Dopo il risultato di queste elezioni politiche e locali abbiamo deciso di raccogliere d'ora in poi le notizie sull' omofobia che troviamo. Se avete segnalazioni etc. mandateci tutto via mail
(gustavhofer@inwind.it )
grazie
Gustav
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
NAPOLI: GIOVANE LESBICA SFREGIATA IN PIAZZA BELLINI
Il gestore di un locale le convince a non denunciare
martedì 02 settembre 2008 , di Gazzetta del Mezzogiorno
Piazza Bellini Il tifoso ha ferito al volto una di loro con un bicchiere
Ragazze gay aggredite da un ultrà
Il gestore di un locale le convince a non denunciare
NAPOLI — Marchiano le loro zone, praticamente l'intera città, con murales a caratteri cubitali imbrattando palazzi storici appena restaurati coi fondi del Progetto Sirena e persino chiese gotiche, e nessuno, tra addetti dei servizi comunali o della soprintendenza, pulisce i loro graffiti. E l'altra notte uno di loro ha ritenuto anche di poter scagliare in faccia ad una coppia di giovanissime lesbiche un bicchiere, che è andato a segno, ferendo gravemente al volto. Ancora violenze in piazza Bellini ed ancora una volta a farne le spese sono i «diversi»: due ragazzine sono state aggredite da un ultras ubriaco, mentre erano al tavolo di uno dei caffé che coi tifosi hanno imparato a convivere. L'episodio, accaduto nella notte tra sabato e domenica, è stato raccolto da una cronista de «Il Napoli» che era sul posto, altrimenti avrebbe potuto restare sotto silenzio: un gestore della piazza, infatti, sarebbe riuscito a dissuadere le due ragazze a presentare la denuncia. Anche se l'aggressione questa volta è andata ben al di là dei consueti episodi di sopraffazione metropolitana: «Lesbica di m... lo vuoi?», ha urlato l'aggressore alla coppia di amiche dopo essersi denudato in piazza. È successo alle 2 di notte, ma la piazza era ancora popolata. Le due ragazze erano al tavolo con una decina di amici quando un'effusione amorosa più vistosa ha evidentemente irritato il teppista che si è improvvisamente staccato dal gruppo di compagni riunito a poca distanza, davanti alle rovine archeologiche. Il ragazzo si è calato le braghe ed ha cominciato ad insultare. Quando alcune ragazze della tavolata hanno risposto alle provocazioni, ha lanciato il bicchiere che ha centrato la giovane, provocandole due tagli profondi, tra il naso e la fronte e sul labbro. A quel punto i compagni dell'aggressore sono intervenuti per portalo via. E la ragazza ferita avrebbe voluto sporgere subito denuncia, ma sarebbe stata dissuasa da alcune persone che le avrebbero chiesto di non creare scompiglio in zona. «Ed è questo uno degli elementi più sconcertanti della vicenda — è stato il commento della presidente di Arcilesbica Napoli, Giordana Curati —. È grave che anziché supportare queste ragazze i presenti le abbiano scoraggiate soprattutto se è successo per ragioni commerciali. Sarebbe stato utile anche un esposto in forma anonima. A questo punto sarà l'associazione a denunciare. La deriva omofoba arriva alla vigilia di una manifestazione già programmata da Arcilesbica, Arcigay, I Ken e Mit contro l'intolleranza e l'ignoranza ad un anno esatto dalla sassaiola contro i gay consumatasi proprio in piazza Bellini. I personaggi della piazza li conosciamo tutti.
L'aggressore può essere tra quei ragazzi che a loro volta vivono in stato di marginalità e disagio». «Mi auguro che si apra subito una indagine — dice il consigliere municipale Pino De Stasio —. Dopo l'aggressione dell'estate scorsa, l'assassinio del trans magrebino e per questo non degno di attenzione, del maggio scorso, e gli insulti nella circumvesuviana registriamo un nuovo episodio di intolleranza, di natura non diversa dagli incendi nel campo Rom di Ponticelli o dai fatti di via dell'Avvenire a Pianura». Attilio Wanderlingh, titolare del caffè Intra Moenia, commenta: «Saranno vent'anni che la piazza è un punto di aggregazione di una certa gioventù ultras che va sotto il nome di Mastiffs e non c'è alcuna opera di prevenzione, nessun controllo permanente che tenti di capire chi sono e cosa fanno. Un mio collega avrebbe sconsigliato la denuncia? Sarebbe gravissimo. Quante più denunce vengono presentate anche per fatti apparentemente irrilevanti è meglio, servono a far pressione sulle autorità. Noi da tempo siamo costretti ad anticipare la chiusura a garanzia della clientela, e diamo indicazioni al personale perché assista i turisti accompagnandoli persino per un tratto di strada». Un operatore che preferisce l'anonimato conclude: «Lavoro in piazza da vent'anni e sono passato al turno di mattina, perché la piazza di sera è una schifezza, si incontrano le persone più negative di questo mondo, c'è anche spaccio di droga. Quando gli ultras non vanno alle trasferte sfogano in piazza. Il gestore che ha sconsigliato la denuncia? C'è molta omertà, la gente ha paura, immagini noi con che paura lavoriamo».
L. M.
Arcilesbica
«Un episodio gravissimo che avviene alla vigilia di una mobilitazione già programmmata»
AttilioWanderlingh
«Saranno vent'anni che la piazza è ritrovo di tifosi violenti e non c'è alcuna prevenzione, nè controllo»
PinoDeStasio
«Come municipalità mi auguro che si apra subito un'inchiesta e che certi episodi vengano fermati» Arcilesbica e Arcigay lo scorso anno in piazza Bellini per protestare contro le continue aggressioni omofobiche
---
L'episodio nella centralissima Piazza Bellini di Napoli
di Giuseppe Cozzolino
Punita perché lesbica. Una ragazzina di neanche vent'anni sfregiata da un giovane che l'ha prima insultata davanti ad una piazza sconvolta, poi le ha spaccato sul volto un bicchiere di vetro. E così ancora una volta, come un anno fa, Piazza Bellini, il cuore della Napoli giovane e tollerante, viene macchiato dall'onta dell'omofobia. Anche lo scorso anno ci fu un gravissimo episodio di violenza verso i non-etero, quando fu compiuto un vero e proprio raid contro un gruppo di omosessuali (vedi). Violenza becera ed assurda, che mortifica i veri giovani napoletani, in maggioranza rispetto alle poche canaglie che ogni giorno trova nuovi metodi per danneggiarne l'immagine.
I fatti attuali si sono svolti in poco tempo. Erano le due della notte tra venerdì e sabato, e Piazza Bellini, cuore della movida universitaria e non di Napoli, è piena come sempre di ragazzi e ragazze che prendono da bere, chiacchierano, amoreggiano. Sembra una serata come tante, poi all'improvviso un ragazzo, probabilmente su di giri per qualche birra di troppo, lascia il suo gruppo e si avvicina verso due ragazze che erano poco distanti, intente a baciarsi.Si abbassa i jeans, si toglie le mutande, e lancia ingiurie verso le ragazze. "Lo vuoi il pisello? Lo vedi, lesbica di merda?". Restano allibiti tutti i presenti, ma non c'è il tempo di fare nulla. Il giovane afferra un bicchiere di vetro e lo spacca sul volto di una delle due giovani, spaccandole il labbro superiore ed il naso.
Il giovane è stato poi subito portato via dai suoi amici, che hanno capito la gravità della situazione, mentre la vittima è stata portata in ospedale per le cure del caso.
(fonte Levante On-Line)
---
Approfondimento su Gay.tvE` successo venerdì notte nella centralissima piazza Bellini: un giovane, infastidito da una coppia di ragazze, si è tolto i pantaloni, ha cominciato ad insultarle e ne ha sfregiato una con un bicchiere. "Sconcertante l`assenza di denuncia", ha commentato la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati.
---
E' successo tra le 2 e le 3 di venerdì notte, ad un anno esatto dalla sassaiola degli ultras napoletani contro un gruppo di gay che sostavano sempre in piazza Bellini a Napoli. Una giovane era in compagnia della sua fidanzata e di altri amici, quando all'improvviso un ragazzo, probabilmente infastidito dagli atteggiamenti affettuosi della coppia, si è avventato su di loro: "Era fuori di testa, si vedeva lontano un miglio - ha raccontato un testimone presente all'accaduto - si è staccato dal suo gruppo e come una furia si è avvicinato a quelle ragazze. Io lo vedevo di spalle: si è abbassato i pantaloni e le mutande e ha cominciato ad urlare insulti e volgarità"
Alcune ragazze presenti hanno provato addirittura a scappare, ma il giovane le ha inseguite. "Alcune ragazze del gruppo hanno risposto alle provocazioni - racconta un'altra testimone - e lui, completamente invasato, le ha aggredite fino ad afferrare un bicchiere e scaraventarlo contro una di loro chiamandola "lesbica di merda". La ragazza, giovanissima, sanguinava: aveva un taglio profondo tra il naso e la fronte e un altro sopra la bocca. A quel punto sono intervenuti alcuni amici dell'aggressore che, capita la gravità della situazione, hanno cercato di calmare le acque, hanno immobilizzato il loro amico e lo hanno portato via".
La giovanissima vittima è stata poi dissuasa da alcuni presenti dal denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine per non "mettere i suoi affari in piazza". A denunciare invece la gravità del fatto è la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati: "l'assenza di denuncia è uno degli elementi più sconcertanti di questa vicenda. - ha commentato - È grave che anzichè supportare queste ragazze, i presenti le abbiano scoraggiate soprattutto se è successo per ragioni "commerciali". Sarebbe stato utile anche un esposto in forma anonima: la polizia ha già in passato monitorato la piazza per episodi analoghi. (...) Inoltre va detto che all'assenza di qualsiasi forma di intervento politico per l'integrazione si sono aggiunti tanti interventi pubblici contro i gay che hanno creato anche un senso di legittimazione a compiere violenze del genere. ".
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
IL MOVIMENTO PER I DIRITTI CIVILI DENUNCIA L'ODISSEA DELL'OMOSESSUALE, ORA AI DOMICILIARI
Gay violentato dai compagni di cella «Sono sieropositivo». E gli altri lo pestano
Dopo le violenze in un carcere calabrese, l'uomo viene trasferito e rinchiuso con i condannati per reati sessuali
ROMA - Un omosessuale viene ripetutamente violentato dai compagni di cella. I quali, quando scoprono che è sieropositivo, lo picchiano e minacciano anche di ucciderlo. L’uomo, a questo punto, viene messo in isolamento in una cella con topi e scarafaggi. Fino a quando non lo trasferiscono nel carcere di un’altra regione, dove per alcuni giorni viene incredibilmente rinchiuso in un reparto riservato a detenuti condannati per reati sessuali. È l'odissea di un detenuto 40enne, arrestato per tentato furto lo scorso giugno. A raccontarla è Franco Corbelli, leader del Movimento dei diritti civili, che ha raccolto la sua testimonianza, ora che l’uomo ha lasciato il carcere e si trova agli arresti domiciliari. «È un episodio di una brutalità e disumanità inaudite», denuncia Corbelli: «L'uomo da qualche giorno agli arresti domiciliari mi ha raccontato per telefono la sua allucinante e dolorosa odissea». «Sono profondamente indignato - continua Corbelli - per quanto accaduto. Chiedo che venga fatta luce e giustizia su questo gravissimo episodio, accertate e perseguite le responsabilità a tutti i livelli. Quel giovane merita rispetto, solidarietà e giustizia. Naturalmente chiedo che in questo carcere venga fatto un attento esame per verificare se a seguito della violenza al giovane omosessuale sieropositivo si siano registrati casi di infezione da Hiv in altri detenuti che devono naturalmente essere seguiti con attenzione e curati adeguatamente per evitare il dilagare della malattia e per scongiurare che si diffonda in questa casa circondariale della Calabria la psicosi Aids».
ARCIGAY - La vicenda denunciata dal Movimento diritti civili, commenta l’Arcigay, «ripropone in modo clamoroso ciò che si sa da sempre: nelle carceri italiane è usuale la violenza sessuale tra uomini. Il vero problema è che moltissimi giovani gay o eterosessuali maschi vengono quotidianamente violentati da singoli o gruppi di detenuti anche a causa del fatto che in questo paese non è possibile discutere civilmente della sessualità delle persone detenute».
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
"GAY NEI FORNI SUBITO"
Scritta offensiva davanti alla gelateria gay di Roma
lunedì 18 agosto 2008
ROMA, 18 AGO - 'Gay nei forni subito' e 'via i froci dal quartiere' sono le scritte fatte con un pennarello nero in via San Giovanni in Laterano, nei pressi del Colosseo, piu' nota come la 'Gay Street' di Roma perche' punto di ritrovo della comunita' omosessuale della Capitale. Le scritte sono state fatte davanti a una gelateria che, riferisce in una nota l'Arcigay, 'da oltre 2 anni e' gestita da una coppia gay che ha reso il locale un punto di riferimento per lesbiche, gay e trans che transitano per la strada'. I gestori del locale si sono detti perplessi, ricordando di avere 'ottimi rapporti anche con i residenti'.
Per il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, queste scritte 'indicano come la strumentalizzazione politica della strada alimenti l'odio verso lesbiche, gay e trans, che non proviene dai residenti, che si sono anche espressi in modo favorevole alla pedonalizzazione della via; la negazione comporta solo una contrapposizione ideologica senza dare nessun vantaggio ne' ai residenti che vedono la strada affollata e con il pieno caos creato dalle macchine che cercano di passare e ne' alla comunita' gay costretta a destreggiarsi tra le macchine'.
'La mancata pedonalizzazione - ha aggiunto - non consente di attuare le attivita' culturali, come mostre o incontri, che potrebbero permettere il dialogo con la citta' e contrastare l'omofobia, per tali motivi speriamo che l'amministrazione decida di pedonalizzare tale tratto di strada, come avviene in tutte le capitali europee e non solo'.(ANSA).
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
VANDALIZZATO MEMORIALE DEDICATO A GAY
Il monumento, che si trova nel parco Tiergarten, a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, consiste in una stele di cemento grigia alta 3,6 metri e larga 1,9 metri.
BERLINO, 16 AGO - Il memoriale di Berlino dedicato agli omosessuali perseguitati sotto il nazismo e' stato vandalizzato, meno di tre mesi dopo la sua inaugurazione lo scorso 27 maggio. Lo ha reso noto oggi la polizia della capitale.
Il monumento, che si trova nel parco Tiergarten, a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, consiste in una stele di cemento grigia alta 3,6 metri e larga 1,9 metri. Su un lato, c'e' una piccola apertura attraverso la quale si puo' vedere un video in bianco e nero di un minuto e mezzo che mostra le immagini di due uomini mentre si baciano.
I vandali, ha spiegato la polizia, hanno rotto il vetro di questa apertura e hanno danneggiato il recinto che circonda il memoriale.
Negli anni della dittatura nazista, tra il 1933 e il 1945, si stima che circa 54 mila omosessuali furono condannati e 7.000 furono uccisi nei campi di concentramento.
Commissionato dal governo nel 2003 su iniziativa della Federazione tedesca lesbiche e gay (Lsvd), il memoriale e' costato 600mila euro ed e' stato realizzato dalla coppia di artisti danese-norvegese Michael Elmgreen e Ingar Dragset.(ANSA).
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
TRANSESSUALE ARGENTINO ACCOLTELLATO: è GRAVE
Ostia. Affrontato in pineta da due uomini, forse dell'Est Europa, che volevano rapinarlo
mercoledì 13 agosto 2008 , di Corriere.it
Accoltellato all'addome, per rapinarlo dei pochi euro che aveva nella borsetta. La vittima è un transessuale argentino di 27 anni che adesso si trova in prognosi riservata all'ospedale Grassi di Ostia. E' successo lunedì sera, poco dopo le 9, in viale del Lido di Castel Fusano, in pineta, in una zona dove stazionano decine di «lucciole» e dove sorgono, nascoste dalla fitta boscaglia, le favelas abitate da centinaia di immigrati, perlopiù rumeni. Gli aggressori, stando a quanto raccontato ai carabinieri dal sudamericano, sarebbero due dell'Est Europa, forse ubriachi, che lo avrebbero avvicinato con il pretesto di appartarsi tra i cespugli nelle vicinanze del viottolo. Ma il viado si è subito insospettito. E ha rifiutato l'incontro. Gli sconosciuti lo hanno allora immobilizzato, cercando di strappargli la borsetta con dentro il contante. L'argentino ha reagito con forza, colpendoli a calci e pugni ma è stato scaraventato a terra da uno degli aggressori che lo ha accoltellato all'addome. Poi sono scappati. Con il cellulare, il trans ha avvertito il 118 e dopo poco un'ambulanza lo ha portato al Grassi dove è ricoverato in prognosi riservata «ma non in pericolo di vita», dicono i medici. Un episodio non infrequente a Castel Fusano, pineta sempre più a rischio per la presenza di lucciole e viados. Lo scorso agosto una prostituta nigeriana fu sgozzata da uno psicopatico con precedenti penali per molestie e aggressioni. |
--------------------------------------------------
TRANS AGGREDITA E ARRESTATA: «STUPRARCI è DIVENTATO UN DIRITTO»
Ha chiamato i carabinieri, era senza permesso di soggiorno. La denuncia del movimento
martedì 12 agosto 2008 , di Liberazione
di Eugenia Romanelli
Domanda: preferisci un'aggressione o la reclusione? Oggi in Italia è questa la scelta per molte transessuali, se sono anche migranti. E così le vittime di un reato diventano colpevoli.
E' successo a Roma, meno di 48 ore fa: bussano in casa, la trans non apre. Bussano più forte, è un uomo, vuole un rapporto sessuale. Prova a sfondare la porta. La trans, brasiliana, 33 anni, chiama il 112. I militari arrivano ma portano in caserma lei: arrestata perché inottemperante ad un provvedimento di espulsione emesso a suo carico. I carabinieri della stazione Tomba di Nerone hanno poi accertato che l'uomo, 42 anni, romano, risulta l'inquilino del monolocale occupato dalla trans, formalmente concessogli in locazione come prestanome da una società: è stato denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il monolocale è stato sequestrato.
A commentare è solo un'area politica: «Cosa doveva fare per salvarsi - dichiara Antonella Casu, segretaria di Radicali Italiani - farsi uccidere, così tutti si sarebbero disperati per l'ennesimo episodio di violenza ed emarginazione?». E Emma Bonino: «La scorsa settimana a Milano, la transessuale brasiliana clandestina che aveva denunciato la scomparsa della sua amica, rapita e poi uccisa da due ragazzi, ha avuto dalle forze dell'ordine un permesso speciale che le permetterà di rimanere in Italia regolarmente per alcuni mesi. Perché nel caso di Roma non si applica la stessa regola?».
Vladimir Luxuria denuncia un clima di finta sicurezza e lancia un allarme importante: «Sta cambiando lo stigma. Se prima era il comportamento ad essere criminalizzato, adesso è la categoria: trans, prostitute, migranti. Se una persona comprende tutte e tre queste condizioni diventa criminalizzata al cubo, nei fatti senza gli stessi diritti di un cittadino comune. E' un paese civile quello in cui i soggetti deboli sono perseguiti invece che protetti?». Sulla stessa traccia interviene anche Marcella Di Folco, storica presidente del Mit (Movimento Italiani Transessuali): «Maroni può essere orgoglioso dei risultati ottenuti: alla fine il soggetto più debole paga per tutti. Ma non è così che si risolvono i problemi. Ritenere alcune categorie astratte inferiori e per questo colpevolizzarle crea diritti mostruosi come quello di stupro. E' assurdo considerare i trans e chi si prostituisce socialmente pericoloso, casomai sono soggetti che rendono un servizio sociale. La trans di Roma ha offerto un contributo a tutta la cittadinanza con la sua denuncia perché quell'uomo poteva aggredire chiunque altro, trattandosi di un violento. Intimidire chi denuncia è un atto stupido perché crea debolezza nella società».
Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, propone: «Dovremmo pensare a una security privata, una specie di salvavita per trans e prostitute. Abbiamo un progetto in proposito, un contratto con un'agenzia privata pronta a scattare all'allarme lanciato. Visto che lo Stato non ci pensa».
Dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Stefano Mastropaolo interviene personalmente: «Quanta gente clandestina è scomparsa perché non ha avuto il coraggio di denunciare i propri aggressori, per paura dell'arresto? Per una trans, oggetto di discriminazione sessuale, è ancora più difficile ottenere il permesso di soggiorno. Occorrono supporto e facilitazioni, altro che persecuzioni. Il punto è fare delle leggi che fissino omofobia e transfobia in un reato: non è possibile considerarli idee personali».
Su questo, Rita Bernardini, ex segretaria radicale, ora deputata Pd, lancia una provocazione:«Gli italiani sono sempre stati tolleranti sulle scelte dei singoli e sugli orientamenti sessuali di ciascuno. Non c'è discriminazione nei confronti dei transessuali. Anzi bisogna stare attenti a come si parla di questi fatti. Perché non vorrei che capitasse quello che avvenne per i sassi gettati dai cavalcavia. Quando vengono montate delle campagne c'è il rischio che poi alcuni fenomeni si possano verificare davvero».
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
TREVISO. GAY AL PARK DELL'OSPEDALE, ARRIVANO I VIGILI
Gentilini chiede, e ottiene, più controlli. I residenti: «Abbiamo paura»
martedì 12 agosto 2008 , di Il Corriere del Veneto
Dopo le immagini dei nuovi incontri notturni fra omosessuali, le pattuglie della polizia locale hanno passato al setaccio la zona
TREVISO — Maggiori controlli e l'ordine, perentorio, di verificare l'identità di chiunque si aggiri nottetempo tra i posteggi del Ca' Foncello. Un furibondo vicesindaco Gentilini [nella fotografia, ndr.] ha chiamato ieri mattina a rapporto a Ca' Sugana i vigili urbani, chiedendo loro d'inasprire i pattugliamenti in via Marchesan ed in via dell'Ospedale, dopo che nei giorni scorsi le telecamere di Rete Veneta hanno registrato alcuni omosessuali intenti a scambiarsi effusioni appoggiati alle loro automobili.
Immagini che non sono andate affatto giù al vicesindaco, visto che proprio nella settimana appena passata (l'8 agosto, a voler essere precisi) cadeva l'anniversario del suo invito, rivolto proprio alla municipale, a procedere con «la pulizia etnica dei culattoni». Parole che fecero il giro d'Italia ed alle quali la comunità omosessuale rispose organizzando proprio sotto le finestre di Gentilini il celeberrimo «kiss in» agostano. Ebbene, a dodici mesi dal proclama dello Sceriffo, nulla pare essere cambiato. Lettera morta è rimasto l'annunciato potenziamento dell'illuminazione pubblica, così come l'attivazione di un sistema di videosorveglianza e l'aumento dei pattugliamenti assicurati all'epoca delle prime denunce.
Lo sostengono i residenti della zona che, sempre ai microfoni di Rete Veneta, hanno denunciato ieri l'abbandono del quartiere a due passi dall'ospedale cittadino. «Siamo stati dimenticati» lamenta Orfeo Prevedello, mentre Bianca Girardo, agguerrita, è arrivata a minacciare la chiusura della strada durante la notte. Il problema, a detta dei residenti, non sarebbe soltanto il continuo via via dei gay (che, oltre al parcheggio del nosocomio, farebbero teatro delle loro effusioni pure quelli che si aprono nel restante reticolo di vie della zona) ma anche la presenza di gruppi di extracomunitari che si rifugerebbero tra i rami e la vegetazione che cingono la vicina antenna umts per dormire e bivaccare indisturbati.
Una situazione che costringe alcuni anziani che risiedono lungo via dell'Ospedale a chiudersi in casa dopo le nove di sera per timore di aggressioni od anche solo di un incontro imbarazzante.
E Gentilini, che s'era fatto paladino del repulisti del parcheggio ed ora deve assistere alla riedizione di un film già visto, promette nuovi e più penetranti controlli: «Già stamattina i miei vigili sono andati in massa a controllare e così continueranno a fare anche nei giorni a venire» ha detto il vicesindaco. Che poi, attento a non scivolare di nuovo nel lessico a doppio taglio di un estate fa, ha lanciato un avvertimento a quanti utilizzano il riparo di via Ospedale per consumare l'amore di un momento: «Lo dico ancora una volta chiaro e tondo ai gay e alle lesbiche: voi da lì, dovete sloggiare».
Marco Bonet La prova Una delle immagini estrapolate dal video di Rete Veneta al parcheggio dell'ospedale
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
Non che da Alberto Bevilacqua ci aspettassimo chissà quale profondità di pensiero, ma in generale da chi svolge la professione di scrittore o sedicente tale ci si aspetta un’ analisi critica più elevata rispetto alle chiacchiere da ascensore. Un’omofobia e transfobia e arriviamo a dire anche misoginia che ci ha offesi. Peccato che il CORRIERE MAGAZINE abbia dato spazio a riflessioni di così bassa levatura.
---------------------------------------------------
---------------------------------------------------
SOS da MILANO - coprifuoco gay-street.
vi inoltro una mail che mi ha mandato Felix da Milano:
Beati voi che siete in vacanza, ve la meritate. Ma un cenno di solidarietà, una e mail, una telefonata, un sms non le avrebbe minimamente danneggiate. Al Comune di Milano sono in ferie, il responsabile che ha inviato l'ordinanza di chiusura anticipata dell'After Line alle 22.00 ci riceverà se tutto va bene a settembre. Ho prenotato una pagina a pagamento su
Corriere della Sera e Repubblica ma a tutt'oggi la mia lettera aperta al Vicesindaco De Corato di Milano, per chiedergli un incontro, non può essere pubblicata, probabilmente a
causa di un veto della direzione dei giornali.
Non risponde nemmeno la segreteria del Vicesindaco, comprensibile. Meno chiaro il silenzio di tutti i vertici Arcigay (da quello milanese al nazionale), a parte Franco Grillini che è sempre disponibile, proprio lui assieme al sottoscritto nell'aprile 2003 depose la targa GAY STREET in via Sammartini.
Non rispondono i vari movimenti gay (unica eccezione Gay Lib che ha promesso si sta attivando). Non si fanno vivi artisti, personalità, giornalisti, amici etc...Insomma chiudono la gay street, dopo 15 anni di attività, impongono il coprifuoco e quasi nessuno ritiene che sia un atto di ingiustizia, un motivo per impegnarsi e mobilitarsi?
Un grazie a Sergio Rovasio per l'interrogazione parlamentare a cura del Partito Radicale al Ministero dell'Interno. Un grazie all'avvocato Ezio Menzione per i preziosi consigli
e ad Alessio De Giorgi per la disponibiltà di Gay.it. Ma sapete tutti che questo non basta. Ho pazienza. Aspetterò e vi auguro buon proseguimento delle vacanze nel migliore dei modi, ma per favore quando rientrerete non dimenticatevi della sopravvivenza della gay street, è una battaglia di libertà che non posso condurre da solo.
Un bacione a tutti,
Felix Cossolo
www.felixcossolo.com
felix@gayclubbing.it
Roma, 4 agosto 2008
CHIUSURA ANTICIPATA DEL LOCALE DI MILANO AFTER LINE: LA GRAVE DECISIONE DEL
COMUNE DI MILANO SEMBRA ISPIRATA PIU' ALLA DISCRIMINAZIONE VERSO LE PERSONE
LGBT CHE A MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO. INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI
Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti
"Per risolvere il problema del degrado, dell'ordine pubblico e magari pure quello tanto fastidioso, per la classe politica, dell'omosessualità, il Comune di Milano ha intimato al locale Disco-Club After Line di Milano di chiudere alle ore 22 anziché alle ore 2. Ci pare francamente fuori luogo addurre ragioni di ordine pubblico o di degrado urbano se un locale, luogo
storico e di riferimento per la comunità gay, viene fatto chiudere quattro ore prima rispetto al suo solito orario di apertura. Riteniamo che l'accaduto riguardi una delle tante forme di omofobia che da un po' di tempo a questa parte vanno tanto di moda anche tra le istituzioni. Ci auguriamo che l'interrogazione parlamentare dei deputati radicali chiarisca fino in
fondo questa vicenda di per sé troppo poco chiara. Se così non fosse vorremmo sapere quanti sono i locali chiusi perché frequentati da persone con chiare tendenze eterosessuali?".
Di seguito il testo dell'interrogazione parlamentare depositata oggi dai deputati radicali Elisabetta Zamaparutti, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Matteo Mecacci:
Interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Interni e al Ministro per le pari opportunità: Per sapere - premesso che:
- Il 14 dicembre 2007 il Comune di Milano emette un'ordinanza per chiusura anticipata dei locali di Milano After Line e Next Grove alle ore 22.00. Il locale After Line di Via Sammartini, è stato per anni un punto di riferimento importante per la comunità gay italiana, sicuramente il primo e più conosciuto disco bar gay italiano, aperto normalmente fino alle due di notte.
- La decisione della chiusura anticipata farebbe seguito ad una relazione della Questura di Milano dove, tra l'altro, si legge: "la zona della Stazione Centrale soffre di problemi per il comportamento tenuto da avventori di esercizi commerciali e pubblici che costituiscono luoghi di ritrovi di soggetti dalla chiara tendenza omosessuale, dediti al consumo di
stupefacenti, all'abuso di sostanze alcoliche, e soliti a gesti di intemperanza, oscenità e disturbo ai residenti della zona..".
- Sulla decisione del Comune di Milano, il titolare del locale After Line ha opposto un ricorso al Tar che ha annullato la decisione amministrativa.
- Il Comune di Milano presenta appello al Consiglio di Stato che il 10 giugno 2008 lo accoglie. Nell'ordinanza del Consiglio di Stato si legge: "...Il Collegio ha ritenuto la restrizione d'orario in quanto 'adottata in conformità dell'ordinanza sindacale sugli orari, soggetta a regole severe in funzione di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica...giustificata in
relazione alla natura di licenza di pubblica sicurezza dell'autorizzazione'. Secondo il Comune di Milano 'il provvedimento di riduzione dell'orario di esercizio del locale citato in oggetto è volta a porre rimedio a una oggettiva situazione di grave pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, che allo stato permane. La finalità perseguita della disposizione non è dunque quella di sanzionare la condotta del gestore...bensì quella di impedire attraverso la sua anticipata chiusura, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale...".
Per sapere:
- Se non ritenga il Ministro degli Interni che la relazione della Questura di Milano, probabile causa dell'azione amministrativa del Comune di Milano, contenga una esplicita forma di discriminazione verso le persone omosessuali;
- se la chiusura anticipata del locale After Line sia stata decisa per colpire uno dei ritrovi della comunità gay indipendentemente dal degrado urbano della zona;
- se il degrado o "il grave pericolo per l'ordine pubblico" di alcuni quartieri della città di Milano, o di altre grandi metropoli, non vada combattuto con altri strumenti: ad esempio maggior vigilanza, maggiori strutture e servizi piuttosto che la limitazione dell'apertura di locali presenti in tali zone;
- quanti altri locali, frequentati da persone con "chiare tendenze eterosessuali", hanno avuto nella città di Milano limitazione di orario di apertura adducendo ragioni di 'ordine pubblico'.
---------------------------------------------------
I giovani sono accusati anche di sequestro di persona e occultamento del corpo
Il cadavere della vittima è stato rinvenuto su indicazione dei due fermati
Violentano e uccidono una trans
arrestate due persone a Milano
MILANO - Un giovane italiano e un minorenne nordafricano sono stati arrestati dagli agenti della Squadra mobile di Milano con l'accusa di aver violentato e assassinato una transessuale e di averne poi occultato il cadavere. In base alle prime ricostruzioni degli investigatori, i due hanno chiesto una prestazione sessuale gratuita alla trans, una brasiliana di 30 anni, e poi l'hanno sequestrata, violentata e accoltellata prima di nasconderne il corpo. L'episodio del rapimento era stato denunciato il 29 luglio scorso da un'altra trans che aveva visto in via Novara due uomini costringere l'amica a salire su un'auto. La vittima si chiamava Gustavo Brandau ed era arrivata in Italia clandestinamente.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, aiutate anche dalle telecamere poste lungo la via, hanno permesso di identificare l'automobile su cui aveva trovato posto la vittima e così di risalire ai due giovani. Il cadavere della trans è stato rinvenuto stamattina su indicazione dei due fermati lungo la tangenziale Ovest di Milano.
"Un delitto di una violenza mai vista", è stato il commento dei poliziotti che si sono trovati davanti il corpo della brasiliana barbaramente picchiata e stuprata prima di essere uccisa. I due arrestati, rei confessi, sono un italiano di 19 anni, disoccupato, già noto alle forze dell'ordine e un marocchino di 17 con precedenti di droga e reati contro il patrimonio che era affidato alla comunità di don Gino Rigoldi.
Per il noto parroco è una sfida persa: "Ho cercato di fare di tutto, ma una cosa così non l'avevo mai vista. Non siamo riusciti a fare passi avanti con lui e infatti al compimento dei 18 anni avevamo anche pensato di farlo rimpatriare ci abbiamo provato, ma purtroppo - continua Don Rigoldi - non siamo riusciti a fargli cambiare strada. E' sicuramente un giovane con grossi problemi anche psichiatrici - spiega - è stato sotto trattamento di farmaci e ha già passato oltre dodici comunità".
(6 agosto 2008) Repubblica.it
"Sei lesbica". Aggredita a calci e pugni
Roma, la vittima lavora in un bar della Gay Street. Alemanno: basta violenza omofoba
di Massimo Lugli
L'esterno del Coming Out
Picchiata a calci e pugni mentre tornava a casa. «Gay di m...», le ha urlato in faccia l´assalitore prima di scappare lasciandola, tramortita e dolorante, riversa sul marciapiedi. Un´altra storia di intolleranza verso gli omosessuali ambientata nella capitale e partita dalla storica "Gay street" di via San Giovanni in Laterano che, in questi giorni, è al centro di accese polemiche perché la richiesta di pedonalizzazione è stata respinta dal municipio.
La vittima, D. S., è una ragazza lesbica, studentessa fuorisede, che lavora al "Coming Out", uno dei ritrovi gay più conosciuti di Roma. «La notte di sabato 19 sono tornata a casa con l´autobus MA1 - ha raccontato la giovane donna agli agenti del commissariato del Celio, dove si è presentata ieri mattina - Erano le 3,30 circa. Indossavo una maglietta del locale con il simbolo arcobaleno del movimento omosessuale». La ragazza ha i capelli corti e un aspetto che lei stessa definisce mascolino tanto che, all´inizio, ha pensato di essere stata scambiata per un ragazzo.
«Sono scesa alla fermata Colli Albani - ha proseguito D. S. - ho attraversato la strada e all´improvviso un uomo mi ha afferrata da dietro urlando: gay di m.... Io ho risposto: guarda che sono una donna...
Non l´ho visto in faccia, non so neanche che aspetto avesse perché ho cercato di proteggermi il viso. Mi ha sferrato due pugni e un calcio e poi è scappato. Mi sono rialzata e sono andata a casa, ma la mattina dopo avevo dolori ovunque e sono andata al pronto soccorso del San Giovanni dove mi hanno dato 3 giorni di prognosi. I miei colleghi, ieri, mi hanno convinta a sporgere denuncia e sono andata alla polizia».
Sull´aggressione stanno ora indagando gli agenti del commissariato del Celio ma, in mancanza di una qualunque descrizione del picchiatore, l´inchiesta parte decisamente in salita. La vittima ha detto di non aver notato alcun personaggio sospetto sull´autobus che la portava a casa.
Immediate e durissime le reazioni "bipartisan" di sdegno per l´aggressione e di solidarietà per le vittima.
«Apprendo con sdegno e preoccupazione di una nuova aggressione a Roma ai danni di una giovane omosessuale - dice il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna - non posso che esprimerle tutta la solidarietà con la speranza che le forze dell´ordine individuino al più presto gli autori di un gesto così odioso e incivile». Il sindaco Gianni Alemanno esprime «A nome mio e di tutta l´amministrazione una ferma condanna contro ogni forma di violenza e discriminazione ai danni della comunità gay e lesbica di Roma. Spero che episodi come quello di San Giovanni non si ripetano più, perché non rendono onore a Roma, da sempre simbolo di accoglienza e di pacifica convivenza».
Diverso il parere di Franco Grillini, presidente di Gaynet, secondo cui: «Il tasso di violenza antigay della capitale è da sempre il più alto del paese».
«E´ l´ennesimo violento attacco alle persone lesbiche e gay. Un episodio preoccupante perché le modalità sono analoghe a quelle dell´aggressione di Cristian Floris (il conduttore di una radio gay picchiato il 24 maggio, n.d.r.) - incalza Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay a Roma - Con questo attacco si è scelto in maniera esplicita di colpire uno dei luoghi simbolo per la comunità lesbica e gay romana e per la nostra città: la Gay Street. Probabilmente le polemiche di questi giorni riguardo alla mancata pedonalizzazione hanno persuaso i violenti ad agire, a marcare il territorio e seminare il panico».
![]()
(23 luglio 2008) . Repubblica.it
COMUNICATO STAMPA
JAIME ONDARZA E LUCETTA SCARAFFIA: UN BOLLINO PER PROMUOVERE CINEMA E TV PER LE FAMIGLIE
Fiuggi, 30 luglio 2008 - Un bollino "Family Entertainment" è l'auspicio espresso da Jaime Ondarza, amministratore delegato della Turner Italia, questa mattina al Fiuggi Family Festival. A Ondarza il presidente del Festival ha assegnato il premio speciale per "l'impegno dimostrato nel promuovere la cultura della vita e della famiglia nell'ambito della produzione televisiva". Alla cerimonia era presente anche il Sottosegretario Lucetta Scaraffia. "Sono d'accordo – ha detto il Sottosegretario – sull'idea di istituire un bollino che invece di vietare serva a promuovere i film per la famiglia. Ci sono molti film che promuovono un'immagine distorta dell'amore e della famiglia, come per esempio "Brokeback Mountain". Si deve fare in modo di alzare la voce e promuovere film e prodotti tv che incoraggino una corretta visione dei valori famigliari". Ondarza ha ringraziato il festival per il premio. "Aderiamo fin d'ora alla proposta di un tavolo permanente per un dialogo senza mediazione fra produttori e famiglie italiane", ha detto. "Vogliamo mantenere acceso un rapporto con il Fiuggi Family Festival anche perché la famiglia è ormai un interlocutore scomparso dalle platee. Se non c'è nessuno che alza la voce, nel bene o nel male – ha puntualizzato l'amministratore delegato della Turner – le famiglie non lo sentirebbe nessuno"
Ufficio Stampa Fiuggi Family Festival
ECCO UN' AFFERMAZIONE DI BOSSI CHE IN ITALIA NON HA SCANDALIZZATO NESSUNO NEL AMBITO POLITICO E MEDIATICO - ERA LO STESSO GIORNO DEL GAYPRIDE DI BOLOGNO ! ( e su Repubblica ne parlano in un piccolo trafiletto con foto)
![]()
BOSSI: MEGLIO NOI DEL CENTRODESTRA CHE ANDIAMO CON LE DONNE CHE QUELLI DEL CENTROSINISTRA CHE VANNO CON I CULATTONI
«Noi con le donne, la sinistra con i gay»
MILANO — Commentando la vicenda delle intercettazioni, ieri sera Umberto Bossi, alla festa della Lega a Trecate (Novara) non ha rinunciato a lanciare benzina sul fuoco dicendo: «Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni».
---

DAL NOSTRO INVIATO
TRECATE - La battuta la spara appena sceso dalla macchina, in mezzo alle zanzare e al ritmo del "cha-cha-cha" che si smorza al suo arrivo: «Meglio uno di destra che va con le donne, di quelli di sinistra che vanno coi culattoni». Risponde così, Umberto Bossi, a chi gli chiede del caso intercettazioni che ha coinvolto Berlusconi e altri politici. «Sono cose private», aveva già commentato, tagliando corto, in giornata. Alla festa della Lega di Trecate i cronisti hanno incalzato il ministro per le riforme riportando l´attacco di Antonio Di Pietro sui «magnacci al governo». La replica è tranciante: «Vada a quel paese». Si capisce che l´argomento politici-raccomandazioni-attrici-aspiranti attrici non lo appassiona più di tanto. Il senatur ne esce alla sua maniera, e cioè con la goliardia alla quale ricorre in questi casi: a noi (inteso noi politici del centro-destra, ndr) piacciono le donne, «a quelli di sinistra gli uomini».
TUTTI I GIORNALI HANNO DATO GRANDE RISALTO ALL'AFFERMAZIONE DI DI PIETRO ("Berlusconi fa il magnaccia") E TUTTO IL CENTRODESTRA SI E' INDIGNATO. MA COME MAI NESSUNO SI SCANDALIZZA PIU' SE IL MINISTRO DELLE RIFORME USA UN LINGUAGGIO DEGNO DI UNA SAGRA PAESANA CHE RIVELA OLTRE ALL IGNORANZA UNA MALCELATA OMOFOBIA ? IN QUALE ALTRO PAESE OCCIDENTALE UN MINISTRO PUO' PARLARE COSI' SENZA DOVER RIMETTERE LE PROPRIE DIMISSIONE L'INDOMANI ?
Catania Pride 2008
Vi informiamo che la nuova amministrazione comunale
di Catania ha negato la Piazza Università dove, da sempre, si è concluso il corteo e allestito il palco per gli interventi. E' la prima volta che viene adottato un simile provvedimento di natura chiaramente omofoba e fortemente ideologizzato. Al posto della Piazza Università, il Sindaco Stancanelli (AN) vorrebbe dare la Piazza Dante, difficilmente raggiungibile sia dai carri sia dalle persone partecipanti al corteo, atteso che per giungervi occorrerebbe percorrere una strada in forte pendenza tutta in salita, e considerato, inoltre, che detta piazza trovasi nel centro di un quartiere ad altissima densità di ultras nettamente omofobi.
Il Comitato Catania Pride (Arcigay, Openmind e Gruppo Pegaso) nel prendere atto di tale vergognoso atteggiamento, si incontrerà Lunedi' prossimo 30 giugno al Comune con i responsabili dell'amministrazione ai quali farà presente di ritenere tale decisione una provocazione alla quale non cederà minimamente. Renderemo, altresì, noto che il corteo non si fermerà davanti ad alcun ostacolo e giungerà,
COMUNQUE,
a Piazza Università, assumendosi, pertanto, il Comune la chiara responsabilità di ogni eventuale accaduto.
NOI NON CI FERMEREMO NE' CI FERMERANNO.
Ci rivolgiamo a tutta la comunità lgbt e non solo, per una partecipazione la più ampia e sentita possibile. E' in gioco la ns. stessa esistenza per la quale Vi chiamiamo a mobilitarvi massicciamente.
Per IL COMITATO CATANIA PRIDE 2008
Riccardo Di Salvo presidente Arcigay Catania
Roma, 29 giu - "Così come è avvenuto a Roma e a Biella il 7 giugno scorso, anche a Catania le autorità, per compiacere il potere clericale, hanno vietato l'accesso a Piazza dell'Università come luogo di arrivo del Gay Pride che si svolgerà il prossimo 4 luglio. E' la prima volta che ciò accade, perché da anni il corteo del Gay Pride passa o raggiunge tale piazza a Catania. Il divieto sarebbe motivato con il fatto che la piazza sarebbe troppo vicina al Duomo". A comunicarlo Sergio Rovasio, Segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti. "Si tratta - aggiunge - dell'ennesimo esempio di asservimento della classe politica al potere clericale cittadino in palese violazione di garanzie costituzionali e di norme amministrative. L'Associazione Radicale Certi diritti insieme con i dirigenti e parlamentari Radicali si mobiliterà, così come è già avvenuto il 7 giugno scorso in Piazza San Giovanni a Roma, se il divieto verrà confermato, il 4 luglio ci imbavaglieremo anche di fronte al Duomo di Catania".
MILANO. SCATTA IL COPRIFUOCO NELLA GAY STREET
L'ha stabilito il Consiglio di Stato e il Comune ha tutta l'intenzione di far rispettare l'ordinanza
domenica 29 giugno 2008
Scatta il coprifuoco nella gay street milanese. Via Sammartini deve spegnere le insegne alle 10 di sera invece che alle 2 di notte. Giù le serrande di After Line e Next Groove, locali di ritrovo storici della comunità omo. L'ha stabilito il Consiglio di Stato e il Comune ha tutta l'intenzione di far rispettare l'ordinanza. Nei «gravi motivi di ordine pubblico» sono elencati schiamazzi, risse, oscenità, uso e spaccio di droga. Le segnalazioni erano partite dal comitato di quartiere, la polizia ha fatto sopralluoghi, denunce e arresti. Ora, la stretta: «La linea non cambia — dice il vicesindaco Riccardo De Corato —. Nessun accanimento o volontà di spegnimento della Milano by night, ma tutela dei residenti da situazioni che minacciano la sicurezza e non rispettano le regole della buona convivenza».
Sei mesi fa, fine dicembre. Palazzo Marino decide il repulisti di via Sammartini, zona grigia alle spalle della Stazione centrale, arteria sporca, popolata da prostitute, balordi e senzatetto. L'ordinanza: chiusura anticipata. L'obiettivo: «Contrastare la criminalità» all'esterno dei bar e «l'abuso di alcol» dentro. L'Arcigay insorge («Questa si chiama discriminazione»), i titolari dei locali raccolgono migliaia di firme, ricorrono al Tar e ottengono la sospensiva: «La gay street non si tocca».
Di lì, è scontro aperto. Sulle carte bollate e le voci dal dizionario. Il report della polizia segnala «luoghi di ritrovo di soggetti dalla chiara tendenza omosessuale», in via Sammartini, posti «dediti al consumo di stupefacenti». Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay, ritiene «politicamente inaccettabile la linea della questura» che accosta «l'omosessualità al consumo di droga». Felix Cossolo, fondatore della gay street, ammette «la mancanza di coordinamento tra i gestori» ma non fa sconti al sindaco Letizia Moratti, «indifferente al nostro grido di allarme per il degrado».
La gay street milanese nasce nel 1993. Franco Grillini mette la targa su via Sammartini mentre i neofascisti coprono i muri di scritte omofobe qualche metro più in là. E comunque: aprono negozi, l'Oasi Rosa e l'After Line, si organizzano mostre e feste, passano artisti e filosofi, da Platinette a Gianni Vattimo. Negli anni, però, via Sammartini perde il glamour e diventa la discarica della Stazione, dormitorio per i clandestini, ufficio per i pusher, ricovero per trans e prostitute. Il comitato di quartiere si ribella: «Una situazione inaccettabile. Basta degrado e illegalità».
Ora: il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza d'appello di Palazzo Marino e legittimato l'ordinanza, sì al coprifuoco per motivi di ordine pubblico. «Sono due sentenze che fanno giurisprudenza e che il Comune potrà richiamare contro quei locali che non osservano il rispetto della quiete pubblica e a notte fonda producono rumore e schiamazzi in eccesso», osserva De Corato. Tolleranza zero, dunque. «Schiamazzi, liti, risse e uso di sostanze stupefacenti sono stati alla base del provvedimento — conclude il vicesindaco — I suoi benefici sono subito stati apprezzati dalla Questura».
L'altra sera, ancora in via Sammartini. Gli agenti in borghese del servizio radiomobile dei vigili urbani arrestano un marocchino di 22 anni che spaccia cocaina e lo portano in commissariato. Nel suo fascicolo risultano precedenti penali per reati contro il patrimonio, furti e rapine. E lo status: clandestino.
A. St.
GAY PRIDE ROMA: NEGATA PIAZZA SAN GIOVANNI
Aurorizzazione prima concessa e poi ritirata per un concerto corale nei palazzi lateranensi
giovedì 29 maggio 2008
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, organizzatore del RomaPride 2008, rende noto che ad appena nove giorni dallo svolgimento della parata di sabato 7 giugno la Questura di Roma ha ritirato l’autorizzazione, concessa originariamente in data 11 aprile, a concludere la parata a Piazza San Giovanni con la motivazione di un concomitante convegno e concerto corale all’interno dei Palazzi Lateranensi.
Del problema sul percorso siamo venuti a conoscenza soltanto oggi, durante un incontro tecnico al Comune di Roma e nel conseguente incontro in Questura, senza che nessuna autorità competente l’abbia comunicato prima, nonostante siano passati quasi due mesi dall’autorizzazione originaria e dall’ampia notorietà pubblica data all’evento e al percorso.
Siamo stupiti e amareggiati per l’evolversi degli eventi e per l’incredibile ritardo della comunicazione. Oggi, giovedì 29 maggio, alle ore 17.30, presso la sede del Circolo Mario Mieli, in via Efeso 2/a, si terrà una conferenza stampa dove verranno dati tutti i dettagli e comunicate le nostre decisioni.
----------------------------------------------------
DISCRIMINAZIONI. ALLA CAMERA APPROVATO EMENDAMENTO CHE RENDE IN PRATICA IMPOSSIBILE LA LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO PER ORIENTAMENTO SESSUALE
La maggioranza vanifica la correzione chiesta dall'UE
giovedì 29 maggio 2008 , di Giuseppe Eduardo Polizzi
Il 28 maggio 2008 la Camera dei deputati ha votato un emendamento a modifica del d. lgs. 216/2003 che ha confermato la difficoltà nel provare la discriminazione per orientamento sessuale subita nei luoghi di lavoro.
A nulla, quindi, è valsa una procedura di infrazione a carico del nostro Stato per non aver recepito le regole comunitarie in tema di lotta alle discriminazioni.
A nulla sono valse le istanze di quella parte del mondo accademico e politico che hanno definito la disposizioni sull’onere della prova contrastanti con la direttiva comunitaria in materia.
Oggi, per provare di essere discriminati per orientamento sessuale occorre fornire elementi di fatto, idonei a fondare, in termini gravi precisi e concordanti, la presunzioni dell’esistenza di atti fatti o comportamenti discriminatori; spetta invece al convenuto l’onere di provare l’insussistenza della discriminazione.
Tre aggettivi -gravi precisi e concordanti-, dunque, rendono la dimostrazione della discriminazione subita quasi impossibile. I giuristi lo sanno. Ma forse anche i politici ne sono ben consapevoli. Infatti, dal 15 maggio alla versione definitiva approvata il 28 maggio tale disposizione ha visto la progressiva aggiunta, uno dopo l’altro, degli aggettivi criticati. Nella prima formulazione della regola sulla prova il lavoratore poteva limitarsi a descrivere i fatti discriminatori e, il Giudice, poteva decidere anche in base a dati statistici. In quella del 22 maggio i fatti da soli non erano più sufficienti per dimostrare la discriminazione subita ma occorreva che fossero precisi e concordanti. Nella versione del 28 maggio il Governo è riuscito ad aggiungere alla precisione e alla concordanza dei fatti, anche il requisito della gravità. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha detto che se ve ne sarà la necessità, il Governo tornerà sulla formulazione di questa regola per conformarsi alla direttiva comunitaria. Speriamo che l’On. Vito mantenga la parola e, speriamo che qualcuno lo solleciti (magari la stessa On. Concia che, nell’intervento di oggi, ha criticato l’aggiunta dell’aggettivo “gravi” e l’eliminazione al riferimento ai dati statistici). Anche l’On. Migliori ha sollecitato una revisione della materia, magari in occasione della prossima legge comunitaria.
Giuseppe Eduardo Polizzi
----------------------------------------------------
Per un pregiudicato 53enne era "insopportabile" avere un omosessuale in famiglia
Diciotto anni, colpito durante una lite al braccio, medicato in ospedale
Palermo, coltellate al figlio gay
"Era un disonore". Arrestato
Parla il ragazzo: "Mio padre non mi ha mai accettato. Non è una malattia"
PALERMO - Una questione "di onore e di vergogna". Insopportabile sapere di avere un figlio omosessuale per un pregiudicato 53enne di Palermo. Ha accoltellato il ragazzo di 18 anni durante una furibonda lite. I carabinieri del Nucleo radiomobile hanno arrestato il padre violento con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Adesso l'uomo si trova rinchiuso in una cella dell'Ucciardone.
"Mio padre non mi hai mai accettato", racconta il ragazzo. "Non ha voluto rassegnarsi al fatto che io sono gay. Ho cercato di convincerlo che la mia non è una malattia, né una cosa sporca, ma è stato tutto inutile. Mi sono reso conto di essere gay un anno fa - ha raccontato - e l'ho confessato a mio madre. Lei mi ha capito, ha cercato di aiutarmi, di starmi vicina e di convincere mio padre a rassegnarsi ma l'ultimo anno, in casa, è stato un inferno".
E' accaduto a Palermo, in un appartamento di via Messina Marine, al culmine di giorni di tensione e dopo un ennesimo litigio. Questa volta, però, il genitore non si è limitato alle botte: "Non ci ho visto più. Troppo la vergogna e il disonore per questa storia", ha spiegato ai carabinieri. Il giovane, terrorizzato e ancora sotto shock, ha riportato ferite da taglio sull'avambraccio e sulla mano destra e un trauma cranico facciale; condotto all'ospedale Civico è stato giudicato guaribile in otto giorni.
Un episodio tanto simile a quello che le cronache di Pesaro hanno raccontato una decina di giorni fa. Allora fu la madre a sferrare un coltellata alla figlia di 16 anni che le aveva confessato di avere una relazione gay con una diciottenne. La lama si fermò contro la fibbia della ragazza ma per la madre scattò comunque la denuncia per tentate lesioni aggravate.
Pregiudizi apparentemente insusperabili sembra abbiamo armato entrambi i genitori. L'amore per i loro figli non è riuscito a cancellare l'ansia e la preoccupazione che li ha sommersi dopo il coming out dei loro ragazzi. Una recente ricerca europea datata 2003 e condotta dall'Istituto Cattaneo dell'Università di Bologna, fa sapere che ogni cento persone, dieci sono omosessuali. Ogni cento omosessuali, venti accettano la loro condizione; 80 non l'accettano e la sopportano; ventidue pensano al suicidio, cinque compiono tentativi di suicidio.
Il problema è radicato e la strada che conduce alla piena integrazione degli omosessuali lastricato da mille preclusioni. A Milano, da più di dieci anni, funziona un'associazione genitori di omosessuali che raggruppa attorno a coppie con figli gay, psicoterapeuti, consulenti famigliari e legali. Ma restano nelle famiglie infelicità cupe che sfociano spesso in raptus violenti o scelte suicide.
(26 maggio 2008)
__________________________________________
ALEMANNO, FAMIGLIA FONDATA SU MATRIMONIO UOMO E DONNA
Oggi e' previsto l'incontro con le associaioni che rappresentano gli omosessuali
lunedì 26 maggio 2008 , di ASCA
Roma, 26 mag - 'Faremo tutto il possibile affinche' le politiche sociali siano improntate sulla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Saremo attenti ad un istituto che riteniamo una grande risorsa'.
A dirlo il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parlando al Consiglio Comunale di Roma, intanto oggi e' previsto l'incontro con le associaioni che rappresentano gli omosessuali per discutere le questioni legate al Gay Pride, ma non solo, stando a quanto ha sottolineato l'Arcigay in una nota diffusa nel tardo pomeriggio di ieri.
__________________________________________
FORZA NUOVA CONTRO ALEMANNO SUI GAY
Niente fondi ai gay altrimenti protesta rumorosa
lunedì 26 maggio 2008 , di ansa
FIORE(FORZA NUOVA): SE ALEMANNO GLI DÀ SOLDI LO CONTESTEREMO
(DIRE) Roma, 26 mag. - "Come ci aspettavamo, ricevuto l'alt dal ministero per le Pari opportunita', i gay hanno subito trovato un loro estimatore nella giunta Alemanno, che, scavalcando qualsiasi priorita' amministrativa, ha ben visto di perdere tempo per parlare di presunti diritti delle lobbies gay".
E' quanto afferma Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, commentando la convocazione dell'incontro che il sindaco Alemanno terra' questa sera con i rappresentanti della comunita' Lgbt.
"Ci auguriamo che l'incontro di oggi non sia una scusa per stanziare finanziamenti al Gay Pride 2008. Roma non ha certo soldi per sponsorizzare un avvenimento molto costoso che interessa poche centinaia di persone- prosegue Fiore- I Gay Pride sono una manifestazione inaccettabile: Alemanno non voglia gareggiare con i suoi predecessori in quanto a buonismo e sperpero di risorse pubbliche.
Dovrebbe pensare piuttosto a trovare una soluzione per le giovani coppie romane che vorrebbero sposarsi ed avere figli ma non possono permettersi di pagare l' affitto".
"Forza Nuova lo dice chiaro e tondo: se soltanto Alemanno provera' ad accampare futili scuse per stanziare fondi ad attivita' pro gay- conclude fiore- inizieremo una campagna di protesta quotidiana, trasversale e rumorosa
__________________________________________
APC-*VATICANO/ S.SEDE PRECISA: DIVIETO SEMINARISTI GAY VALIDO SEMPRE
Anche per case missionarie, Chiese orientali e religiosi
venerdì 16 maggio 2008
Città del Vaticano, 16 mag. (Apcom) - Le norme che stabiliscono l'inammissibilità ai seminari di "coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono quel che si definisce la cultura gay" (ma non di coloro le cui "tendenze omosessuali" sono "espressione di un problema transitorio") è valida per tutti i religiosi, nonché per le case di formazione missionarie e per quelle delle Chiese orientali. La precisazione, promulgata dal cardinale Tarcisio Bertone e approvata dal Papa, è stata pubblicata oggi sull'Osservatore romano'
"In riferimento al Documento della Congregazione per l'Educazione Cattolica 'Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri', pubblicato dal menzionato Dicastero il 4 novembre 2005, e in seguito a numerose richieste di chiarimento giunte alla Sede Apostolica, si precisa - si legge nella nota - che le disposizioni contenute in detta Istruzione valgono per tutte le Case di formazione al sacerdozio, comprese quelle che dipendono dai Dicasteri per le Chiese Orientali, per l'Evangelizzazione dei Popoli e per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Il Sommo Pontefice, il giorno 8 del mese di aprile dell'anno del Signore 2008, ha approvato tale precisazione".
__________________________________________
ROMA. AGGREDISCE DUE TRANS
Arrestato un romeno
lunedì 26 maggio 2008 , di Giornale.it
di Redazione
Un romeno di 23 anni è stato arrestato dai carabinieri della Stazione Roma Centocelle dopo aver tentato una rapina a due transessuali in via Pirotta. Il giovane ha chiesto una prestazione ai trans e al loro rifiuto si è scagliato contro uno di questi e lo ha colpito con una bottiglia di vetro cercando, al contempo, di sottrargli la borsa. I militari, di servizio in zona, hanno bloccato il romeno che si trova ora a Regina Coeli. Il ferito, medicato presso l’ospedale Vannini, ha avuto una prognosi di 4 giorni.
__________________________________________
RIMINI. LA MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA ASSIEME ALLA DESTRA BOCCIA L'ODG A FAVORE DEL PRIDE
Pubblichiamo un articolo de "La Voce", quotidiano di Rimini
domenica 25 maggio 2008 ,
La Provincia non sostiene
gay ride bolognese
RIMINI - La Provincia di Rimini non darà la propria adesione al Gay Pride di Bologna, in programma il prossimo 28 giugno. Nella seduta di giovedì sera, è stato infatti bocciato l'ordine del giorno di sostegno alla manifestazione presentato dal consigliere del Gruppo Misto Antonino Padalino, nonostante il consigliere Pd Funelli abbia esperito un tentativo di mediazione presentando un proprio emendamento
__________________________________________
Christian Floris, 24 anni, è uno dei protagonisti del portale di DeeGay.it
Due persone l'hanno malmenato e gli hanno intimato di smetterla
Roma, giovane conduttore
aggredito e minacciato perché gay
ROMA - Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it, è stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo perché si occupa di tematiche legate al mondo dell'omosessualità e gli hanno intimato di smetterla.
Il giovane, che è stato portato all'ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. E dopo il raid neonazista al Pigneto, Floris ha parlato di "correlazioni" tra i due fatti. "Credo che sia la stessa corrente di persone, che oltre ad aver aggredito me e di infondere terrore nel mondo omosessuale, si sia ora concentrato sugli extracomunitari - ha affermato - La mia convinzione - proprio guardando le immagini televisive e ascoltando le dichiarazioni rilasciate sul posto da testimoni, è che gli aggressori appartengano alla stessa matrice".
DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv.
(24 maggio 2008)
da
20.05.2008
......
....Rincara la dose Vladimir Luxuria, esponente della Sinistra arcobaleno: «Questo ministero, con a capo Mara Carfagna, non intende assolvere al compito di dare e garantire pari opportunità. Si tratta quindi di un ministero inutile che di fatto non ci rappresenta». Al contrario, Luca Volontè sostiene il ministro: «Brava Carfagna - dice il deputato dell'Udc -: la sinistra gay chiama diritti i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali».
LA REPLICA - Nel tardo pomeriggio, arriva la replica del ministro. «Il signor Vladimiro Guadagno - si legge in una nota rivolta a Luxuria - confonde il Ministero per le Pari Opportunità con l'ufficio stampa e propaganda del movimento lgbt. Le Pari Opportunità, a giudizio del ministro pro tempore, riguardano sopratutto le donne lavoratrici e madri, i minori, gli anziani e i portatori di handicap». Se «il signor Guadagno non si sente rappresentato da queste priorità - prosegue la nota del ministero - significa che non ha alcun rispetto per chi è veramente discriminato».
------------------------------------------------------------
GAY PRIDE/ GIACOBBE (FORUM FAMIGLIE): CARFAGNA HA FATTO BENE
"Non vedo perché patrocinio pubblico a manifestazioni private"
postato 17 ore fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA
Roma, 19 mag. (Apcom) - Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna "ha fatto bene", secondo il presidente del Forum delle famiglie, ad annunciare l'intenzione di non concedere il patrocinio al Gay Pride del 28 giugno a Bologna.
"Non mi sarei scandalizzato se avesse deciso di mantenerlo, ma non vedo perché si debba dare il patrocinio delle istituzioni pubbliche ad una manifestazioni di carattere privato", afferma Giovanni Giacobbe interpellato telefonicamente. "Secondo me ha fatto bene il ministro".
"Ovviamente gli omosessuali hanno tutti i diritti che hanno gli altri cittadini dello Stato", sostiene il presidente dell'associazione del Family day. "L'ostentazione dell'omosessaulità non è a mio parere apprezzabile perché quella dell'omosessualità è una questione personale e privata. Si tratta, inoltre, di manifestazioni che nella sostanza sono contro gli stessi omosessuali, perché nel momento in cui fanno una manifestazione pubblica si pongono come diversi dagli altri. Gli eterosessuali, ad esempio, non vanno a fare manifestazioni di piazza per inneggiare all'eterosessualità". E le discriminazioni contro gli omosessuali? "Se ci sono situazioni e fatti specifici di discriminazione, vanno stigmatizzati", risponde Giacobbe. "Ma queste manifestazioni pubbliche sottolineano la loro diversità".
----------------------------------------------
da CASERTANEWS.it, 20.05.2008
Iannaccone (Mpa) contro il gay pride
POLITICA | Napoli – "Bene ha fatto il ministro Carfagna a negare il patrocinio al Gay Pride, una parata pittoresca e stravagante, un'inutile ostentazione che paradossalmente finisce col danneggiare gli stessi promotori". Così Arturo Iannaccone, deputato del Movimento per l'Autonomia che aggiunge: "Ho sentito che la Palermi ha parlato di omofobia, la invito a pensare agli omosessuali cubani che sono perseguitati dal regime comunista dei fratelli Castro del quale la stessa Palermi e il Partito dei comunisti italiani sono convinti sostenitori". .
"Non è giusto che il danaro pubblico venga sperperato per manifestazioni del genere - sottolinea il parlamentare - credo piuttosto che sia utile concentrarsi sulla lotta ai fenomeni residui di discriminazione, di intolleranza e di violenza contro gli omosessuali tuttora presenti nella nostra società. Negare il patrocinio ad una carnevalata come il gay pride non è omofobia, come la Palermi vuole far credere al Paese. Il nostro è un Paese tollerante e il Governo rispetterà sempre le minoranze e le diversità."
----------------------------------------------
19.05.2008
Il ministro: cortei inutili, non condivido il riconoscimento ufficiale delle coppie
«Gay Pride, niente patrocinio»
Carfagna: per il governo gli omosessuali non sono discriminati
ROMA — Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, non esita: «Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono, i Gay Pride». Ne sono stati organizzati ben cinque quest'anno di Gay Pride e per quello nazionale (ci sarà il 28 giugno a Bologna) la richiesta ufficiale di patrocinio approderà oggi sulla scrivania di Mara Carfagna. Inutilmente.
Il nuovo ministro per le Pari opportunità non ne vuole sapere delle manifestazioni degli omosessuali: «Hanno obiettivi che non condivido. Io sono pronta ad occuparmi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza. Sono pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi». E invece, i Gay Pride, che obiettivo hanno? «Penso che l'unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d'accordo ».
I primi due cortei del Gay Pride ci saranno a Roma e a Milano in contemporanea il 7 giugno e per questi gli organizzatori stanno cercando patrocini locali e non del ministero. Ma Mara Carfagna è stata invitata a partecipare un po' a tutti quanti i cortei. Ovviamente non andrà a nessuno.
«Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare».
È convinta il ministro Carfagna: «Sono pronta ad agire su casi concreti e reali. Qualcuno che mi venga a dire che un omosessuale non è stato assunto per via della sua tendenza. O che sempre per tendenze sessuali venga negato un affitto o qualsiasi altro diritto. Allora sì che intervengo».
Parla anche dei suoi amici il ministro Carfagna: «Sì, i miei amici omosessuali non mi dipingono una realtà così tetra per gli omosessuali del nostro Paese. Per questo, invece, sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta della depenalizzazione universale dell'omosessualità».
Non è, dunque, orientata ad occuparsi dei gay nostrani Mara Carfagna. Nemmeno di quella commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender che pure alberga proprio dentro il suo ministero.
«Non ho ancora preso bene visione di cosa sia e a cosa possa servire», dice. E poi spiega: «La verità è che una volta verificato a cosa serve credo che la userò per occuparmi anche di altro. Ci sono molti problemi di Pari opportunità. Un esempio? Nei luoghi di lavoro ancora oggi le donne guadagnano il 30% in meno dei loro colleghi pari grado. E questo è o non è un problema serio?».
Non soltanto gay. «Disabili. Anziani. Bambini: ce ne è di problemi di pari opportunità nel nostro Paese», rilancia il ministro Carfagna. E spiega: le associazioni nazionali dei gay dicono che in due anni ci sono stati 12 casi di vittime di violenza omosessuale? Ma hanno presente i dati della violenza e della molestia sessuale sulle donne? Almeno 6-7 milioni ogni anno».
Alessandra Arachi
stampa | chiudi
--------------------------
E LA CARFAGNA LITIGA CON I GAY «PIù SOBRIETà». «PENSI ALLE MISS»
Giornata dell'omofobia «Educazione civica e rispetto»
domenica 18 maggio 2008 , di il Corriere della Sera
ROMA — Omosessuali, è giusto combattere chi vi discrimina ma siate sobri, dice il neoministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna nella giornata mondiale contro l'omofobia.
Lo dice in modo davvero molto sobrio ma che non riesce ad evitare reazioni infastidite. «Il convincimento mio personale e delle istituzioni governative — ecco la sua dichiarazione — è che in una società evoluta non c'è spazio per ogni tipo di discriminazione; pertanto anche l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto». E tuttavia, aggiunge Carfagna, «a questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore».
Sobrietà, dunque. Che significa non «scendere nell'esibizionismo e nel folklore ». Ringrazia ironico Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay che però ricorda al ministro che «questo invito andrebbe rivolto anche alla Chiesa cattolica, che organizza le processioni, e soprattutto a chi promuove concorsi di bellezza. Noi non abbiamo niente contro le processioni e neppure contro i concorsi di bellezza ma Mara Carfagna dovrebbe sapere bene che sulle passerelle c'è una grande ostentazione del corpo femminile». Così Mancuso promette: «Sfileremo a tutti i Pride come se fossimo su una passerella di Miss Italia». Ad ogni modo il punto è un altro, continua il presidente dell'Arcigay (che per la giornata di ieri ha partecipato alla manifestazione contro razzismo e xenofobia di Verona), «negli ultimi due anni in Italia ci sono stati 12 omicidi e decine di violenze e minacce di stampo omofobico. Si prodighi dunque il ministro perché anche il nostro Paese si doti di una normativa contro la discriminazione, come è accaduto in molti Paesi europei».
E poi, mica è una questione di bon ton la lotta all'omofobia, s'infervora l'ex ministro per le Pari Opportunità del governo Prodi Barbara Pollastrini. E sottolinea come manchino del tutto le iniziative di questo esecutivo per l'affermazione dei diritti di tutti. «Questo è un governo di ministri — avverte Pollastrini — che impartiscono lezioni di comportamento a seconda del loro gusto estetico e delle loro convinzioni ideologiche. Il dovere è certo quello del rispetto ma anche quello di sostenere un piano di azione contro ogni discriminazione e che riconosca i diritti, e i doveri, di tutti, omosessuali e no. Neppure una parola il premier ha speso su questo nel suo discorso di insediamento, come invece hanno fatto sia Zapatero sia Sarkozy, che pure appartengono a schieramenti politici opposti ». Per l'ex ministro la cosa è grave in quanto «le dimenticanze sono colpevoli perché hanno il sapore della rimozione».
La deputata del Pd Anna Paola Concia, responsabile del tavolo sulle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), è certa che se Mara Carfagna parla così è perché ad un Gay Pride non c'è mai stata. «La invito pubblicamente a venire, l'accompagno io volentieri a quello di Bologna — propone Concia —. Quando non si conosce la realtà si può sbagliare a giudicarla. Non la rimprovero per questo ma siccome ora è ministro, e svolge un importante ruolo pubblico in difesa dei diritti di tutti, abbia il coraggio di guardare a questo mondo. La comunità omosessuale italiana è sempre stata ragionevole e porta avanti battaglie su diritti negati. L'Italia aspetta ancora una legge contro i reati di odio, tra cui l'omofobia».
«Ci dica che politiche vuole fare, ministro — la interroga il socialista Franco Grillini —. Lei auspica la fine delle discriminazioni, invita il movimento alla sobrietà ma non dice nulla di che cosa vuole fare in concreto. Batta un colpo ministro, e basta con i sermoni».
Soprattutto quel riferimento alla sobrietà è apparso inopportuno alla deputata del partito democratico Marianna Madia. «La sobrietà è un valore, io personalmente amo la sobrietà. Ma la lotta ad una qualunque forma di discriminazione è un caposaldo imprescindibile di una società civile, come ammette anche il ministro. Non la si può quindi subordinare alla sobrietà, come a dire: solo se sarete sobri difenderemo i vostri diritti. Una cosa non è legata all'altra».
GENITORI GAY. CONVEGNO "ORRIPILANTE" IN UNIVERSITà
Il "Giorno" Milano pubblica una lettera omofoba
martedì 13 maggio 2008 , di il Giorno
LETTERE & COMMENTI pag. 18
Vi segnalo un convegno orripilante che si terrà nella mia università il 14 maggio (mercoledì) e che parlerà di famglie gay e bambini.
Ci sarà anche una coppia di lesbiche con il loro bambino che si sono sposate in Spagna. Ma vi rendete conto? Sono una studentessa della Bicocca e mi sembrava doveroso informarvi. Cercate di avvisare voi chi di dovere a interventire a un convegno di sinistra dove la famiglia gay verrà osannata a scapito delle famiglie "normali". Ma dove stiamo andando?
Giulia P.
--------------------------
quaranta anni fa l'enciclica "humanae vitae"
PAPA: LA SESSUALITA' NON SIA UNA DROGA
....
Nei diversi Paesi, i vescovi si oppongono al pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali perche'
esso e' ''contrario all'insegnamento della Chiesa'' ma anche perche' creando una mentalita' permissiva
contribuisce alla grave crisi dell'istituzione familiare, testimoniata dalla notevole diminuzione del numero
dei matrimoni e dall'impressionante aumento dei divorzi, molto spesso anche precoci. ''Tale situazione -
ha detto oggi il Papa ai vescovi dell'Ungheria - unita alla carenza di sussidi per le famiglie numerose, ha
portato ad un drastico calo delle nascite, reso ancor piu' drammatico dalla diffusa pratica dell'aborto''.
Polemiche su Alemanno
"Il Gay pride è solo ostentazione"
di Giovanna Vitale
E il presidente di Arcigay Roma invita il sindaco a partecipare alla manifestazione del 7 giugno: "Per conoscerne da vicino il senso"
Il cambio della guardia in Campidoglio rischia di aprire un altro fronte destinato ad allargare la distanza dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Dopo l´Ara Pacis e la Festa del Cinema, ieri Gianni Alemanno ha scavato l´ultima trincea sulla questione gay. Scatenando una bufera che non ha però turbato la sua frenetica attività istituzionale: prima ha ribadito che «l´esistenza di Israele non può essere messa in dubbio» partecipando insieme all´ambasciatore Gideon Meir alla presentazione del calendario di manifestazioni in programma per i 60 anni della nascita dello Stato mediorientale; quindi ha lavorato tutto il giorno alla composizione della nuova giunta, nella quale l´ex portavoce nazionale di Forza Italia, Elisabetta Gardini, potrebbe assumere il ruolo di vicesindaco.
«Io ho rispetto per le persone omosessuali, ne conosco alcune» aveva detto in mattinata il primo cittadino di Roma intervistato su RaiNews24, «ma temo che il Gay Pride sia un´altra cosa: è un fatto di esibizionismo sessuale ed io sono contrario a qualsiasi forma di esibizionismo, sia omosessuale sia eterosessuale». Secondo Alemanno «il problema non è omosessualità sì o no, ma esibizionismo sì o no»; un tema che - promette - sarà discusso in consiglio comunale per cercare di «trovare una formula che non offenda nessuno». Guai però a pensare a una deriva reazionaria: «Nel centrodestra», precisa, «c´è una cultura liberale che non mette in discussione i comportamenti, le libertà individuali e il rispetto della privacy».
Immediata la reazione dell´universo omosex. Concorde nel rifiutare l´etichetta appiccicata alla manifestazione, per la quale - si ribadisce - anche quest´anno verrà chiesto il patrocinio del Campidoglio. «Non è un´ostentazione o un´esibizione del proprio orientamento sessuale, ma un momento di riflessione per le persone lesbiche, gay e trans» tuona Fabrizio Marrazzo, presidente dell´Arcigay capitolina, dopo aver invitato Alemanno a partecipare al Pride romano del 7 giugno. Invito esteso pure ai sindaci di Milano e Bologna, Moratti e Cofferati. Un modo, anche, per far scoprire al primo cittadino della capitale «una realtà che non conosce», sostiene il "Mario Mieli", storico circolo di cultura gay: altrimenti saprebbe che si tratta di «un momento di richiesta di diritti negati, un corteo pacifico, colorato, allegro e di rivendicazione politica». Ed è proprio per «non ricominciare con i soliti scontri ideologici» che Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project, una delle promotrici del World Pride del 2000 che creò parecchi problemi all´allora sindaco Rutelli (che per venire incontro alle richieste del Vaticano ritirò il patrocinio) propone: «Incontriamoci e proviamo la strada dell´ascolto per costruire una città veramente di tutti».
In sostegno di Alemanno arriva invece Gay-Lib, i gay liberali del centrodestra: «Facciamo il corteo in giacca e cravatta», provocano. Mentre Assunta Almirante consiglia: «Io personalmente al Gay Pride non ci andrei, per il rispetto generale della città». Ma il centrosinistra insorge. «Il Pride è un evento positivo e propositivo che vuole ribadire il valore fondamentale della libertà», rivendica Paola Concia, portavoce del tavolo Glbt del Pd: a preoccupare, semmai, «sono i saluti romani esibiti in Campidoglio da alcuni sostenitori del centrodestra il giorno della vittoria al ballottaggio».
Per niente stupita si dice invece l´ex ministro Barbara Pollastrini: «Alemanno dimostra piena continuità in quella mancanza di rispetto e insensibilità che contraddistinguono un certo tipo di destra». E di «ossessione» parla il socialista Franco Grillini: «Per costoro l´unico omosessuale buono è quello che si nasconde». Argomenti, quelli di Alemanno, tipici di «una destra che dimostra di voler tornare ad un modello di Stato etico» bacchetta Elettra Deiana di Rifondazione, «lì dove, cioè, si imponevano modelli culturali e sociali». ![]()
---------------------------
RAI: MAZZOCCHI, A 'TATAMI' SPOT A FAVORE MATRIMONI GAY
ROMA
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - "Come abbiamo dichiarato guerra al Governo Prodi sui Pacs, Dico, Cus e qualsiasi forma di riconoscimento dei matrimoni omosessuali qualche mese fa, non vediamo perché oggi dovremmo improvvisamente cambiare idea e riconoscere come famiglia ciò che famiglia non è. Pertanto spero che nessuno abbia idee strane a riguardo perché la nostra idea a riguardo non cambia e sicuramente non dipende da chi è capo del Governo. A tal riguardo troviamo faziosa e scorretta la trasmissione di ieri di Tatami che ha fatto un vero e proprio spot a favore dei matrimoni gay, allontanandosi da quello che dovrebbe essere il dovere di una tv pagata da tutti i cittadini". Con queste parole Antonio Mazzocchi, Deputato Romano del Popolo della Libertà e Presidente dei Cristiano Riformisti, ha commentato la trasmissione di ieri di Tatami su Raitre. "Come cattolici non faremo sconti a nessuno sulle tematiche come la vita e la famiglia. Siamo il popolo del Family day e non certamente quello che partecipa ad altri tipi di manifestazione. Pertanto, massima libertà per il futuro sulle scelte personali, ma le posizioni di partito e quelle di governo dovranno vedere una collegialità, perché come cattolici e come Cristiano Riformisti - conclude Mazzocchi - non siamo pronti certamente a mettere in discussione la famiglia naturale".
![]()
n. 18 del 2008-05-05 pagina 8
Sgarbi trucca il festival Arriva il patrocinio per la rassegna gay
di Maria Sorbi
Togli la parola «gay» dal testo e, voilà, la delibera viene firmata dalla giunta in men che non si dica. Questo il trucchetto escogitato dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi per far approvare sotto silenzio il patrocinio alla rassegna teatrale omosessuale. Niente riferimenti alla diversità sessuale, niente paroline «scomode», ma un titolo più neutro: «Liberi amori possibili». E così il 18 aprile scorso,
