rassegna stampa

L’Unità, 28.06.2009
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La Sicilia, 29.06.2009
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Liberazione
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05.03.2009
NAZIONALE

Eredita dalla compagna Susan Super tasse per
la fotografa Leibovitz

Maria Laura Rodotà

(...)
Così, di questa bega ereditaria in America si discute sui siti gaylesbo come su quelli di fotografia. Se
ne parla in modo pragmatico; c'è chi si stupisce perché la moribonda Sontag non ha venduto tutto a Leibovitz
per un dollaro, chi obietta che Leibovitz avrebbe comunque dovuto pagare tasse sul valore reale; e altre amenità.
Sarebbe meglio spettegolare sulla loro storia d'amore, più interessante di tante altre, allora (per chi pensa che la
battaglia pro Pacs-Dico-ecc. sia un vezzo superfluo: è appena uscito il dvd di "Improvvisamente l'inverno scorso"
di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, divertentissimo documentario alla Michael Moore, premiato a Berlino, in cui
una giovane coppia gay segue le polemiche sui Dico e si rende conto di quanto, spesso, è sgradita; neanche loro
erediterebbero, neanche il diritto a subentrare nell'affitto al Pigneto, e non ci sarebbe nemmeno la notizia sul
Web). Maria Laura Rodotà



AUT


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2 marzo, 2009

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Venerdì di Repubblica, 20.02.09

venerdi-repubblica

Unità, 22.02.09

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logoriformista



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espresso


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FilmTVcofanetto


Improvvisamente l'inverno scorso
l'inspiegabile oblio delle distribuzioni ufficiali
di
Liberazione

Era iniziata con una proiezione stampa rimandata l'avventura di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, giornalisti e novelli registi, il primo volto di Arte, l'altro, tra le tante cose, critico cinematografico. Era iniziata qualche giorno prima con il viso incredulo di Luca che ci diceva che il loro documentario, Improvvisamente l'inverno scorso , era stato preso a Berlino (sarebbero tornati con una menzione speciale della sezione Panorama).
Non è ancora finita, è passato un anno e questo piccolo grande film è stato un battito d'ali di farfalla che ha creato tempeste d'indignazione civile in tutto il mondo. Basta vedere, sul retro del dvd, i festival che ha vinto e quelli in cui è stato selezionato.
Già, perché questo documentario che ha pure subito l'inspiegabile oblio delle distribuzioni ufficiali - tante e partecipatissime le proiezioni avvenute, ma solo grazie agli autori - ora si ritrova distribuito in un cofanetto (euro 19.80) che più bello non si può, un'edizione Ponte alle Grazie che abbina dvd a libro. Come ha fatto finora, insomma, questo bel documentario sull'odissea tutta italiana della normativa e dei diritti degli
omosessuali - i famigerati DiCo, ex Pacs - non lascia ma raddoppia.
Parte dal Parlamento per esplorare i grotteschi pregiudizi e l'arretratezza del Belpaese (si fa sempre più fatica a capire chi e perché lo abbia definito tale), con la candida ironia di chi non vuole fare l'eroe ma solo guardarsi intorno, senza accusare ma cercando, anche quando è più difficile (gli incontri con Binetti e Militia Christi raggiungono vette comiche da commedia, anzi farsa, all'italiana). E libro ed extra del dvd - non perdetevi la presentazione alla Feltrinelli romana di Piazza Colonna, l'11 febbraio alle 18 - percorrono la stessa strada. Una narrazione spiritosa di un dramma sociale e di un vuoto legislativo. E così vediamo le loro interviste a Berlino e durante il tour e la proiezione disertata da molti in Parlamento, mentre nel libro si alterna il diario acuto, sincero e leggero di un anno di viaggi e successi (di premi vinti e mancati, come il Teddy a Berlino), le mail suscitate dalle proiezioni, le cartine della SameSex Geography, le dichiarazioni omofobe dei "nostri" politici, un "Bignami" legislativo italiano e internazionale. E tutto questo succedeva proprio…Improvvisamente l'inverno scorso .
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04/02/2009
Pubblicato il mercoledì 04 febbraio 2009



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LeMonde

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Homophobie à l'italienne - Documentaire de Gustav Hofer et Luca Ragazzi (Italie/Allemagne, 2008)

Le 30 décembre 2008 à 17h45
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Documentaire de Gustav Hofer et Luca Ragazzi (Italie/Allemagne, 2008). 58 mn. Inédit.
Comme un amour insouciant et ensoleillé qui s'endeuillerait. Telle est l'histoire de Gustav et Luca, les deux réalisateurs du film, primé dans plusieurs festivals. Ils vivent ensemble depuis huit ans, ont sillonné le monde, se sont grisés de projets communs..., professionnels ou plus intimes, et oublié qu'ils évoluaient dans l'Italie de Berlusconi.
« J'ai bien peur qu'on ait vécu dans notre microcosme, protégés et aimés par nos parents et amis. Ce n'était qu'une illusion. » En 2006, ils ont voté Prodi car son programme envisageait une loi sur les unions libres, un statut pour les couples, y compris de même sexe. Un Pacs à l'italienne, le « Dico ». Disposant d'une faible majorité, objet des pressions du Vatican et de l'opinion conservatrice, la coalition de centre gauche de Prodi a patiné. Puis reculé.
Partis caméra au poing pour la chronique d'une victoire annoncée, Gustav et Luca ne peuvent que constater l'emprise de l'Eglise catholique sur le pays, la prégnance des valeurs traditionnelles de la famille et de la sexualité. Chronique d'abord légère, le film se leste peu à peu de gravité. L'implication très personnelle de ses deux réalisateurs, comme sidérés par ce qui arrive à leur pays, ce qui leur arrive à eux et leur est soudain dévoilé, y est pour beaucoup. Et le retour aux affaires de Berlusconi est loin d'augurer un mieux pour les droits des homosexuel(le)s.
.

Marie Cailletet



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DOX Documentary Magazine
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DUELLANTI
luglio-agosto 2008
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Corriere della Sera
NAZIONALE
sezione: Spettacoli - data: 2008-06-07 num: - pag: 13


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OREGON CHRONICLE
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UNITA' ( nazionale, Politica)
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UNITA' ( nazionale, Politica)
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Giovani, belli, felicemente accoppiati. Gustav e Luca potrebbero non chiedere altro alla vita, ma sono “scesi in piazza” per raccontarci la storiadi un paese che storce ancora il naso quando si parla di omosesssualità; “Improvvisamente l’inverno scorso” è un documentario nel vero senso del termine, realizzato fra la gente e per la gente, nato con l’intento di far capire che il riconoscimento delle coppie di fatto proposto nel disegno di legge sui DiCo non è un capriccio laico ma una tutela della persona.

LUCA

Definisciti con tre aggettivi

* Paziente, saccente, bendisposto.
* Definisci Gustav con tre aggettivi
* Coraggioso, testardo, generoso.
* Cosa ti piace di più di lui? E cosa di meno?
* Lo ammiro per la sua intraprendenza, lo biasimo per la sua poca pazienza.
* Ormai siete “di fatto” coppia fissa da otto anni. Come vi siete conosciuti tu e Gustav?
* Nel foyer del teatro di Roma. Dopo due giorni abitavamo già insieme. Cupido aveva fatto centro…
* Nel film tu e Gustav vi infilate in molte “tane del lupo” per fare domande sui DICO come il 25° raduno di Cl o un gruppo di fanatici catto-fascisti. Chi ha avuto più paura dei due? E di cosa aveva paura?
* Come si evince chiaramente dalla visione del film, il fifone in famiglia sono io. Un po’ la timidezza atavica e un po’ l’autocensura fanno sì che non ami mettermi in gioco.
* La cosa che Luca tiene più a dire nel 2008
* Che siamo nel terzo millennio ed è ora che anche gli italiani se ne rendano conto!
* Sai cucinare? Il piatto che ti riesce meglio?
* Sono negato. Mi riesce a malapena il caffellatte. Però in compenso sono un ottima forchetta!
* Se dovessi dirmi in poche parole perché è importante vedere questo film (secondo me oggi lo è), cosa mi diresti?
* Credo che sia una delle rare volte in cui la relazione omosessuale è rappresentata per quel che è, ovvero una normalissima relazione di coppia, lontana dagli stereotipi cui la televisione ci ha abituati (e relegati).
* Che musica ascolti? Hai una band preferita?
* Arrivo sempre tardi e così ora sono nella fase “David Bowie e Leonard Cohen però quelli degli anni ’70…
* Sei felice?
* Quando mi sveglio al mattino e la prima cosa che vedo è Gustav, come potrei non essserlo?
* Mi racconti (se ti va) com’è avvenuto il tuo outing in famiglia e con gli amici?
* Sono satato fortunato perché non ho mai dovuto fare un vero e proprio outing. Era naturale e in famiglia lo sapevano da sempre, almeno da quando litigavo con le mie sorelle su chi dovesse pettinare la Barbie.
* Chi sono i tuoi punti di riferimento?
* Varie persone che ho incontrato nel corso della mia vita e che mi hanno ispirato dei modelli di comportamento, come l’onestà intellettuale, l’importanza della cultura, e del non prendersi mai sul serio.
* Come fanno a non piacerti le tette?
* In realtà mi piacciono, soprattutto la terza misura, però più in seno estetico che sessule.
* Al Festival di Berlino avete riscosso molto successo. Cosa ti ha emozionato di più?
* Le persone sconosciute che mi fermavano per strada all’indomani della proizione per dirmi “ho visto il tuo film, so tutto di te, tu invece non sai niente di me!”.
* Che cosa fa Gustav nella vita domestica che ti da veramente fastidio, ma che sai non cambierà mai?
* E’ la persona più distratta che conosca. Non si contano più i guanti, le sciarpe, i cappelli (per tacer degli ombrelli) che ha perso negli anni. Più grave quando perde la carta di credito e deve subito bloccarla.
* Progetti futuri.
* Girare il mondo con il documentario ospiti di festival esotici e nostrani, per raccontare questa storia di ordinaria omofobia a chi vorrà ancora ascoltarla.

Reazione post elettorale

*

Desolazione e paura. Se gli italiani hanno di nuovo creduto a Berlusconi vuol dire che se lo meritano.

GUSTAV

-Definisciti con tre aggettivi
goloso, distratto, curioso
-Definisci Luca con tre aggettivi
Tre aggettivi non bastano….in ordine sparso: Simpatico, fedele, “cacacazzi”
-Cosa ti piace di più di lui? E cosa di meno?
Che con lui si può vedere il lato comico delle cose e che è come una roccia che anche in mezzo alla tempesta è ferma e pronta ad accogliermi. La cosa che mi piace di meno è la sua timidezza e poca autostima. Ha mille talenti e per farglielo capire bisogna costringerlo ad “usarli”. È una persona unica e di quelle come lui se ne fanno una ogni 100 anni. ( E sta con me! Incredibile…)
-Luca dice che sei stato tu il vero ideatore del progetto “Improvvisamente l’Inverno scorso”. Mi dici in poche parole com’è iniziata?
E’ iniziata su una seggiovia in Alto Adige. Avevo saputo che Prodi era caduto perché mancava il voto di Giulio Andreotti. Quando il Senatore a vita ha ammesso che non poteva appoggiare un governo che aveva osato di fare una legge per le coppie di fatto anche omosessuali mi sono sentito indignato. Come cittadino e come giornalista mi sentivo in dovere di raccontare ció che stava succedendo nel nostro paese.
-La cosa che ti ha dato più soddisfazione dopo l’uscita del film.
È stata l’esperienza umana, vedere che ovunque ci stanno delle persone motivate e indignate come noi che avevano voglia di reagire e che si sono proposte di organizzare delle proiezioni in giro per l’Italia. C’è stata un incredibile partecipazione in queste 22 tappe che finora abbiamo fatto e quando un gruppo di ragazze che si dicevano cattoliche mi hanno detto che grazie al nostro film si sono accorte di quanto l’inverno scorso siano state strumentalizzate anche loro dai media e dal vaticano, ho capito che avevamo fatto una cosa necessaria.
-Il film snocciola il problema DICO in modo divertente, intelligente e toccante, ma mi è rimasta una curiosità in merito all’adozione. Se io fossi un parlamentare e dovessi convincermi in 1 minuto sulla possibilità dell’argomento, cosa mi diresti?
Una coppia omosessuale che decide di adottare ci ha pensato mille volte, sono convinti e sicuri di poter dare al figlio l’amore e l’educazione necessaria. Saranno genitori motivati e eccezionali perché questo figlio sarà frutto di un grande desiderio e non di una notte senza preservativo. Il bambino ha bisogno di amore e di affetto non di un maschio e di una femmina. Una madre single non può essere un ottimo genitore ? Non c’entra il sesso ma solo la capacità di dare un forte punto di riferimento al proprio figlio. E comunque la proposta di legge sui Dico non accennava neanche lontanamente all’adozione; siamo in Italia qui, mica inSpagna!
-Il film riuscirà ad avere un canale istituzionale di distribuzione?
Per la distribuzione in DVD sono molto propositivo e credo che in autunno, improvvisamente le librerie si riempiranno con il nostro film. Poi c’è www.suddenlylastwinter.com, il nostro sito, che si è rivelato fondamentale nella distribuzione autogestita che finora abbiamo seguito. Credo che sia il modo migliore per il nostro film, quello che gli appartiene di più. Se avessimo avuto un’uscita classica contemporaneamente in 5 città italiane sarebbe sparito dopo pochi giorni, ma facendo a modo nostro ogni volta seminiamo il passaparola e ci arrivano richieste per altre proiezioni.
Poi saremo al cinema Politecnico della Fandango a Roma dal 9 Maggio per una settimana e, chi sa, forse seguirà anche un cinema a Milano o a Napoli.
-La cosa che Gustav tiene più a dire nel 2008
Che, come cittadini di questo paese, non possiamo più stare fermi e rassegnarci. Le cose possono cambiare e dobbiamo essere noi ad uscire dalla depressione collettiva e batterci per il posto che ci deve appartenere in questa società. Dobbiamo essere noi che vogliamo ( e otteniamo) il ricambio generazionale, in tutti i campi ! Mi piacerebbe se la nostra generazione iniziasse farsi valere.
Il tuo regista/film preferito.
Non ce n’è uno, ci sono diversi e tutti però accomunati dalla volontà di raccontare la propria epoca, il reale: Rossellini, De Sica, Robert Bresson, Ulrich Seidl, i fratelli Dardenne.
-Se ti proponessero di realizzare un altro documentario a carattere sociale, su cosa ti orienteresti?
Sulla famiglia di Luca, la famiglia Ragazzi. Il papá di Luca che è regista, nel ’69 ha fatto un film (Il primo premio si chiama Irene) sugli usi e costumi sociali e sessuali in Danimarca. Si raccontava anche la storia di una coppia gay che andava a pranzo dai suoceri. Mi piacerebbe raccontare attraverso la loro storia come l'Italia é tornata ad essere bigotta (anche se la famiglia di Luca é tutt'alto che bigotta ed é sempre rimasta coerente), ma ovviamente Luca non ha nessuna intenzione di essermi complice in questa impresa…
-Sei felice?
In questo periodo sono molto felice. Ho l'uomo che amo accanto, viaggiamo insieme, abbiamo amici e famiglie che ci vogliono bene, siamo sani, non abbiamo grosse preoccupazioni; Speriamo di esserlo anche dopo il 14 aprile.
Hai mai avuto fantasie erotiche su un attore?
Chi non le ha avute ? E poi il mio fidanzato é un attore meraviglioso.
-Ormai siete insieme da un sacco di tempo. Le scene alla “casa Vianello” nel film sono le più divertenti e danno l’impressione che siate veramente affiatati. Come va il vostro rapporto di coppia?
Direi molto bene, ridiamo molto e facciamo ancora bene l’amore – (dopo 9 anni non è male…) anche se il film in questo senso non ci ha aiutato, lasciandoci ben poco tempo…
-Chi fa le pulizie in casa?
Io ( anche se Luca dirá il contrario ) – sono felice di aver scoperto lo Swiffer…
-Come fanno a non piacerti le tette?
E chi ha detto che non mi piacciono? Mi piacciono tantissimo! Ma solo a vederle…
-Progetti futuri.
Convincere Luca a continuare a lavorare insieme. Un’impresa titanica…


Corriere della Sera
NAZIONALE
sezione: Spettacoli - data: 2008-02-07 num: - pag: 51

Giuseppina Manin

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Gustav & Luca
Il caso Due giovani giornalisti approdano alla Berlinale con la pellicola in cui raccontano l'impossibilità di avere diritti se si è gay
«Un film sulla nostra storia Vera coppia, ma non in Italia»

MILANO — Sono giovani, carini, innamorati. Insieme da 9 anni, entrambi con un bel lavoro, una casa in comune, tanti amici. Una coppia unita, consolidata, che però non può sposarsi. E neanche far conto su quei diritti-doveri che una società civile non nega a nessuno: assistenza sanitaria al partner, reversibilità della pensione, alimenti in caso di separazione, eredità in caso di morte... Niente di ciò vale per Gustav e Luca coppia al maschile.
Una delle tante declinazioni delle nuove frontiere della famiglia, delle tanti unioni libere, etero e omosessuali, in atto in Italia. Cinquecentomila secondo l'Istat, il doppio rispetto a 10 anni fa. Chi ha provato a farsene, azzardando proposte di Pacs o Dico, ha fatto tremare istituzioni, vacillare governi, piovere anatemi.
Intolleranza e polemiche, un turbine omofobico che Gustav Hofer e Luca Ragazzi, professione giornalisti (il primo corrispondente culturale della rete franco-tedesca Arte, il secondo critico di cinema) hanno deciso di raccontare in un film,
Improvvisamente l'inverno scorso,
titolo che rimanda al celebre mélo di Mankiewicz bersaglio di censure negli Usa fine anni 50 per le sue tematiche omosessuali. Realizzato in digitale, budget casalingo (5.000 euro), collaborazione generosa di qualificati tecnici del montaggio e del suono, voce narrante Veronica Pivetti, arriva ora alla Berlinale, sezione Panorama, che apre oggi.
«Certo non ci saremmo mai aspettati di finire in un festival tanto prestigioso», commentano felici i due. Giusto un anno fa l'inizio delle riprese. «Armati di una telecamera in alta definizione abbiamo seguito l'iter al Senato di quella legge sulle unioni di fatto proposta dal governo Prodi in sintonia con le direttive UE. Da cui, oltre all'Italia, sono rimaste fuori solo Grecia e Austria.
Per il resto le unioni di fatto sono regolamentate ovunque. In Spagna, Belgio, Paesi Bassi ai gay è addirittura consentito di sposarsi». Ipotesi per noi lontane anni luce. Quella che esce dal film-documento dei due registi è un'Italia incagliata in preconcetti e oscurantismi. A parte le opinioni dei politici, di destra e di sinistra, da Buttiglione a Binetti, da Pollastrini a Salvi, da Luxuria a Grillini, Gustav e Luca danno voce alla gente comune, a rappresentanti di gruppi religiosi.
«Ma i commenti raccolti non sono certo incoraggianti, denunciano una disinformazione preoccupante — assicurano —. Per gran parte degli intervistati l'omosessualità resta "contro natura", "una ma-lattia", "una minaccia per l'estinzione dell'umanità". E i Dico sono visti come una pericolosa scorciatoia verso pedofilia, incesto, adozioni selvagge».
«Noi — dicono — in questi anni abbiamo vissuto nel nostro microcosmo, tutelati da amici e parenti. Invece era mera illusione». Ma poi la bolla dorata si spezza, l'Italia con cui fare i conti è un'altra. «Anche se la realtà è sempre imprevedibile. Finito il film l'abbiamo mostrato a un po' di amici. E il commento più bello è arrivato da una signora anziana, cattolica, siciliana, la madre di Luigi Lo Cascio (sposato con la nostra montatrice, Desideria Rayner): "Vedendo voi due — ci ha detto — la vostra complicità, come vi amate, vi litigate, ho pensato a me e a mio marito"». Dopo l'annuncio che il film sarebbe stato proiettato a Berlino, a Luca e Gustav sono arrivate richieste di distributori stranieri interessati. Nessuna dall'Italia.
Giuseppina Manin


La Repubblica
Pagina 37 - R2 Il caso L´Italia dei Dico vista da Berlino
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La Repubblica Pagina 37 - R2 Il caso L´Italia dei Dico vista da Berlino CONCITA DE GREGORIO -------------------------------------------------------------------------------- Buttiglione che dice: «Niente figli, niente famiglia». Il Papa che esprime in tv le sue preoccupazioni per la legge. Sono le immagini di Improvvisamente l´inverno scorso, documentario sull´Italia dei Dico realizzato da Luca Ragazzi e Gustav Hofer che sarà presentato oggi al Festival di Berlino. «Improvvisamente ci siamo accorti» dicono gli autori «di vivere in un mondo sconosciuto, dove la nostra coppia era protetta da parenti e amici, tenuta al riparo dalla moltitudine che vede nell´omosessualità una minaccia». Ecco, questa è l´Italia. Questo è l´anno che abbiamo appena attraversato, il 2007. Le piazze imbandierate le manifestazioni simultanee e nemiche, le urla in Parlamento, "Porta a porta" e il Papa ogni giorno in tv, i politici sempre in apertura di tg: prego, onorevole, dichiari pure e le loro parole sillabate e senza senso - «Né insabbiare né accelerare» ripetuto da Cesare Salvi come un jingle, ma che vuol dire? - la gente che sfila per strada coi cappellini e non riesce a spiegare perché lo faccia, per chi, per cosa. Visi di gomma, facce come maschere. Tutti sempre sovreccitati e niente che succeda davvero, niente che mese dopo mese cambi nell´emergenza permanente quotidiana. Nulla di nuovo, insomma. Solo che finisce la proiezione di Improvvisamente l´inverno scorso, documentario italiano a Berlino, e sale una specie di scoramento definitivo, quasi una vergogna alimentata anche dall´idea che è questo il Paese che vedranno sui grandi schermi i tedeschi e gli spagnoli gli americani e i francesi. Noi lo sappiamo già, ci siamo abituati ma all´estero, che è sempre una grande per quanto accessoria preoccupazione nazionale, che figura faremo? Quella che è giusto fare, rispondono senza esitare gli autori. Luca Ragazzi e Gustav Hofer, atoatesino, hanno scritto, diretto e interpretato il documentario in programma oggi nella sezione Panorama del festival. Nella vita lavorano come giornalisti tv (Luca scrive di cinema, Gustav di arte per il canale francese Artè) e sono una coppia da nove anni. Improvvisamente l´inverno scorso è una produzione indipendente. La voce narrante è di Veronica Pivetti. Racconta cosa è successo in Italia da quando nel febbraio 2007 il governo Prodi ha presentato (in sintonia con le direttive europee e con il suo programma elettorale) la proposta di legge per le unioni civili a quando la discussione sui Dico è prima naufragata e poi scomparsa dalla scena, ospite sgradito. Pochi mesi: nascita e morte dei Dico. Luca Ragazzi: «Ci siamo accorti all´improvviso di vivere in un mondo sconosciuto: una coppia protetta da amici e parenti, tenuta al riparo dalla moltitudine che vede nell´omosessualità una minaccia se non una malattia. Avevamo sperato nella capacità del nuovo governo di far valere i diritti di tutti. È stata una delusione enorme». La cifra del documentario non è il vittimismo ma l´ironia. La delusione è lì, scandita dalla sequenza dei fatti. La difesa è nel sorriso che l´assenza di senso suscita. Nelle sequenze iniziali, sottotitolate in inglese per il pubblico straniero, la famosa conferenza stampa di presentazione dei Dico (i tre ministri Amato, Pollastrini e Bindi, in congiunta comunicazione solenne) sembra - forse anche per i sottotitoli, soprattutto perché se ne conoscono le conseguenze - uno spezzone satirico della Gialappa´s band. Buttiglione che dice «Niente figli, niente famiglia» non stupirà l´Europa dalla quale si dovette dimettere per affermazioni di tenore analogo. Una perla la manifestazione di Militia Christi all´Isola Tiberina, coi seguaci che alzano il braccio in un saluto a Dio, se non fosse per l´indice teso sarebbe un saluto nazista. Il Papa in veste porpora che esprime in tv le sue preoccupazioni per la legge. La Binetti che scappa per le scale del Senato e non risponde alle domande. Castelli che dice «gli omosessuali facciano in privato quello che gli pare». Il congresso della Margherita a Cinecittà. La fiaccolata anti-Dico del Trifoglio, estrema destra, notturna e minacciosa. Il family day e il "coraggio laico" di piazza Navona. Luigi Bobba e Vladimir Luxuria, compagni di alleanza, insieme al governo. Corti circuiti inspiegabili, posizioni inconciliabili e infatti si è visto come è andata a finire. Nelle immagini finali Luca e Gustav si sposano in un supermercato della catena "Dico". Né commedia né tragedia, signori di Berlino: è una farsa all´italiana. In Italia non si sa se e quando lo vedremo nelle sale: i distributori stranieri lo hanno già comprato, da noi non si è fatto avanti nessuno.



L'UNITA'

L’Italia la vedremo a Berlino, non in Italia
"L'UNITA", 07.02.2008

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di Alberto Crespi
/ Berlino

Rolling Stones, Crosby Stills Nash & Young… il festival di Berlino inizia all’insegna del lavoro di squadra. E quale miglior metafora, per parlare di «squadra», dei grandi gruppi rock ai quali sarà consacrata l’apertura, con gli attesissimi documentari firmati da Martin Scorsese e da Bernard Shakey (il quale altri non è, sotto pseudonimo, che lo stesso Neil Young)? Anche il cinema è, sempre, un lavoro di squadra (tendiamo troppo spesso a dimenticarlo, corrotti dalla «politica degli Autori»: ne ha fatti di danni, la critica francese…). E quindi oggi vorremmo raccontarvi la storia di due squadre italiane, due formazioni giovani che stanno per scendere in campo, al Filmfest, nel campionato ­ pardon, nella sezione ­ Panorama. Due film che si intitolano Improvvisamente l’inverno scorso e Corazones de mujer, entrambi diretti da coppie di registi, entrambi con un respiro internazionale: il primo è l’Italia dei Dico raccontata a chi non la conosce, il secondo è il viaggio iniziatico di due «extracomunitari» che da Torino vanno alla scoperta del natìo Marocco. Entrambi, va da sé, senza una distribuzione italiana: alla faccia del Rinascimento sbandierato dall’Anica non più tardi di 48 ore fa, in Italia se non ti chiami Moccia o non fai comunque film per mocciosi fai fatica ad arrivare nei cinema.
Improvvisamente l’inverno scorso è la storia di Gustav e Luca. Ovvero Gustav Hofer, altoatesino, e Luca Ragazzi, romano: coppia nel cinema e nella vita, i due ­ come raccontano nelle spiritose note di regia ­ vivevano tranquillamente insieme, da 8 anni, finché l’ispido dibattito prima sui Pacs, poi sui Dico infine sui Cus li ha costretti a scoprire che l’Italia è ancora un paese profondamente omofobo. «Abbiamo capito che eravamo vissuti per anni in una zona “protetta”, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti coloro che vedono ancora nell’omosessualità una minaccia, se non una malattia. Allora siamo usciti da questa zona, armati di videocamera, e li abbiamo affrontati». Il film è un documentario, ma anche una sorta di ironica commedia sofisticata in cui Gustav fa la parte del film-maker d’assalto e Luca quella del ragazzo riservato: trascinandosi a vicenda, i due raccontano il Family-Day, le manifestazioni della Militia Christi e degli estremisti di destra («Ma dove mi hai portato ­ dice Luca ­ il sabato sera in mezzo ai fascisti! Ma non potevamo andare a mangiare una pizza?»), le estenuanti discussioni in Senato sulla legge. Intervistano Rocco Bottiglione («Senza figli non c’è famiglia!»), Paola Binetti (un ottimo motivo per avere forti dubbi sul Pd), Barbara Pollastrini (un ottimo motivo per avere dubbi su quei dubbi), Franco Grillini, Cesare Salvi. Scoprono un’Italia che non immaginavano, e ce la raccontano. Il film è istruttivo e divertente. Mentre lo vedevamo, e apprezzavamo il puntiglio didattico dei due autori, pensavamo: ah, questo a Berlino fa il botto, è perfetto per spiegare l’Italia agli stranieri. Poi ci abbiamo ripensato: nossignori, questo è perfetto per spiegare l’Italia AGLI ITALIANI! Perché un conto è essere laici convinti ed essere d’accordo con Luca e Gustav su tutto, un conto è far parte della Militia Christi e dire: «Io non ho niente contro i gay, anzi, sono pronto ad aiutarli, a curarli». Ma curarli da che? Sì, siamo ancora l’Italia dei papi, film come Improvvisamente l’inverno scorso sono indispensabili.

L'UNITA'

Il documentario sui DICO comincia il suo tour elettorale per l'Italia
"L'UNITA", 16.03.2008
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Suddenly, Last Winter
Improvvisamente l'inverno scorso
(Documentary -- Italy) A Hiq Prods. production. (International sales: Hiq Prods., Rome.) Produced by Gustav Hofer, Luca Ragazzi. Executive producer, Maria Teresa Tringali. Directed, written by Gustav Hofer, Luca Ragazzi.

With: Gustav Hofer, Luca Ragazzi, Barbara Polistrini, Rosi Bindi.
Narrator: Frank Dabell.

By LESLIE FELPERIN

Gay partners Gustav Hofer (a TV presenter and short-films maker) and Luca Ragazzi (a movie critic making his co-helming debut) make a personal journey through the Byzantine world of Italian politics and into the dark heart of homophobia in the witty, niftily made low-budget docu "Suddenly, Last Winter." Film tracks how legislation giving equal rights to same-sex partners is quashed in the Italian Senate and doomed to redrafting limbo, while religious and far-right orgs stir up hatred against untraditional families. Although focused on contempo Italy, "Winter" would make a fine addition in any season to gay fests around the world.
Rome-dwellers Hofer and Ragazzi, a couple for eight years when the action starts, lead a tranquil life of domestic bliss that would seem unremarkable to any liberal urbanista -- complete with family vacations with their parents, affectionate relationships with their young nieces and nephews, and only tiny doses of Barbra Streisand. Like many others in Italy, they're overjoyed when five years of rule by Silvio Berlusconi are ended by the 2006 election of a coalition government, led by center-leftist Romano Prodi.
However, in the winter of 2007, hope turns to despair when the proposed legislation (known as the "DICOs") that would grant status and rights to same-sex partners is nixed in the Senate. Using an HDV camera, the twosome track the slow progress of politicking through the committee stages to approve a new rights-granting bill, and interview politicians on both sides of the debate. TV news clips show the ferocious depth of opposition to the DICOs from Catholic Church leaders and "family values" parties and organizations.
Meanwhile, bickering over who will hold the camera and who will do the talking, Hofer and Ragazzi take to the streets to meet assorted anti-DICO protestors at rallies near the Vatican. Having been cosseted in their own cozy world of metrosexual sophistication, the two are shocked by the virulent antipathy toward their lifestyle they encounter. An activisism-fueled Pride Day for the gay, lesbian, bi- and transgender community in Rome restores some sense of community.
Even though subject and outcome are potentially very depressing, helmers' engaging personalities and indomitable sense of humor lighten the mood, such as when they crack up self-consciously over their own bad acting while trying to have a staged conversation for the camera.
Lensing isn't bad at all, given that neither helmer is a trained camera operator, while help from pros like editor Desideria Rayner (who cut "L'orchestra di Piazza Vittorio") and sound editor Silvia Moraes ("Life Is Beautiful") add an extra veneer of polish. Wry, knowingly written English-language voiceover narration is silkily delivered by Frank Dabell in version caught. Camera (color, HDV), Hofer, Ragazzi; editor, Desideria Rayner; sound (Dolby), Silvia Moraes. Reviewed at Berlin Film Festival (Panorama), Feb. 13, 2008. Running time: 78 MIN.


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Berlino 58: vince il film da scaricare
Pasquale Colizzi
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Unici a raccogliere riconoscimenti in mezzo alla folta pattuglia italiana Luca Ragazzi e Gustav Hofer, il cui Improvvisamente l'inverno scorso ha avuto la menzione speciale del premio “Manfred Salzgeber” (per anni curatore della sezione Panorama) dedicato a lungometraggi o documentari particolarmente innovativi. È un doc che viaggia schizzofrenico, divertito e preoccupato nell’Italia dell’impossibile legge sulle unioni civili.

IL MANIFESTO

L'ITALIA DEI DICO, IL VISSUTO SENZA EFFETTI SPECIALI Improvvisamente l'inverno scorso, un trionfo a Berlino giovedì 14 febbraio 2008 , di Il Manifesto

di Cristina Piccino Berlino Lasciamo da parte le polemiche «isteriche» su Caos calmo ha tagliato corto Nanni Moretti nell'incontro pubblico con la stampa presente alla Berlinale. Roba di casa nostra, che non interessa. Mica vero però. Questi «fatti casalinghi» - un film o ieri i carabinieri che irrompono in ospedale a Napoli per «tutelare» il feto - sono qualcosa che riguarda l'intero occidente oggi. Ci si nasconde dietro il velo, l'Islam, le guerre, il tutto condito da un esotismo «giudicante» che esclude l'assunzione di responsabilità su quanto avviene qui tra noi come lucidamente ci dice Errol Morris (Sop) indagando sulle fotografie scattate dai soldati americani a Abu Ghraib. Eccoci dunque nella sala strapiena di pubblico che attende Improvvisamente l'inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, un documentario sui Dico, sintetizzano da qualche parte, in realtà un piccolo capolavoro di sagacia politica e cinematografica su come documentare il nostro tempo con l'umorismo della commedia e in leggerezza. Tutto comincia quando Luca e Gustav si incontrano, si innamorano, vanno a vivere insieme in un casa colorata al Pigneto, quartiere romano. Giornalisti entrambi, lavorano, vedono gli amici, fanno dei viaggi, hanno complici rapporti familiari. Alle ultime elezioni ovviamente votano Prodi, sono contenti perché nel suo programma ci sono i Dico. Finirà l'incubo di non avere diritti, tutele ovvie nei paesi non oscurantisti. Gli etero risolvono col matrimonio-contratto ma i gay? Gli opportunismi della politica però affondano i Dico. Gustav decide di farci un film. Dentro, insieme alla loro vita e al trauma di scoprirsi nel confronto col «paese reale» «contronatura», ci sono il gay pride e il family day, le varie commissioni parlamentari sui Dico di cui l'ostinato Gustav non perde una sessione, i discorsi dei politici di destra e di centro-sinistra spesso così spaventosamente simili, le trasmissioni tv tipo Porta a Porta che non poco hanno contribuito alla catastrofe del nostro paese. Culturale e sociale, di cui l'esplosione omofoba di quei mesi è stata una punta visibile. I due registi incontrano i ragazzi di Comunione e liberazione, le signore che vanno dal papa, i fascisti del trifoglio che quasi li menano, gli invasati di Militia Christi che celebrano sull'isola Tiberina i feti morti sfoggiando magliette da irriducibili, quelli che allo stadio fanno casino anche se ci sono bambini e famiglie osannati persino in latino. Qualcosa non quadra... Per i più i gay sono malati, si devono curare, se passano i Dico allora passerà anche la famiglia di «tre più un cane» (?!?), oddio sono giovani, possibile che delle lotte passate non sia rimasto nulla? Binetti (centrosinistra con cilicio) usa la bibbia dove si parla di uomo e donna. Famiglia è quando ci si vuole bene grida in piazza Vladimir Luxuria. Luca travolto sospira: «Non mi ero mai sentito innaturale forse perché viviamo in un ambiente protetto». Era l'80 quando Lino Dal Fra continuava i Comizi d'amore pasolinani e nonostante i pregiudizi c'era un margine di disponibiltà a confrontarsi. Gli iscritti al Pci che dicevano «beh se mi figlio dicesse che è gay ne parlerei prima in sezione», erano anni luce avanti per sensibilità alle Binetti e ai Rutelli attuali. A sentirli coi molti italiani che Luca e Gustav incontrano sembra di stare in un film dell'orrore. Eppure è l'Italia/occidente con la tv pubblica che parla solo dei musulmani fanatici come massimo esempio di aberarrazione, era l'Italia del centrosinistra al governo, azzerata nel profondo dai governi e dalla cultura berlusconiani così come da una sinistra che ha rimosso le proprie esperienze avanzate senza riuscire a renderle popolari. Improvvisamente l'inverno scorso, finisce con un matrimonio per gioco e con una canzone ma intanto nel «discount italiano» dei Dico abbiamo visto un quotidiano nostrano che fa male, malissimo e spaventa. I due non si rassegnano, e il film è anche una scommessa: la realtà si può raccontare senza effetti speciali mettendo in gioco l'esperienza del vissuto. Bello e raro, in Italia e non solo infatti è un trionfo.

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Berlinale 58: poca Italia, ma buona
di Boris Sollazzo

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......Delizioso, ironico e pungente il documentario di 80 minuti Improvvisamente, l'inverno scorso, che vede come protagonisti e registi Luca Ragazzi e Gustav Hofer, coppia di fatto al cinema come nella vita. Il loro viaggio nei DICO negati, nel dramma umano di chi si ama e non si vede riconosciuto se non come clandestino, è sobrio e irriverente e presenta un quadro desolante della nostra società, arretrata e astiosa, divisa, in cui un diritto esteso a qualcuno viene sempre interpretato e proposto come sottratto a qualcun altro. "C'è il nostro disagio di coppia e di cittadini italiani di fronte alla massiccia campagna omofobica ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso inverno in occasione della presentazione del progetto di legge DiCo".



LIBERAZIONE
Successo di critica e pubblico per il doc sui DiCo "Improvvisamente l'inverno scorso" Luca Ragazzi e Gustav Hofer, una strana coppia a Berlino Boris Sollazzo Berlino L 'Italia fatica sempre a uscire dai propri confini. Un tempo lo faceva con il cinema (come quello di Francesco Rosi, premiato con l'Orso d'oro alla carriera). Ad esclusione dei soliti noti ora spesso brilliamo per assenza. A Berlino in selezione abbiamo un film e mezzo. Caos Calmo di Grimaldi e Cuore di fuoco del quasi premio Oscar Luigi Falorni, berlinese d'adozione e bellamente ignorato dalle nostre produzioni. L'Italia che piace si fa largo fuori dagli schemi, si potrà vedere venerdì 15 nella sezione Forum con Terramadre di Nello La Marca e in Panorama dov'è già passato Mereu con Sonetaula - storia arcaica di ingiustizia e malsana rivalsa - e, sempre dopodomani, arriverà Corazones de Mujer . Sotto lo pseudonimo Kiff Kosoof (eclisse in arabo) alla regia si celano i cineasti- produttori Davide Sordella e Paolo Benedetti, allievi di Mike Leigh. « Corazones de mujer - dicono - è un film sulle maschere e le apparenze che coprono la sessualità nel mondo arabo e non solo». Scritto per Almodovar e diretto da questo duo di talento, è un "on the road" italo-marocchino sulla sessualità: un sarto travestito e una promessa sposa, una fiaba neorealista, camera a spalla. Dolci e malin-comici come l'altra strana coppia, Luca Ragazzi e Gustav Hofer. Il loro Improvvisamente l'inverno scorso è un documentario di rara intelligenza e semplicità con cui una coppia di giornalisti, di innamorati, ma soprattutto di fatto racconta la tragicomica epopea dei DiCo in Italia. E dell'omofobia ben poco latente che ha scatenato. «Solo ieri - racconta Luca - vedendolo per la prima volta sul grande schermo e sentendo le risate, gli applausi a scena aperta, la tensione nelle scene più dure, ho provato una piacevole sensazione di orgoglio». Meritata. Ci vuole coraggio civile e incoscienza artistica per tentare un'impresa come la loro: strumentazione essenziale, girato in digitale, budget all'osso, argomento spinoso. «I DiCo sono un tema che unisce destra e sinistra. Sono praticamente tutti contrari. Questo ci ha sconfortato». Parola di Gustav Hofer, voce e viso di Arte, che spiega cosa li ha spinti a tentare il percorso che, incredibile ma vero, li ha portati fino a Berlino. «Il festival più giusto per presentare in anteprima mondiale il nostro documentario - sottolinea Ragazzi -. Berlino da sempre ha fatto della tolleranza e del rispetto della libertà individuale la sua bandiera, forse proprio perché tanto ha sofferto nel secolo scorso». Un successo clamoroso di critica, pubblico e presso gli addetti ai lavori. Al sold-out delle tre proiezioni si sono aggiunti i complimenti. «Alla festa organizzata per il film fino alle 4 del mattino continuavano ad arrivare colleghi, ospiti del festival e registi. Tanto affetto per aver fatto, parole loro, un documentario importante, sincero, divertente e doloroso». Difficile raccontare meglio i pregi di questo piccolo gioiello. In un gradevole gioco delle parti i due, anche protagonisti, si rimbalzano l'inchiesta e l'indignazione, accompagnati dalla voce narrante di Veronica Pivetti, passando dal Family Day al Gay Pride ai raduni aberranti di Militia Christi. Senza mancare l'arena politica, la commissione presieduta da Cesare Salvi e fin troppo frequentata dalla teodem Binetti e da una rassegnata e combattiva Barbara Pollastrini. «Molti, qui al festival ci hanno chiesto se i politici fossero caratteristi pagati da noi, altri ci hanno chiesto se non temevamo di dare del nostro paese un'immagine troppo retrograda e ingenerosa». I panni sporchi si lavano in famiglia, lo dissero persino a Rossellini. Chissà che non sia di buon auspicio per Gustav e Luca: bel talento, soprattutto perché hanno il dono del racconto umano e leggero e non la presunzione ideologica della crociata politica.

IL TEMPO
17.02.2008
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PRIDE
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IL PICCOLO
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BERLINO: GLI STRANIERI GUARDANO 'L'INVERNO' ITALIANO Le coppie gay alla berlinale martedì 12 febbraio 2008 , di ansa

Berlino, 12 feb - E' stata per molti un'autentica scoperta la proiezione di Improvvisamente l'inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi che viene presentato oggi nella sezione documentaria di Panorama. Stupore, sorriso, un pizzico di sconcerto per le anomalie della realtà italiana sono le reazioni che si raccolgono più frequentemente tra addetti ai lavori e osservatori stranieri che sono venuti in gran numero a interessarsi del film sulla scia del suo tema e delle trasformazioni in corso sulla nostra scena politica e istituzionale. ''Ad essere sinceri - dicono i due autori che a Berlino sono di casa da anni, specie Gustav Hofer che lo scorso anno conduceva la cerimonia del tradizionale Teddy Bear, il premio più trendy e anticonoformista della Berlinale - eravamo soprattutto preoccupati che i giornalisti stranieri non capissero proprio molte sfumature del racconto. Non è facile spiegare il percorso della società italiana dell'ultimo periodo se non la si vive dall'interno. Invece alla prima proiezione non sono mancate le risate (a cui tenevamo molto perché non ci interessava un documentario classico o un semplice pamphlet polemico), abbiamo riscontrato un interesse e una simpatia reali, ci è sembrato di essere meno soli''. A qualche mese dalla conclusione delle riprese, alla vigilia di una nuova tornata elettorale che allontana ancora ogni discussione sui diritti delle coppie omosessuali in Italia, cosa pensano Hofer e Ragazzi del sentire comune italiano su questi temi? ''Che siamo un popolo quantomeno ingenuo - risponde Luca Ragazzi - pronto a credere a tutto quanto legge o ascolta dalla propaganda e intimidito di fronte ad ogni manifestazione di novità o diversità''. Rimpianti e gratitudine per chi vi ha affiancato o reso le cose difficili durante il vostro viaggio nella cronaca italiana? ''Molta gratitudine per Barbara Pollastrini - dice Gustav Hofer - che è stata coerente e attenta al nostro punto di vista fino all'ultimo momento possibile, qualche rimpianto per non essere mai riusciti a intervistare Rosy Bindi, troppo impegnata nel lavoro politico e di governo per rilasciarci un'intervista. Ma per il resto ci possiamo dire soddisfatti: avevamo 35 ore di materiale girato, volevamo fare qualcosa di molto diverso da un'inchiesta tv, siamo restati alla moviola fino all'ultimo momento possibile per fare un lavoro professionale e divertente. Nei prossimi giorni vedremo se sarà possibile farlo vedere anche in Italia, ma speriamo che l'eco del festival ci aiuti''. (ANSA)

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BERLINALE. DOMANI SERA PRIMA MONDIALE DELL DRAMMA DELLE COPPIE GAY ITALIANE POLLASTRINI SCRIVE GLI AUTORI DEL FILM martedì 12 febbraio 2008 , di APCOM

Berlino, 11 feb. (Apcom) - "È stato un viaggio che avremmo preferito non compiere". Così il giornalista Luca Ragazzi definisce il viaggio nell'Italia omofoba al centro di 'Improvvisamente l'inverno scorso', il documentario sul progetto di legge relativo alle unioni civili (i "Dico") realizzato insieme al compagno Gustav Hofer. Girando il film "abbiamo scoperto che l'Italia sicuramente non è pronta per stare in Europa", spiega Ragazzi ad Apcom, nel corso di un'intervista in un hotel vicino Potsdamer Platz, quartier generale del festival del cinema di Berlino, che ha inserito il loro film nella sezione "Panorama". "Non ci siamo assolutamente aspettati di trovare un'Italia omofoba", perché "per noi l'omosessualità era un problema superato", gli fa eco Hofer. "Abbiamo invece dovuto scoprire che l'omosessualità è ancora un tabù, un problema, una minaccia", prosegue il corrispondente culturale dall'Italia della tv franco-tedesca "Arte". "Speriamo che il nostro film possa creare un po' un caso intorno a questo argomento, perché siamo qui solo per quello, perché si parli ancora di questa cosa e anche all'estero si sappia cosa è successo in Italia l'inverno scorso", spiega Ragazzi. Del resto "non lo sanno neanche in Italia, purtroppo", aggiunge Hofer sconsolato. Oltre che con l'atteggiamento della Chiesa e della politica (incapace di "difendere le proprie posizioni, che possono anche essere anche opposte a quella della Chiesa", come dice Hofer), i due registi se la prendono infatti anche con i media, che "hanno perso l'occasione di essere chiarificatori", sostiene Ragazzi. "Quello che abbiamo scoperto parlando con tutta la gente che era contraria è che nessuno ha veramente capito questi 14 punti dei Dico", nota Hofer. Comunque, aggiunge il giornalista altoatesino, "tutto questo dibattito non ci sarebbe stato se ci fosse stato un ricambio generazionale all'interno della politica". I due, compagni da nove anni (la telefonata con cui sono stati invitati a Berlino è arrivata proprio il 14 gennaio, giorno del loro nono anniversario), ammettono di pensare ogni tanto anche all'ipotesi di trasferirsi all'estero. "A me piacerebbe restare, ci piace pensare che non dobbiamo lasciare l'Italia, che non sia realmente così retrograda come a volte sembra di essere", spiega Hofer. Tra i due c'è però un dibattito se restare o meno. "Ci pensiamo costantemente" e "non è detto che non lo faremo un giorno" rivela Ragazzi. Ma ci sarà nel prossimo futuro una legge sui diritti e i doveri delle coppie di fatto, anche omosessuali? "Noi siamo molto pessimisti dopo quest'esperienza che abbiamo fatto, perché né la destra, né la sinistra hanno veramente interesse a farla", spiega Hofer. Il film verrà proiettato domani sera a Berlino in anteprima mondiale. I due registi hanno in programma nella capitale tedesca due-tre appuntamenti con alcuni distributori, sia italiani che stranieri. (AGI) - Roma, 12 feb. - La Ministra Barbara Pollastrini ha inviato a Gustav Hofer e Luca Ragazzi, gli autori del film "Improvvisamente l'inverno scorso" che verra' presentato oggi nella sezione "Panorama" del Festival di Berlino, dicendosi "orgogliosa del vostro successo perche' premiando i vostri talenti si parla di un'Italia ricca di risorse fresche e giovani. Il film, con sensibilita' e stile, mostra sofferenze, solitudini e gioie di un progetto affettivo tra omosessuali. Perche' da' speranza a quanti come me continueranno ad impegnarsi per un Paese aperto, umano, tollerante, capace di investire sul valore della persona, sulla sua liberta' e responsabilita'. E perche' lo meritate davvero". (AGI)



di Gay.it Martedì 12 Febbraio 2008



'Improvvisamente l'inverno scorso': film gay alla Berlinale

La Ministra Barbara Pollastrini si è congratulata con gli autori per il successo ottenuto. La pellicola presentata nella sezione 'Panorama'. Pollastrini: "Continuerò ad impegnarmi per un paese aperto"

Il ministro Barbara Pollastrini ha inviato un messaggio a Gustav Hofer e Luca Ragazzi, gli autori del film "Improvvisamente l'inverno scorso" che verrà presentato oggi nella sezione "Panorama" del Festival di Berlino. "Caro Gustav, caro Luca, sono orgogliosa del vostro successo - scrive il Ministro - perché premiando i vostri talenti si parla di un'Italia ricca di risorse fresche e giovani. Il film, con sensibilità e stile, mostra sofferenze, solitudini e gioie di un progetto affettivo tra omosessuali. Perché dà speranza a quanti, come me, continueranno ad impegnarsi per un Paese aperto, umano, tollerante, capace di investire sul valore della persona, sulla sua libertà e responsabilità. E perché lo meritate davvero". Il film racconta la storia di Luca e Gustav. La loro vita di coppia cambia radicalmente, quando il governo nel febbraio 2007 propone una legge sulle unioni di fatto estesa anche alle coppie omosessuali. Il paese si è così diviso tra chi si diceva a favore dei DiCo e chi gli sparava contro. Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza. Gustav e Luca si sono trovati, così, in mezzo a un’omofobia crescente. Per capirne i motivi hanno iniziato un viaggio in un’Italia a loro finora sconosciuta.

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«Che fatica essere una coppia gay»
Altoatesino firma un documentario sui Dico falliti Il film è stato selezionato per il Festival di Berlino
Gustav Hofer: sconvolto dall’omofobia scatenata contro le coppie di fatto FRANCESCA GONZATO /
da Alto Adige, 28.01.2008

BOLZANO. Diario di una coppia gay, nei mesi dell’affondamento dei Dico. «Improvvisamente l’inverno scorso» è il film che documenta il tentativo di dare diritti alle coppie di fatto e la campagna omofoba (trasversale) nata lo scorso febbraio come reazione a quel disegno di legge. Il documentario (voce narrante Veronica Pivetti) parteciperà al Festival di Berlino (sezione Panorama). Lo firma l’altoatesino Gustav Hofer, che lo ha ideato e diretto con il compagno Luca Ragazzi. «Il documentario è nato dalla necessità di mettere nero su bianco il nostro disagio di coppia e di cittadini italiani di fronte alla massiccia campagna omofobica ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa», raccontano gli autori. Il tono scelto è quello della leggerezza, dell’ironia, ma senza risparmiare nulla. Per settimane hanno tampinato i senatori al lavoro sui Dico. Hanno incontrato la senatrice Paola Binetti, capofila dei contrari ai Dico, «ma persona squisita», non sono riusciti a ottenere un appuntamento dal ministro Rosy Bindi. Hofer, 31 anni, è nato a Sarentino. La sua famiglia vive in Valle Aurina e il 12 febbraio madre e sorelle saranno in platea a Berlino per la prima di «Improvvisamente l’inverno scorso». Già bilingue, Hofer ha frequentato il liceo linguistico a Brunico. «Ed è stata la mia fortuna, perché grazie alle lingue mi sto guadagnando da vivere». Lavora dal 2001 per «Arte», la televisione franco-tedesca, di cui è corrispondente per la cultura dall’Italia e conduttore per il programma quotidiano «Journal de la culture - Arte Kultur». «Dovevo restare a Roma per sei mesi, non sono più ripartito», racconta. Dopo il liceo e prima di «Arte» c’è stata la laurea in Scienze della comunicazione a Vienna e gli studi di cinema a Londra. Luca Ragazzi, 36 anni, è critico cinematografico e fotografo. Sono una coppia da quasi dieci anni. La campagna contro i Dico, raccontano, è stata un tale shock che hanno deciso di reagire. «Ci siamo resi conto che stavamo vivendo una sorta di bolla, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti coloro che vedono ancora nell’omosessualità una minaccia, se non una malattia». Hofer, che ha nel curriculum alcuni cortometraggi, ha convinto Ragazzi a trasformare lo sgomento in un documentario. Nei mesi scorsi dopo il rifiuto da un festival italiano è arrivata la chiamata a Berlino. «Improvvisamente l’inverno scorso» è la storia di una coppia che attraversa i mesi di discussione sui Dico. Con una telecamera hanno seguito i lavori al Senato, ascoltando le ragioni di chi portava avanti il disegno di legge e di chi ha lavorato per mandarlo nel cassetto. Si sono infilati al Family Day e in manifestazioni ultra cattoliche in cui hanno scoperto che mai e poi mai potranno aspirare, in quanto gay, al titolo di famiglia. Pochi giorni fa Hofer e Ragazzi sono stati ospiti di Pierluigi Diaco su Canale Italia. Alla domanda «vi considerate una famiglia?» la risposta è stata: «Non ci avevamo mai pensato, ma in mezzo a questo caos abbiamo iniziato a parlarne. La risposta è sì, ci sentiamo famiglia». L’hanno detto nel documentario con ironia: «Lungi dal volerci ritrarre come vittime». Dopo Berlino inizieranno le proiezioni in Italia. Hofer fa sapere, un po’ scherzando e un po’ no: «Ci piacerebbe organizzare una grande proiezione anche a Bolzano, invitando magari la senatrice Thaler Ausserhofer che, parlando dei Dico, ha detto che in caso di voto su una legge per le coppie di fatto non l’avrebbe votata perché “non si devono fare per forza tutte le sciocchezze”. Insomma, c’è ancora molto lavoro da fare».

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La storia vera di Luca e Gustav, nella sezione "Panorama"
mercoledì 16 gennaio 2008 , diAPCOM


ALLA BERLINALE UN VIAGGIO NELL'ITALIA DELL'OMOFOBIA






Roma, 16 gen. (Apcom) - Un documentario autobiografico su una coppia, Gustav Hofer e Luca Ragazzi, che sta insieme da otto anni in un'Italia che scopre ostile ai gay compiendo un viaggio tra l'intolleranza.

"Improvvisamente l'inverno scorso" è tra i film che rappresentano il nostro Paese al Festival Internazionale del cinema di Berlino (dal 7 al 17 febbraio) nel programma ufficiale

"Panorama".

Gli autori hanno sentito l`opinione della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra tra cui Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini e Cesare Salvi in occasione di manifestazioni e contromanifestazioni che per mesi e mesi hanno seguito la discussione generale al Senato sui Dico.

"Questo documentario - hanno spiegato i registi - è nato da una necessità autentica, quella di voler mettere nero su bianco il nostro disagio di coppia e di cittadini italiani di fronte alla

massiccia campagna omofobica ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso inverno in occasione della presentazione del progetto di legge DiCo".

"Abbiamo dovuto dolorosamente constatare - hanno continuato - che

stavamo vivendo in una sorta di bolla, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti quanti coloro che vedono ancora nell`omosessualità una minaccia se non una malattia.

Lungi dal voler disegnarci come vittime, ma anzi, cercando di vedere alle cose attraverso il filtro dell`ironia, e partendo dall`assunto che si debbano sempre conoscere e rispettare le ragioni dell`altro, siamo usciti fuori dal guscio - hanno concluso - mettendoci in gioco come persone e come coppia".

Il trailer è visibile su http: www.myspace.com/improvvisamente,

mentre il sito del film è all'indirizzo

www.suddenlylastwinter.com . Prodotto da hiq productions, al montaggio del film ha lavorato Desideria Rayner, al montaggio del suono Silvia Moraes. Produttore associato: l'attrice Jacqueline Lustig e produttore esecutivo Maria Teresa Tringali.



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BERLINO: A PANORAMA, STORIE DELL'ITALIA OMOFOBA

(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Oltre Sonetàula di Salvatore Mereu
fara' parte della sezione Panorama della 58esima Berlinale (7/17
febbraio) anche il documentario Improvvisamente l'inverno
scorso, a firma di due registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi che
sono coppia nella vita, oltre che sul set. Il film indaga
sull'omofobia della società italiana intervistando persone
comuni, ma anche esponenti di spicco della classe politica.
E ancora, nonostante il titolo e il nome del regista, il film
Corazones de Mujer di due registi e produttori italiani Davide
Sordella e Pablo Benedetti che firmano con K. Kosoof, loro nome
d'arte collettivo che in arabo vuol dire eclisse. Il film narra
la storia vera di un sarto travestito di origine marocchina e di
una promessa sposa araba che vive a Torino e deve recuperare la
verginità perduta. (ANSA).

GAL
16-GEN-08 18:14 NNNN


CINEMA: SALVI, PROIETTARE IN ITALIA FILM RAGAZZI-HOFER CHE ANDRA' A BERLINO =
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA PARLA DEL FILM GAY
Roma, 17 gen. (Adnkronos) - "Mi impegno ad organizzare anche qui
in Italia una proiezione del film 'Improvvisamente l'inverno scorso',
realizzato dai registi Luca Ragazzi e Gustav Hofer e in concorso al
prossimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino". Lo ha
dichiarato il senatore Cesare Salvi, presidente della Commissione
Giustizia della Camera, ospite di Pierluigi Diaco a "Temporale", il
programma di attualita' politica in onda su Canale Italia e in
contemporanea su Sky al canale 883.
Al senatore Salvi, Gustav Hofer e Luca Ragazzi, ospiti anche
loro della trasmissione di Diaco, hanno consegnato la prima copia del
film autobiografico che racconta di una giovane coppia
gay italiana.
"Il docu-film racconta un viaggio tra l'intolleranza omofoba in
un'Italia che si scopre ostile e insensibile verso i diritti delle
coppie
gay", spiega Luca Ragazzi. "Noi in questo film non raccontiamo
solo la nostra storia, ma quella di migliaia di ragazzi che vivono la
nostra condizione con naturalezza e amore", dichiara Gustav Hofer.
Il senatore Salvi, impegnato da mesi sull'argomento del
riconoscimento delle coppie di fatto all'interno della Commissione che
presiede, ha commentato: "E' importante discutere di questi argomenti
in sedi diverse da quelle istituzionali, invitero' sia la stampa che
interlocutori politici di tutto lo schieramento, a fare una visione
del lavoro di questi ragazzi. Mi auguro che vi sia un'ampia
partecipazione".
(Spe/Ct/Adnkronos)


MAW9595 4 pol gn00 610 ITA0595;
Apc-CINEMA/ DOCUMENTARIO ITALIANO SUI DICO SELEZIONATO A BERLINO
"Improvvisamente l'inverno scorso" di Ragazzi e Hofer

Roma, 21 gen. (Apcom) - E' stato selezionato al festival di
Berlino (7-17 febbraio) un film-documentario di due registi
italiani, Luca Ragazzi e Gustav Hofer, sul fallimento del disegno
di legge sulle coppie di fatto (Dico). Narrato dalla voce di
Veronica Pivetti, la pellicola, "Improvvisamente l'inverno
scorso", verrà visionato nella sezione Panorama della Berlinale.

I due autori - una coppia gay - descrivono la propria vita da
quando il governo, nel febbraio del 2007, propone di fare una
legge sulle unioni di fatto a quando, ormai accantonato il
progetto nelle aule del Parlamento, celebrano un matrimonio-burla
di fronte ad un discount della catena Dico.

"Questo documentario è nato da una necessità autentica, quella
di voler mettere nero su bianco il nostro disagio di coppia e di
cittadini italiani di fronte alla massiccia campagna omofobica
ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso
inverno in occasione della presentazione del progetto di legge
Dico", affermano i registi.

Nel film, oltre alle immagini del Family day, del cardinale
Camillo Ruini e del Papa, vengono mostrate le interviste dei
parlamentari Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Franco Grillini e
Cesare Salvi, oltre alla ministra Barbara Pollastrini, una delle
due firmatarie, insieme a Rosy Bindi, del ddl sulle unioni
civili. Un trailer del film è disponibile sul sito
www.myspace.com/improvvisamente e alla pellicola è stato dedicato
anche il sito www.suddenlylastwinter.com. La sezione Panorama
della Berlinale presenta "opere nuove di autori conosciuti, così
come opere prime e nuove scoperte".

Red/Ska

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GUSTAV E LUCA PRESENTANO IL LORO DOCUMENTARIO IN TV. E BIONDI RIVELA:”BERLUSCONI VUOLE I CUS, MA NON PUO’ DIRLO”

Incredibile! Berlusconi sarebbe d’accordo a sostenere una legge per il riconoscimento delle coppie di fatto, quindi anche di quelle omosessuali. Non è uno scherzo! Ieri sera lo ha rivelato un autorevole esponente di Forza Italia ospite, insieme al Sen.Cesare Salvi, da me a “Temporale” (di cui presto proporrò sul blog un estratto-video). In studio erano presenti anche Gustav Hofer e Luca Ragazzi, una coppia nella vita e nel lavoro: il loro documentario “Improvvisamente l’inverno scorso” (che denuncia il crescente fenomemo dell’omofobia in Italia, e il noiosissimo e sterile dibattito sui Dico e sui Cus) è stato scelto per la categoria “Panorama” del prossimo Festival di Berlino.
Ecco l’ANSA: UNIONI CIVILI: BIONDI, BERLUSCONI PER I CUS MA NON PUO’ DIRLO
ROMA, 16 GEN. “Berlusconi la pensa come me, è d’accordo sui Cus ma non lo può dire; bisogna disciplinare le coppie di fatto”. Lo ha affermato il senatore di Fi Alfredo Biondi, ospite di Pierluigi Diaco a “Temporale”, il programma di attualita’ politica in onda su Canale Italia e in contemporanea su Sky al canale 883. “Lo aveva asserito anche Bondi - ha aggiunto - ora non so se ci hanno ripensato”. (ANSA)

DIACO blog
Recentemente ho avuto il privilegio di vedere in anteprima un documentario sulla storia di una coppia gay: Luca e Gustav. Un lavoro veramente ben fatto, che spero possa trovare spazio in qualche Festival fuori e dentro l’Italia. Intanto per il 16 Gennaio ho invitato gli autori a “Temporale” (il programma che conduco il mercoledì sera alle 23 in conteporanea su Canale Italia e sul canale 883 di Sky) a dibattere con il Sen. Cesare Salvi (Presidente della Commissione Giustizia del Senato) e il Sen. Rocco Buttiglione dell’Udc.
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