moralità di questa legge sulle coppie di fatto. Nasce così la commissione parlamentare volta a trovare un accordo sulla millantata legge; il centro sinistra con un rapido colpo di spugna si scorda di aver mai messo nel programma elettorale la legge sulle coppie di fatto; il centro destra snocciola percentuali inventate di sana pianta (un esilarante Buttiglione) per giustificare l’attacco alle unioni civili; ci si mette pure la Chiesa, col nuovo presidente del Cei, monsignor Bagnasco, che attacca con ferocia i DICO, che a suo dire sono pericolosi nei confronti della famiglia naturale. Gustav e Luca scendono anche per le strade, ascoltando il parere sia di una campana sia dell’altra; e devono constatare, con grande amarezza, che la gente italiana non fa altro che ripetere a pappagallo le opinioni, già di per sè stereotipiche, della classe politica. E quando non ripetono le posizioni dei politici ripercorrono quelle della Chiesa, in alcuni casi ferme a trent’anni fà: "gli omosessuali sono malati, ne soffrono, e dobbiamo aiutarli a estirpare il loro demone". Non sembra esserci nessun lieto fine in arrivo; ma i due ragazzi, con la classe, l’ironia molto queer e la brillantezza che li contraddistingue non perdono le speranza per un futuro in cui le coppie di gay, ma anche le coppie etero non desiderose di sposarsi, possano ottenere i diritti che spettano loro. Certamente il documentario in questione, in corsa per il Teddy, il premio per il film con le migliori tematiche queer, farà dividere: non pretende, infatti, di nascondere la sua preferenza verso l’idea - l’idea, si badi bene, non l’ideologia - che i due autori ritengono essere quella giusta. Luca e Gustav si mettono in gioco, mettono il loro faccione davanti alla telecamera, non si nascondo nemmeno per un secondo di film, nemmeno seguendo il corteo di un gruppo di estrema destra. Non sembra nemmeno che questo film voglia fare cambiare idea a chicchessia. L’impressione è quella che i due registi vogliano dimostrare e l’arretratezza del pensiero politico e sociale italiano, e l’ingerenza della Chiesa cattolica negli affari secolari italiani, e l’ingenuità di molte delle persone interpellate, che senza un minimo di ragionamento critico alle spalle si schierano a priori da un parte o dall’altra. Un documentario, quindi, per far riflettere, ancora una volta, sull’Italia di oggi.

page35_29 http://www.labouratorio.it/2008/02/25/intervista-a-gustav-hofer-regista-del-documentario-improvvisamente-linverno-scorso/ Intervista a Gustav Hofer, regista del documentario “Improvvisamente, l’inverno scorso” di Daniele Baroncelli - Lunedì 25 Febbraio 2008 - 108 views

Pubblicato anche su CinemaItaliano.info ____________________________

Abbiamo intervistato Gustav Hofer, autore insieme a Luca Ragazzi di “Improvvisamente, l’inverno scorso“, il documentario che affronta l’anomalia italiana sul tema delle unioni civili, accolto con entusiasmo un paio di settimane fa alla Berlinale. page35_30 Innanzitutto, come nasce l’idea di questo documentario e soprattutto perché avete scelto di utilizzare la forma del documentario per affrontare questo tema? L’idea di questo documentario è nata circa un anno fa, quando il governo Prodi è caduto per la prima volta. Poco dopo si è scoperto che tra i voti che mancavano al Senato c’era quello del senatore a vita, Giulio Andreotti che a seguito in un intervista dichiarava che non poteva dare l’appoggio a un governo che aveva l’ardire di fare una legge come i DICO. Come cittadini ci siamo sentiti offesi e abbiamo deciso di fare un film su questa vicenda. Il documentario era la scelta ovvia - a volte - purtroppo - la realtà supera la finzione come abbiamo dovuto constatare. Cosa vi ha particolarmente arricchito durante l’esperienza delle riprese del documentario? Cosa sapete in più rispetto a prima del nostro paese? Abbiamo scoperto tante facce del nostro paese che non ci aspettavamo. Non credevamo che a così tanta gente mancasse la capacità analitica e critica di ciò che gli viene detto dai politici, dalla chiesa e dalla televisione. Poi abbiamo scoperto che siamo un paese pavido e abbruttito che pensa che dare diritti a una minoranza significhi toglierli alla maggioranza, ci sembra un paese concentrato sul proprio orticello e che vuole difendere solo quello. La classe politica - con qualche eccezione, come la Ministra Barbara Pollastrini - manca di coraggio e soprattutto ha un’età media molto alta, e forse quello non aiuta. Quali sono state le situazioni più difficili che avete affrontato durante le riprese? La cosa più difficile era dover capire che finora abbiamo vissuto in un nostro microcosmo che fino a quel punto non avevamo mai lasciato. Sentirsi dire che siamo malati o deviati certo non fa piacere ma fa più impressione che delle cose così si dicano nel terzo millennio in un paese europeo. Nel documentario ci sono delle immagini della vittoria di Prodi, dove voi festeggiate quella che a quel punto sembra una certezza: una legge sulle unioni civili anche in Italia. Adesso, con nuove elezioni alle porte, avete altrettanta fiducia in una delle coalizioni per la realizzazione di una legge del genere? Purtroppo i fatti non sono incoraggianti: Berlusconi nel suo programma parla di “difesa della famiglia tradizionale”, valori cattolici e scuole private e in più si parla di una moratoria all’ONU contro l’aborto - tutti temi molto cari al Vaticano. Dall’altra parte c’è Veltroni che dice sì ai CUS ma c’è anche Rutelli che dice di no. E’ un tema che riesce ad unire destra e sinistra, niente male per un paese che è diviso su tutto… . Come è stata l’esperienza alla Berlinale? Cosa avete tratto dal confronto con l’estero? Berlino è stata molto generosa con noi e non lo dimenticheremo presto. La cosa che ci ha fatto veramente piacere era che il pubblico internazionale del festival ha accolto con un calore incredibile il nostro film, ridendo nei momenti giusti, applaudendo a scena aperta e facendo tante domande dopo la proiezione. A Berlino in tanti ci hanno detto che non potevano immaginarsi che l’Italia stesse attraversando un momento così buio e reazionario. Ci hanno invitato a trasferirci a Berlino. Ogni volta che si viaggia all’estero si deve aimé constatare che qui da noi certe conquiste per i diritti sono ancora lungi dall’essere prossimi alla realizzazione. Quali sono stati i complimenti al vostro documentario che vi hanno fatto più piacere, in Italia e all’estero? La menzione speciale della giuria di PANORAMA ha riassunto quanto c’è stato detto da tutti nel corso del festival, ovvero che il nostro documentario affronta con ironia temi gravi ma senza presunzione di sorta. Dopo il successo alla Berlinale, ci sono stati contatti con le distribuzioni italiane? Si prevede a breve una distribuzione in sala, o in quali altre forme? Al momento stiamo aspettando il responso da alcuni distributori che dopo Berlino si sono fatti avanti mostrandosi interessati. Se questo non dovesse andare in porto abbiamo tante richieste da associazioni e cinema in tutta Italia che vorrebbero proiettarlo - faremo un tour portando il film in tutte le province italiane. ( o quasi ) Attraverso il nostro sito www.suddenlylastwinter.com ognuno può proporre di organizzare una proiezione, basta scriverci e mettere insieme al minimo 10 persone… . Cesare Salvi manterrà la promessa di organizzare a Roma delle proiezioni del documentario? Siete ancora in contatto? Con Salvi in questo momento non siamo in contatto per pura mancanza di tempo. Ma ci piace pensare che prima o poi manterrà la promessa che ci ha fatto. Che tipo di distribuzione avrà il documentario all’estero? Col estero stiamo definendo in questi giorni gli ultimi punti con un world sales. Una tv straniera ci ha contattato perché vorrebbero il film assolutamente e poi iniziamo un giro di festival internazionali: Toronto, Monaco, Lisbona, Zurigo, Varsavia, Tel Aviv, …. Quali sono i vostri prossimi progetti? Continuerete a filmare nell’attesa di montare il documentario della vittoria “Finalmente, l’inverno scorso”? Per adesso abbiamo solo voglia di girare il mondo con questo film raccontando questa storia a chi vorrà ascoltarla. Io (Gustav) sto già cercando di convincere Luca a lavorare ancora insieme ma con lui bisogna insistere… page35_31 http://www.cineforme.it/index.php?option=com_content&task=view&id=953

Improvvisamente l'inverno scorso

Scritto da Marta Vivacqua   

venerdì 14 marzo 2008


Prima romana per un nuovo, importante documentario

Venerdì 14 Marzo a Roma, presso il cinema Apollo 11 di Via Conteverde, si è tenuta la prima romana del documentario di Luca Ragazzi e Gustav Hofer Improvvisamente l’inverno scorso. Fresco di menzione speciale della giuria "Manfred Salzgeber" all’ultimo Festival del cinema di Berlino, riconoscimento dedicato a lungometraggi o documentari particolarmente innovativi, Improvvisamente l’inverno scorso si appresta ad iniziare un vero tour in giro per l’Italia alla ricerca di visibilità e nella speranza di una futura (e meritata) presenza nelle sale. Sembra davvero impossibile che questo piccolo gioiello dalla grande importanza sociale non abbia ancora la certezza di una distribuzione, ma


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nell’Italia delle 491 copie di Scusa ma ti chiamo amore sembra non esserci spazio per prodotti del genere.  Incentrato sulla vicenda della proposta di legge dei DICO, tipicamente e tristemente italiana per ipocrisia e povertà d’intenti, il documentario mostra una nazione ancora preda di un’omofobia latente e di una facile influenza (tutt’altro che latente) da parte del Vaticano. Senza schierarsi politicamente, Luca Ragazzi e Gustav Hofer raccontano come, all’indomani dell’elezione di Prodi, la proposta di legge dedicata alle coppie di fatto sia stata oggetto di numerose discussioni del governo ma non abbia mai visto l’approvazione: nonostante facesse parte del programma del centrosinistra, dopo una serie di vicissitudini la proposta è finita infatti nel dimenticatoio. I due neodocumentaristi spiegano le varie fasi della vicenda parlando anche della propria esperienza di coppia omosessuale, interessata ad avere una legislazione che ne tuteli i diritti più basilari. Il loro approccio ed il loro tono alterna serietà ed ironia, raccontando la parte politica così come la parte personale di molti mesi trascorsi ad aspettare lo sviluppo della situazione. Ciò che emerge dalla loro indagine è una società realmente retrograda, spaventata tuttora da ciò che non conosce ma soprattutto non capisce. Dalle parole degli

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intervistati vengono fuori discorsi imbarazzanti che evidenziano come non è assolutamente vero che “i tempi sono cambiati”. Con la voce di Veronica Pivetti, il documentario riesce a scorrere leggero ma con picchi di rabbia trattenuta, scegliendo una via non estrema e forse per questo ancor più efficace.Visto anche il successo alla Berlinale, non resta che aspettare fiduciosi di conoscere il futuro di questo film, coscienti che un po’ di spazio, per opere di questo genere, bisogna sempre crearlo. 


Ultimo aggiornamento ( domenica 16 marzo 2008 )




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http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=31628&format=html

Notizia inserita il 7/2/2008
Gli autori:
Cinema: 'Improvvisamente l'inverno scorso', il documentario sui DiCo


Roma. I DiCo? "Un tema che unisce destra e sinistra. Sono praticamente tutti contrari. Questo ci ha sconfortato". Così Gustav Hofer, assieme a Luca Ragazzi, alla presentazione del documentario 'Improvvisamente l'inverno scorso', produzione indipendente italiana sulle unioni di fatto (Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi) in concorso al 58esimo Festival del cinema di Berlino nella sezione 'Panorama' che, il prossimo 12 febbraio, sarà proiettata in prima mondiale per stampa e pubblico (vedi il TRAILER).Il documentario, con la voce narrante di Veronica Pivetti e "nato dall’esigenza di testimoniare il nostro disagio di coppia", raccontano gli autori, è proprio la storia di Luca e Gustav, una coppia omosessuale la cui vita cambia radicalmente quando il governo, nel febbraio 2007 (in sintonia con la direttiva dell'Unione europea), propone una legge sulle unioni di fatto estesa anche agli omosessuali. Da quel momento, il Paese si scopre diviso tra chi si dice a favore dei DiCo e chi gli spara contro. E in mezzo a una crescente omofobia, Gustav e Luca hanno iniziato il loro viaggio in un’Italia sconosciuta."C'è una strana 'mala educazione' nel nostro Paese - afferma Luca - non si capisce perché estendere una serie di diritti porta qualcun altro a temere che sarà privato dei propri". I DiCo "erano poca roba - prosegue - ma almeno era qualcosa. E' necessario tutelare etero e omosessuali con alcuni passaggi legislativi". "I cittadini - aggiunge Luca - dovrebbero essere tutelati dallo Stato e non essere costretti, per esempio, a ricorrere ad un notaio e a una scrittura privata, peraltro costosa, per garantire un diritto al proprio compagno o compagna". Convinti che "il presupposto di ogni rapporto è sempre quello di conoscere e rispettare le ragioni dell'altro", Luca e Gustav hanno deciso di "uscire dal nostro mondo protetto, fatto di amici e familiari, per i quali siamo 'persone normali', per rischiare come persone e come coppia" e raccontare "la confusione che c'è su questo tema: prevale la volontà di non informare", sottolinea Luca, e "si finisce per conoscere solo quello che viene detto in chiesa o a 'Porta a Porta"'.Con ironia e leggerezza, dopo 8 anni di convivenza, Luca e Gustav hanno dunque ritenuto fosse il momento di raccontare la loro storia attraverso "un film di parte - ammettono - ma solo perché lo abbiamo vissuto noi in questo modo", consapevoli che, "sugli omosessuali, siamo abituati a vedere solo quello che si vede in televisione". Mentre i DiCo, "contrariamente a quello che vogliono farci credere, sono una serie di diritti validi per tutti", che non tolgono niente a nessuno: "Semmai - conclude Luca - aggiungono".

page35_35 http://www.vivacinema.it/articolo/festival-di-berlino-2008-improvvisamente-linverno-scorso-svela-litalia-nascosta/2059/ Festival di Berlino 2008, “Improvvisamente l’inverno scorso” svela l’Italia nascosta Pubblicato da Alessia Onorati in Anteprime Film, Trailer e Video, News Cinema, Cinema Italiano, Cinema Film Festival Mercoledì, 13 Febbraio 2008. page35_36

Giornata italiana quella del Festival di Berlino che oltre a Caos calmo ha proposto il documentario “Improvvisamente l’inverno scorso“, sul caso italiano della proposta di legge dei Dico vista dal punto di vista dei due protagonisti-registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, coppia omosessuale. Il film nato dall’esigenza di testimoniare il disagio della coppia, come hanno raccontato gli autori, è proprio la storia di Luca e Gustav, dichiaratamente omosessuali la cui vita cambia radicalmente quando il governo, nel febbraio 2007 (in sintonia con la direttiva dell’Unione europea), propone una legge sulle unioni di fatto estesa anche agli omosessuali. Da quel momento, il Paese si scopre diviso tra chi si dice a favore dei DiCo e chi si schiera palesemente contro con manifestazioni ed una omofobia che spaventa non solo i protagonisti della vicenda, ma lo stesso pubblico della Biennale. Un’Italia sconosciuta caratterizzata da integralismo cattolico e razzismo manifesto (che classifica gli omosessuali al pari dei pedofili!!!) è quella che traspare dal film, ben costruito e dall’ironia leggera e spontanea che viene fuori dalle vicende legate alla situazione che trova come spunto culminante il Family day dello scorso 12 maggio. E se a Berlino, la città all’avanguardia per l’integrazione e la connivenza pacifica delle diversità, non ci si scandalizza più di niente, viene forse da provare stupore per questa Italiuccia di pochezza mentale e dalla condanna facile, nella quale è facile parlare di Unione europea ma si capisce che c’è un mondo ancora che ha bisogno di evolversi e di scoprire cosa significa l’apertura mentale, l’integrazione, il rispetto dei diritti degli altri anche se non li sento come miei…E con una spiccata autoironia e libertà dopo 8 anni di convivenza, Luca e Gustav hanno dunque ritenuto fosse il momento di raccontare la loro storia attraverso ‘’un film di parte - ammettono - ma solo perché lo abbiamo vissuto noi in questo modo‘’, consapevoli che, ‘’sugli omosessuali, siamo abituati a vedere solo quello che si vede in televisione'’. Mentre i DiCo, ‘’contrariamente a quello che vogliono farci credere, sono una serie di diritti validi per tutti‘’, che non tolgono niente a nessuno: ‘’Semmai - conclude Luca - aggiungono‘’. Ed ecco il trailer del film accolto con successo nella sezione Panorama della 58esima edizione del Festival di Berlino

page35_37 http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=827 \\ Home Page : Articolo Improvvisamente l'inverno scorso Di queerboy (del 20/01/2008 @ 08:17:50, in Societa', linkato 387 volte)

Improvvisamente l'inverno scorso, coppie omosessuali, Festival Internazionale del cinema di Berlino, DiCo, Italia, gay, Gustav Hofer, Luca Ragazzi, intolleranza, film documentario, Family Day, Gay Pride, Roma, Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, omofobia, omosessualità, religione, discriminazioni.

Gustav e Luca sono due ragazzi, stanno insieme da otto anni e vivono in Italia. Improvvisamente, l'inverno scorso, il governo italiano tira fuori l'idea di "legalizzare" le coppie omosessuali e comincia a parlare di DiCo e l'Italia si omofoba e ostile ai gay. Gustav Hofer e Luca Ragazzi decidono così di fare un viaggio in questa Italia dell'intolleranza. Ne è nato un film documentario sulla società italiana che registra l'opinione della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra. L'occasione per le riprese sono le manifestazioni e contromanifestazioni che per mesi e mesi hanno seguito la discussione generale al Senato sui Dico, dal Family Day al Gay Pride di Roma passando per le interviste di Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini e Cesare Salvi. page35_38 "Improvvisamente l'inverno scorso" è ora tra i film che rappresenteranno il nostro Paese al Festival Internazionale del cinema di Berlino nella sezione "Panorama" (dal 7 al 17 febbraio). Con un disagio crescente dei due protagonisti, il film affronta, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti. Quello che ne viene fuori è un quadro poco edificante e alquanto contraddittorio del Belpaese: page35_39 "Questo documentario è nato da una necessità autentica, quella di voler mettere nero su bianco il nostro disagio di coppia e di cittadini italiani di fronte alla massiccia campagna omofobica ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso inverno in occasione della presentazione del progetto di legge DiCo. page35_40 Abbiamo dovuto dolorosamente constatare che stavamo vivendo in una sorta di bolla, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti quanti coloro che vedono ancora nell'omosessualità una minaccia se non una malattia. page35_41 Lungi dal voler disegnarci come vittime, ma anzi, cercando di vedere alle cose attraverso il filtro dell`ironia, e partendo dall'assunto che si debbano sempre conoscere e rispettare le ragioni dell'altro, siamo usciti fuori dal guscio mettendoci in gioco come persone e come coppia". "Noi in questo film non raccontiamo solo la nostra storia, ma quella di migliaia di ragazzi che vivono la nostra condizione con naturalezza e amore". Il film che rappresenterà l'Italia a Berlino comincia a far discutere di se e proprio l'altra sera se ne è parlato a "Temporale", programma di Canale Italia condotto da Pierluigi Diaco. Ospite della trasmissione, insieme ad Alfredo Biondi e i registi, Cesare Salvi che ha seguito l'iter dei diversi disegni di legge sulla materia e al quale è stata consegnata la prima copia del film: page35_42 "Mi impegno ad organizzare anche qui in Italia una proiezione del film Improvvisamente l'inverno scorso, realizzato dai registi Luca Ragazzi e Gustav Hofer e in concorso al prossimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino. E' importante discutere di questi argomenti in sedi diverse da quelle istituzionali, inviterò sia la stampa che interlocutori politici di tutto lo schieramento, a fare una visione del lavoro di questi ragazzi. Mi auguro che vi sia un'ampia partecipazione". page35_43 http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/03/15/improvvisamente-linverno-scorso-lanteprima/ Improvvisamente, l’inverno scorso: l’anteprima In una sala gremita all’inverosimile, il 14 marzo si è svolta a Roma l’annunciata anteprima nazionale di Improvvisamente, l’inverno scorso, film documentario sulla vicenda italiana dei DICO, realizzato da Gustav Hofer e Luca Ragazzi e premiato a Berlino. Il pubblico presente ha reagito con molta partecipazione ai numerosi spunti di riflessione e alla ricostruzione che il film propone con semplicità e con una forte ed indispensabile dose di ironia. Segno evidente che il film centra in pieno il suo obiettivo di dare un punto di vista, di parte ma anche “dalla parte delle persone”, sulla controversa e squallida vicenda dei Dico, poi Cus, poi più nulla. Quindi, un “bravo” agli autori che sono anche i protagonisti del film, nel quale intrecciano la loro storia personale con le vicende politiche nazionali, esercizio che la nostra classe politica dovrebbe praticare più spesso, non solo per captare consenso elettorale, ma per “servire gli elettori” come si addice a chi è stato eletto. Alle testimonianze più vicine al mondo della politica e delle istituzioni, il film affianca moltissimi brani di interviste raccolte per strada durante alcune manifestazioni che in quel periodo si organizzavano a Roma. Quelle più rilevanti sono certamente le interviste raccolte da persone che partecipavano ad eventi organizzati da istituzioni legate alla Chiesa: la celebrazione del 25° di Comunione e Liberazione, la fiaccolata del Trifoglio in difesa della vita e dei valori cristiani, le veglie e le fiaccolate di Militia Christi contro l’aborto (in vero più simile ad un raduno di estrema destra che ad una celebrazione religiosa), il Family Day: il panorama che disegna il film fa chiaramente intendere che il livello di superficialità, di pregiudizio, di ignoranza sui temi toccati nel documentario è talmente diffuso da assumere i contorni di una vera e propria tragedia sociale. Dopo la proiezione, si è svolto un dibattito tra il pubblico, gli autori e i politici presenti per l’occasione: Franco Grillini, Cesare Salvi, l’assessore alla cultura della provincia di Roma (Vita) e il deputato Brutti. La parte più interessante sono stati gli interventi del pubblico, ispirati ad un notevole maturità e ad una consapevolezza molto forte. Personalmente, essendo molto infastidito dall’evidente volontà di usare la serata come “lancio elettorale” e dalla inveterata abitudine che molti politici hanno di giustificare il passato per non parlare del futuro, ho voluto intervenire non per fare una domanda ma per fornire alcuni spunti di riflessione:

  • il movimento glbt non ha ottenuto risultati sostanziali da quando ha mosso i primi passi
  • ha sempre posto le sue questioni in sordina per evitare di “provocare”
  • oggi non considera più un suo obiettivo la legislazione sulle unioni affettive
  • l’obiettivo è la piena equiparazione, cioè l’ottenimento degli stessi diritti e doveri che sono riservati ai cittadini eterosessuali
  • il fondamento delle unioni è cementato dall’amore e dall’affetto, non certo dalla sessualità, che è un elemento incidentale e complementare
Dopo l’anteprima, parte un tour di presentazioni che si svolgeranno in tutta Italia, in attesa che qualche distributore cinematografico decida di mettere in circuito questo indispensabile contributo al progresso civile di questa nazione bigotta e decadente.


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http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=962&Itemid=99999999

"Improvvisamente l'inverno scorso"






Trotzky - antiglob@yahoo.it   

domenica 09 marzo 2008


I livelli di intolleranza, a cui stiamo assistendo proprio mentre negli altri Paesi europei il problema delle coppie di fatto è stato affrontato e risolto senza difficoltà, hanno raggiunto il parossismo. Siamo rimasti i soli nella UE a dibattere ancora su queste tematiche e da soli non siamo in grado di uscire dal pantano creato da una classe politica poco lungimirante, che non mostra neppure di preoccuparsene più di tanto. Gli omofobi vaticani continuano a macinare vittime. I loro attacchi si vanno facendo sempre più duri, esigenti, impietosi, sprezzanti, al punto che diversi ragazzi, dopo essere stati insultati e picchiati, sono stati costretti a togliersi la vita. Siamo nel pieno di una campagna di odio, che trova dei precedenti solo in epoca medievale. Donne e persone omosessuali vengono aggrediti, derisi, calunniati e discriminati, come in quei tempi lo erano le streghe e gli eretici, per costringerli a conformarsi a un'etica sessuale largamente superata. Il motivo di tanto accanimento è semplice da capire. Il clero sa bene che, quando le masse popolari prendono coscienza del loro diritto all'autodeterminazione, e in particolare quella sessuale, non sentono più l'esigenza di praticare i rituali religiosi. Teme di perdere la sua presa sulla società e allora induce i suoi squallidi supporter catto-fascistoidi a sostenerlo nelle sue battaglie oscurantiste, che ci hanno reso ridicoli agli occhi del mondo. Improvvisamente l'inverno scorso è un film-documentario a tesi, che racconta la storia di due giovani, i quali, alla notizia che il governo ha proposto una legge sulle unioni di fatto estesa anche alle coppie omosessuali, pensano che il momento di realizzare il loro desiderio di vivere insieme sia arrivato. Poi si rendono conto che il Paese è spaccato in due, tra i favorevoli e i contrari ai dico, e allora decidono di intraprendere un viaggio in Italia, per rendersi conto di persona della situazione. Servendosi di una trama semplice e lineare, il film svela coraggiosamente le ragioni occulte del vuoto legislativo sulle unioni di fatto e ci fa capire che concedere quello che chiedono alle persone omosessuali non toglie niente a nessuno, mentre dà piena attuazione al dettato costituzionale e rende il nostro Paese più libero, tollerante, laico e democratico. Risolvere questo problema, che oramai si trascina da troppo tempo, ci aiuterebbe tra l'altro a liberarci di quella cappa di ignoranza, che, impedendoci di essere noi stessi, ci costringe a vivere in una situazione da terzo mondo, in cui chi lavora e produce viene preso per i fondelli e trattato come uno schiavo, non esiste alcuna protezione sociale, il welfare è carente, l'accesso alla cultura è negato persino alle classi medie, si convive con la spazzatura, il crimine organizzzato, la droga, la prostituzione, gli stupri e i giovani sono sfruttati, sottopagati e costretti a vivere una vita senza prospettive. Se continuiamo a tacere, a far finta di niente, a subire nell'attesa di un miracolo che non avverrà mai, domani potrebbe essere troppo tardi.